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Roma, 27 apr.2017

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NEWS giovedý 27 aprile 2017

NEWS giovedì 27 aprile 2017

 

RICERCA: RIGENERARE IL CERVELLO COL GENOMA 'SPAZZATURA', SCOPERTA ITALIANA

Roma, 27 apr. (AdnKronos Salute) - Rigenerare il cervello adulto si può, con il genoma 'spazzatura' e le staminali. E' la scoperta di un team di ricerca dell'Istituto italiano di tecnologia: il lavoro, appena pubblicato su 'Stem Cell Reports', potrebbe portare a nuovi approcci terapeutici che consentirebbero di sostituire i neuroni danneggiati a causa di patologie o traumi con cellule nervose sane, grazie all'impianto di nuovi neuroni nei pazienti con malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson o dopo un ictus.

Nel nostro cervello esistono delle aree, chiamate nicchie neurogeniche, dove i neuroni sono continuamente generati a partire da cellule staminali - spiegano i ricercatori - Quando il processo di neurogenesi (la produzione di nuovi neuroni) viene compromesso, si può andare incontro a un declino delle facoltà cognitive, a depressione e a una maggior probabilità di incorrere in malattie neurodegenerative come Alzheimer o Parkinson. In queste aree del nostro cervello le staminali sono guidate a trasformarsi in nuove cellule nervose da meccanismi ancora oggetto di ricerca da parte di numerosi laboratori al mondo.

L'equipe dell'Iit, guidata da Davide De Pietri Tonelli, è riuscita a decifrare il codice genetico che guida la trasformazione delle staminali in cellule nervose indagando tra i tratti di genoma spazzatura non codificanti (in particolare microRna) e identificando 11 di queste molecole specifiche che sono responsabili di tale processo di differenziamento.

"Il 98% del nostro codice genetico - afferma De Pietri Tonelli - è caratterizzato da sequenze che non codificano per nessuna proteina e fino a poco tempo fa erano considerati spazzatura. Negli ultimi anni si è scoperto che circa il 70% di questi tratti 'spazzatura' in realtà sono fondamentali per regolare virtualmente tutti i processi biologici e possono essere utilizzati in diversi campi terapeutici".

"Il mio gruppo di ricerca - prosegue - si occupa in particolare di studiare le sequenze di microRna, una famiglia di piccoli Rna non codificanti che regola moltissimi geni. Grazie al lavoro condotto dalla nostra ricercatrice Meritxell Pons-Espinal, prima autrice dell'articolo appena pubblicato, ne abbiamo identificate 11 in grado di indirizzare le cellule staminali verso la trasformazione in nuove cellule nervose".

A partire da questi risultati saranno necessari ulteriori approfondimenti, per comprendere a fondo il meccanismo di azione di queste molecole di microRna in questo processo di produzione di cellule nervose, in modo che si possano sviluppare innovativi approcci terapeutici mirati alla sostituzione di neuroni danneggiati. L'obiettivo è ambizioso, ripristinare le funzionalità cerebrali perse o compromesse da patologie neurodegenerative o traumi.

27-APR-17 10:36

 

 TUMORI: LORENZIN, FAVOREVOLE A TASSE SUL TABACCO

Roma, 27 apr. (AdnKronos Salute) - "Non sono contraria alle tasse sul tabacco, perché è uno dei metodi adottati dall'Organizzazione mondiale della sanità per dissuadere le persone dal fumo. Le tasse sul tabacco sono tasse contro la morte". Lo ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al Senato alla presentazione del Rapporto Aiom sullo stato dell'oncologia in Italia.

"La battaglia contro il fumo è la prima battaglia di prevenzione ed è una battaglia di vita", ha sottolineato il ministro, ricordando che "il fumo fa 80 mila morti l'anno in Italia è la prima causa del cancro", e che "mentre sono diminuiti i casi di cancro al polmone negli uomini sono aumentati nelle donne che oggi fumano da giovanissime e per lungo tempo".

"Dobbiamo fare in modo che le persone abbiamo paura di fumare - ha aggiunto Lorenzin - Noi abbiamo vietato il fumo ai minori, bisogna applicare norme e fare controlli perché non siano vendute le sigarette a minori".

