News

Roma, 14 apr.2017

Stampa

NEWS venerdý 14 aprile 2017

(AdnKronos Salute) -

NEWS venerdì 14 aprile 2017

 

PASQUA: IL VETERINARIO, CANE E CIOCCOLATO, QUALI RISCHI SE LO MANGIA E COSA FARE

Melosi, per i gatti è veleno

Roma, 14 apr. (AdnKronos Salute) - Le uova di cioccolato abbondano sulle tavole nel periodo delle feste pasquali, e chi possiede un cane sa bene quanto i nostri amici a quattro zampe ne siano attratti. Attentazione però ad accontentarli dandogliene un pezzettino: il cioccolato, infatti, può essere per loro molto dannoso e, in alcuni casi, addirittura letale. "La cioccolata - spiega all'AdnKronos Salute il veterinario Marco Melosi, presidente Anmvi - contiene la teobromina, un alcaloide della stessa famiglia della caffeina. Questa sostanza per essere assimilata chiama in causa l'azione di un enzima, il Citocromo P450, che nei cani è carente e meno attivo rispetto agli esseri umani. La teobromina, inoltre, è sospettata di indurre la cardiomiopatia nel cane".

"Nell'uomo, per esempio - prosegue il veterinario - la concentrazione di teobromina dopo 7 ore si riduce del 50%: per la stessa quantità, nel cane, si impiegano 17 ore, quindi la sostanza si accumula molto facilmente e non viene eliminata. I sintomi dati dall'intossicazione sono convulsioni, vomito, diarrea e, in casi gravi, anche la morte. I soggetti più esposti sono cani di piccola taglia, cuccioli e cani anziani. Gli effetti dell'intossicazione, infatti - osserva- dipendono anche dalla stazza del cane: uno di grande taglia può consumare una quantità maggiore di cioccolato di uno di piccola taglia, prima di accusare effetti indesiderati".

"Inoltre - sottolinea Melosi - vanno fatti alcuni distinguo in base alla qualità della cioccolata, per non creare inutili allarmismi: la maggior quantità di teobromina è presente nella cioccolata amara, quindi cacao e cioccolato fondente, quella al latte ne contiene delle dosi minori e la cioccolata bianca ne contiene ancora meno. Secondo il Manuale Merck Veterinario - prosegue - una quantità di cacao amaro di circa 1,3 grammi per chilogrammo è tossica: ed esempio, 63,78 grammi di cacao amaro sono sufficienti per produrre sintomi in un cane di 10 chili. I sintomi dell'intossicazione possono pesistere per 72 ore" ricorda il veterinario. Cosa fare in questi casi? "Per prima cosa - raccomanda - dobbiamo far vomitare il cane: basta utilizzare acqua ossigenata da 5 a 20 cc. a seconda del peso dell'animale. Il cane, dopo averla ingerita, vomiterà istantaneamente".

"Alti dosi di teobromina - chiosa Melosi - sono comunque nocive anche nell'essere umano così come in altri animali. Per i gatti, ad esempio, questa sostanza è ancora più tossica che nei cani, ma non potendo sentire il sapore dolce della cioccolata questi felini ne sono meno attratti, e difficilmente la mangiano. Negli Stati Uniti, inoltre, il Dipartimento dell'agricoltura sta portando avanti degli studi per utilizzare la teobromina come pesticida per il controllo del coyote che si nutre di bestiame".

14-APR-17 14:50

 

 SANITA': ANAAO, SERVE PIANO ANTI LISTE ATTESA, MEDICI OFFRONO 650 MLN L'ANNO

Troise, "grossa sciocchezza intramoenia come causa, in media 2 visite la settimana per professionista"

Roma, 14 apr. (AdnKronos Salute) - "Per ridurre le liste d'attesa serve un piano nazionale su cui investire per controllare davvero il fenomeno, con interventi soprattutto sul piano organizzativo, chiave di volta del problema. I medici mettono sul tavolo 650 milioni di euro. Quanto sono disposti ad aggiungere Stato e Regioni?". E' la proposta di Costantino Troise, segretario nazionale dell'Anaao Assomed che interviene sull'annoso dibattito in tema di libera professione e liste d'attesa per le prestazioni del Ssn, rilanciato in questi giorni dal decreto del presidente della Regione Lazio per governare il problema. La soluzione, dice Troise all'Adnkronos Salute, passa infatti attraverso investimenti concreti "e non su una demagogica demonizzazione dell'intramoenia".

