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Roma, 18 apr.2017

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NEWS martedý 18 aprile 2017

Roma, 18 apr.2017
(AdnKronos Salute) -

NEWS martedì 18 aprile 2017


RICERCA: SCIENZIATO PISA PREMIATO PER STUDI SU CONTROLLO ZANZARE

A Giovanni Benelli Premio Alessandro Ghigi 2017 dell'Accademia delle scienze di Bologna

Pisa, 18 apr. (AdnKronos Salute) - Giovanni Benelli, assegnista di ricerca del Dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell'università di Pisa, ha vinto il Premio della Fondazione Maria Teresa e Alessandro Ghigi, bandito dall'Accademia delle scienze di Bologna in collaborazione con l'Istituto zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna. Durante la cerimonia di consegna, che si è svolta nel capoluogo emiliano, Benelli ha tenuto la conferenza 'Dengue, Zika virus e zanzare: nuove sfide per un controllo eco-sostenibile'.

L'Accademia delle scienze di Bologna, presieduta da Ferruccio Trifirò, ha motivato l'assegnazione del premio sottolineando l'importante contributo del giovane ricercatore nel campo dell'etologia e del controllo delle zanzare come vettori di malattie di interesse medico e veterinario. Benelli è infatti autore di numerosi contributi scientifici sull'argomento, tutti su riviste con elevato impact factor; collabora con più di 40 gruppi di ricerca nazionali e internazionali e svolge il ruolo di editor per importanti riviste di settore, tra cui 'Acta Tropica', 'Parasitology Research' e 'PeerJ'.

"La ricerca in questo campo è fondamentale. Ogni anno milioni di persone muoiono a causa di patogeni e parassiti trasmessi dalle zanzare - spiega il ricercatore dell'ateneo pisano - Questi insetti infatti veicolano alcune tra le più` importanti malattie del nostro tempo, tra cui la malaria, ma anche i virus dengue, West Nile, chikungunya, e Zika, il cui impatto e` devastante, in particolare nei confronti delle popolazioni rurali nelle aree più` povere del nostro pianeta".

18-APR-17 11:48

 

 RICERCA: PASSI AVANTI PER DIAGNOSI PRECOCE ALZHEIMER, STUDIO ITALIANO

Roma, 18 apr. (AdnKronos Salute) - Passi avanti nella diagnosi precocedel morbo d'Alzheimer grazie a una ricerca tutta italiana, pubblicata su Nature Communications. La novità di questa indagine consiste nell'aver individuato, come sede del processo responsabile dei primissimi sintomi della patologia, un'area del cervello diversa da quella su cui si era focalizzata finora l'attenzione dei ricercatori. Lo studio è il frutto di una collaborazione tra Marcello D'Amelio, direttore del laboratorio di Neuroscienze molecolari della Fondazione Santa Lucia e i ricercatori dell'università Sapienza di Roma Laura Petrosini, psicofisiologa comportamentale, e Stefano Puglisi-Allegra, studioso dei sistemi dopaminergici cerebrali.

La sede individuata è il mesencefalo, precisamente l'Area tegmentale ventrale (Vta), dove hanno sede i neuroni che contengono il neuromediatore dopamina e che proiettano a diverse regioni cerebrali quali l'ippocampo, la corteccia prefrontale e le aree striatali ventrali e limbiche. E' proprio la morte dei neuroni all'interno del Vta a determinare la drastica riduzione di dopamina, che causa i caratteristici segni clinici iniziali della malattia, quali il disturbo dell'umore e successivamente la perdita della memoria.

"Il risultato più importante di questo studio - sostiene Stefano Puglisi Allegra - sta proprio nell'aver spostato l'attenzione sul Vta e aver riconosciuto lo stesso sintomo del disturbo dell'umore come caratterizzante le prime manifestazioni della malattia di Alzheimer non meno della perdita di memoria. Le ricerche condotte finora si erano invece concentrate principalmente sulla corteccia temporale e l'ippocampo".

"I risultati raggiunti - aggiunge Puglisi Allegra - confermano l'importanza degli investimenti in ricerca di base per l'identificazione dei meccanismi e quindi delle cause della malattia".

La ricerca aggiunge importanti tasselli nello studio della malattia di Alzheimer. In primo luogo i nuovi dati scientifici consentono di anticipare la diagnosi della patologia attraverso un'indagine neuroradiologica e funzionale mirata alle aree del cervello coinvolte. Sul piano terapeutico i risultati sono i presupposti di ulteriori ricerche in campo farmacologico, per individuare le strategie più adeguate finalizzate al recupero funzionale del paziente. Infine, lo studio delle cause della degenerazione del Vta può aiutare a individuare eventuali fattori di rischio che accelerano la morte delle cellule cerebrali.

18-APR-17 12:57

adnkronos Salute

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