27-APR-17 13:07

 

SMOG: DA UE ULTIMO AVVISO A ITALIA SU PM10, PROTEGGA SALUTE PUBBLICA

Bruxelles, 27 apr. (Adnkronos Salute) - Ultimo avvertimento dall'Ue all'Italia sull'inquinamento da polveri sottili. La Commissione europea invita il nostro Paese, con un "ultimo avviso", ad adottare misure contro l'inquinamento da Pm10 "per proteggere la salute pubblica". Il problema "persistente" del livello "elevato" di Pm10 in varie parti del Paese comporta dei "rischi importanti per la salute pubblica", sottolinea l'esecutivo comunitario.

Record di 66 mila morti l'anno e a Milano, Torino e Brescia superato anche il limite annuo

L'inquinamento da Pm10 in Italia è causato principalmente da emissioni da energia e riscaldamento, trasporti, industria e agricoltura. Oltre 66 mila persone muoiono ogni anno a causa dell'inquinamento da particolato, sottolinea la Commissione, dato che fa del nostro Paese quello dell'Ue con il più alto tasso di mortalità legato alle polveri sottili, secondo dati dell'Eea (European Environment Agency).

L'avvertimento - spiega la Commissione - riguarda 30 zone per la qualità dell'aria, nelle quali i limiti giornalieri di Pm10 sono stati superati da quando sono entrati in vigore, nel 2005. L'Italia era già stata dichiarata in violazione delle leggi Ue in una precedente sentenza della Corte di Giustizia dell'Ue per gli anni 2006 e 2007. 

Per il limite giornaliero, le zone coinvolte sono in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Friuli Venezia-Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. In più, l'avvertimento riguarda anche il superamento del limite annuale in 9 zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, 2 zone della Pianura lombarda, Torino e la Valle del Sacco, nel Lazio.

Se non agisce entro 2 mesi si va in Corte Giustizia

Nel caso di superamento dei valori limite, gli Stati devono adottare e implementare dei piani per la qualità dell'aria, con misure volte a riportare l'inquinamento sotto le soglienel più breve tempo possibile. Le misure amministrative e legislative adottate dall'Italia finora "si sono rivelate insufficienti ad affrontare il problema". La decisione di oggi fa seguito a una lettera aggiuntiva di messa in mora mandata all'Italia nel giugno 2016. Se il Paese non agirà entro 2 mesi, il caso potrebbe essere deferito alla Corte di Giustizia dell'Ue.

"Non speculerei in questa fase su qualsivoglia tipo di multa - ha spiegato il portavoce della Commissione, Enrico Brivio - Siamo al parere motivato e speriamo che gli Stati membri rispettino i loro obblighi. Ci sono vari tipi di sanzioni che vengono stabilite secondo certi parametri, ma siamo molto lontani da quel punto. Speriamo che gli Stati rispettino i loro obblighi". 

La Commissione europea ha attualmente in corso procedure di infrazione per i livelli di Pm10 nei confronti di 16 Stati membri, tra cui l'Italia. Due di questi casi, quelli riguardanti Bulgaria e Polonia, sono già stati portati davanti alla Corte di Giustizia Ue.

27-APR-17 14:00

 

 RICERCA: CNR, SCOPERTO UN NUOVO GENE PER SCLEROSI MULTIPLA E LUPUS

Da studio internazionale guidato dall'Italia passo avanti verso terapie personalizzate

Milano, 27 apr. (AdnKronos Salute) - Un gene per due. Un team internazionale guidato da Francesco Cucca, direttore dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) e professore di genetica medica dell'università di Sassari, ha scoperto una variante genetica associata al rischio di sviluppare due diverse malattie autoimmuniti: la sclerosi multipla e il lupus eritematoso sistemico. Il meccanismo svelato dalla ricerca, cofinanziata dalla Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism), ruota attorno a una forma particolare del gene Tnfsf13B che presiede alla sintesi della citochina Baff, una proteina con importanti funzioni immunologiche. Il lavoro è pubblicato sul 'New England Journal of Medicine', che gli ha dedicato anche un editoriale.

La sclerosi multipla, in cui le naturali difese immunitarie attaccano la mielina che riveste i neuroni, e il lupus eritematoso sistemico che ha come bersaglio la pelle ma anche altri organi vitali, "sono malattie multifattoriali - spiega Cucca - in cui il processo autoimmune è determinato dall'azione congiunta di diversi fattori genetici e ambientali. Più le cause di questo processo sono conosciute, più diventa facile comprendere i meccanismi biologici alla loro base e identificare i corretti bersagli terapeutici, creando anche le premesse per capire a quali individui debbano essere somministrati specifici farmaci". L'obiettivo finale è arrivare cioè a terapie sempre più personalizzate.

Lo studio - riferiscono dal Cnr - si è basato sul sequenziamento dell'intero genoma in migliaia di persone sane e malate, abbinato a una caratterizzazione ultra-dettagliata dei loro profili immunologici. "Le analisi, inizialmente condotte su sardi grazie alla collaborazione tra i principali centri di ricerca (Cnr, Crs4 e le università di Sassari e Cagliari) e ospedalieri dell'isola - sottolinea Maristella Steri, primo autore del lavoro e ricercatrice Irgb-Cnr - sono state estese ad ampie casistiche provenienti da Italia peninsulare, Spagna, Portogallo, Regno Unito e Svezia". Così, "dopo 6 anni di ricerche, siamo stati in grado di identificare la correlazione diretta tra una particolare forma del gene Tnfsf13B e il rischio di sviluppare la sclerosi multipla o il lupus. L'individuazione di questo nesso di causa-effetto - precisa la scienziata - è un evento rarissimo in studi di questo genere".

27-APR-17 14:19

 

 MEDICINA: SIGE, UN ITALIANO SU 4 HA IL FEGATO GRASSO, DIETA SOTTO ACCUSA

Roma, 27 apr. (AdnKronos Salute) - Un italiano su 4 è affetto da 'fegato grasso' (steatosi epatica non alcolica, Nafld): malattia un tempo ritenuta innocua, ma ormai nota come fattore predisponente alle patologie croniche di fegato (fino alla cirrosi) e alle malattie cardiovascolari. La percentuale aumenta vertiginosamente negli obesi (80-90%) e riguarda anche il 30-50% dei diabetici. La causa? Una dieta ricca di grassi e calorie, avvertono gli esperti della Società italiana di gastroenterologia e endoscopia digestiva (Sige).

"Nel corso degli ultimi millenni - spiega Antonio Craxì, presidente Sige - l'evoluzione costante della specie umana ha selezionato gli individui più capaci di accumulare grassi, premiandone la maggiore resistenza alla malnutrizione. Questo assetto genetico 'frugale' costituiva un importante vantaggio in tempi di fame e carestie, ma si è trasformato in uno svantaggio potenzialmente letale per le conseguenze metaboliche (diabete, malattie cardiovascolari), nel momento in cui il nostro profilo alimentare si è arricchito a dismisura di fonti caloriche e nel contempo lattività fisica si è ridotta. Se nasciamo già predisposti ad accumulare troppo, a peggiorare le cose generando una vera e propria epidemia di fegato grasso interviene una dieta ricca di grassi e di calorie, tipica dei regimi dietetici di tipo occidentale. Negli ultimi anni, tuttavia, ci si è resi conto che questo effetto negativo delle diete piene di 'cibo spazzatura' non è sempre diretto, ma anche mediato da un ospite silenzioso e importantissimo per la salute: il microbiota intestinale".

"Oggi - osserva Ludovico Abenavoli, professore associato di gastroenterologia dell'Università Magna Graecia di Catanzaro - sappiamo che una ridotta variabilità del microbiota intestinale predispone a una serie di patologie: aumenta la suscettibilità allo stress ossidativo, altera il metabolismo degli zuccheri e dei grassi e quindi predispone al sovrappeso-obesità, in particolare a livello viscerale, all'insulino-resistenza e al diabete mellito, alle patologie cardiovascolari, ai tumori e, come scoperto più di recente, anche alla steatosi epatica non alcolica".

"Chi consuma una dieta ricca di frutta e verdura - aggiunge Abenavoli - ha un microbiota ricco di tante specie batteriche diverse (Actinobatteri, Bacteroides, Firmicutes, Proteobatteri), mentre chi indulge in una dieta occidentale o nel cibo 'da fast food' presenta un microbiota ricco solo di Firmicutes. Questo squilibrio predispone a maggior stress ossidativo, a un aumento della permeabilità a livello dell'intestino, con conseguente passaggio delle tossine batteriche e di altre componenti tossiche nel circolo portale che le veicola al fegato, dove provocano danni e facilitano l'infiammazione".

"Questo microbiota - prosegue il gastroenterologo - induce un aumento dei livelli circolanti di citochine infiammatorie, che predispongono alla formazione della placca ateromatosa e favoriscono l'aggregazione piastrinica. Fattori, questi, che a loro volta predispongono allo sviluppo di eventi cardiovascolari nel medio-lungo termine. Avere il fegato grasso va dunque considerato un campanello d'allarme non tanto per oggi, quanto per gli anni futuri. Secondo stime americane, entro il 2030 il fegato grasso sarà la principale causa di cirrosi e la prima causa di ricorso al trapianto di fegato, superando le epatopatie croniche da virus dell'epatite B e C".

Qual è dunque il modo per contrastare questa epidemia di malattie epatiche e cardiovascolari dei prossimi decenni? "La dieta mediterranea -ricorda Abenavoli - bilanciata e facilmente accessibile, non determina quegli squilibri nutritivi tipici delle diete vegetariane o peggio di quella vegana, che a lungo andare possono avere importanti ripercussioni sulla salute (anemia, problemi neurologici, possibile predisposizione all'Alzheimer). Allo stesso tempo ci consente di 'coltivare' il nostro amico microbiota intestinale che è molto importante, ci accompagna per tutta la vita e ci protegge da una serie di malattie".

27-APR-17 14:38

 

 VACCINI: LORENZIN, FAVOREVOLE A OBBLIGO PER OPERATORI SANITARI

Come prerequisito per ingresso in Ssn

Milano, 27 apr. (AdnKronos Salute) - Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si dice "favorevole" a un eventuale obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, come prerequisito per lavorare all'interno del Ssn. Una misura al vaglio a livello politico, fra i punti della legge sui vaccini alla quale sta lavorando il responsabile Sanità del Pd Federico Gelli, e invocata oggi anche da Waidid, Associazione mondiale malattie infettive e disordini immunologici, e dagli oltre mille medici di famiglia dell'Ausl Toscana Centro.

"Penso che sia una misura assolutamente positiva, anche a tutela degli operatori sanitari", sottolinea oggi il ministro a Milano, a margine del tavolo di lavoro 'Healthcare 4.0' al quale partecipa nella sede della Confcommercio del capoluogo lombardo. Per Lorenzin avrebbe senso prevedere le vaccinazioni obbligatorie come prerequisito. "Come succede in molte professioni, per le quali esistono test sanitari e profilassi che vanno fatte. Pensiamo per esempio al morbillo o alla pertosse, per chi è a contatto con i bambini".

27-APR-17 16:44

 

 FARMACI: AIFA, DISPONIBILE NUOVO ANTI-EPATITE C PER TUTTI I GENOTIPI

Determina oggi in GU, si abbattono costi e piano eradicazione fa un altro passo avanti

Milano, 27 apr. (AdnKronos Salute) - E' disponibile in Italia il nuovo super farmaco anti-epatite C, efficace contro tutti i genotipi dell'Hcv. Ad annunciarlo è l'Agenzia italiana del farmaco, che in una nota comunica la pubblicazione oggi in Gazzetta Ufficiale - a seguito dell'esito positivo della trattativa con l'azienda produttrice Gilead Sciences - della determina che autorizza l'ammissione alla rimborsabilità del medicinale Epclusa* (che combina i principi attivi sofosbuvir e velpatasvir).

Il Servizio sanitario nazionale, evidenzia l'Aifa, "rende così disponibile un'ulteriore opzione terapeutica per il trattamento dei pazienti affetti da epatite C cronica. L'accordo raggiunto su Epclusa da un lato consente di abbattere i costi e dall'altro, grazie ai nuovi criteri di trattamento individuati e presentati da Aifa nelle scorse settimane, segna un passo particolarmente significativo nell'attuazione e nella sostenibilità economica del piano di eradicazione dell'epatite C".

27-APR-17 19:11

adnkronos Salute

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