"E' un grossa sciocchezza - spiega il leader dell'Anaao - individuare l'attività intramoenia come causa delle liste d'attesa. Basterebbe guardare i numeri. La libera professione intramuraria, infatti, riguarda solo lo 0,30% dei ricoveri e l'8% delle prestazioni ambulatoriali. Considerando i 50 mila camici bianchi che l'hanno scelta, parliamo di 2 visite alla settimana per professionista. Con un onorario che, tra l'altro, viene condiviso con due 'soci occulti': per il 30% con l'azienda sanitaria e per il 40% con lo Stato attraverso le tasse". In più "il fatturato che i medici incassano per intramoenia viene decurtato del 5% proprio per l'abbattimento delle liste d'attesa come prevede la legge Balduzzi, parliamo di 50 milioni all'anno".

A questo si aggiungono, sempre per l'abbattimento delle liste d'attesa, "tre milioni di ore di lavoro sottratte alla formazione e messe a disposizione dai medici'", dice Troise. Insomma contro le liste d'attesa "noi abbiamo messo tempo e denaro. E' ora di predisporre un piano in cui si mettano sul tavolo le risorse e le disponibilità anche della parte pubblica, per utilizzarle con l'obiettivo preciso di abbattere le liste d'attesa". I soldi che arrivano dal lavoro dei medici, calcola Troise sull'insieme delle prestazione intramoenia, formano già un 'tesoretto' di 650 milioni di euro. "Si tratta di 400 milioni di tasse versate allo Stato sulle prestazioni in libera professione, dei 50 milioni derivati dal 5% decurtato ai camici bianchi per l'abbattimento delle liste d'attesa, dei 200 milioni della percentuale trattenuta dall'azienda sulle parcelle".

"Quanto vogliono aggiungere Governo e Regioni?", chiede Troise. "Parliamone e facciamo una campagna nazionale, con un investimento serio perché il vero problema è organizzativo".

L'allungamento delle liste d'attesa, infatti, "deriva da molti fattori. Il primo, preponderante, è il tempo dei professionisti. Poi ci sono tutte le risorse delle strutture, la presenza di infermieri, le tecnologie aggiornate, il controllo della domanda attraverso la riduzione delle richieste inappropriate e molto altro"

Il nodo, ovviamente, è nella 'contrazione' del personale sanitario. "In tre anni abbiamo perso 9 mila medici, senza contare tutte le sostituzioni mancate, come succede in molti casi per la gravidanza". Senza invertire la tendenza, conclude Troise, ridurre le liste d'attesa è solo "una pia intenzione".

14-APR-17 16:27

 

 RICERCA: STUDIO IIT APRE A FARMACI PER RISINCRONIZZARE L'OROLOGIO BIOLOGICO

Utili in caso di disturbi delle nostre 'lancette interne'

Nuova scoperta su come si sincronizza il nostro orologio biologico che, quando 'segna' le ore giuste, esercita un effetto positivo sulla salute. A compiere un nuovo passo avanti nella comprensione dei suoi segreti e della sua importanza per la memoria è stato un team di ricercatori dell'Istituto italiano di tecnologia con base a Genova, che in uno studio hanno approfondito e spiegato i meccanismi cellulari dei ritmi circadiani, i processi interni legati per esempio all'alternanza fra luce diurna e buio notturno.

Il lavoro - riferiscono dall'Iit - pone le basi per la scoperta, in futuro, di nuovi farmaci che possano prevenire o trattare disfunzioni dell'orologio biologico e per la memoria. Gli scienziati sono infatti riusciti, sia in vitro che in vivo, ad agire farmacologicamente per ripristinare le funzioni circadiane in topi ingegnerizzati e la memoria.

Pubblicato su 'Nature Communications', lo studio è stato portato avanti da Olga Barca Mayo, primo autore del lavoro, presso i team di ricerca coordinati da Luca Berdondini e Davide De Pietri Tonelli dell'Iit.

"La maggior parte delle funzioni fisiologiche di moltissimi organismi, dai funghi ai mammiferi - sottolineano gli scienziati - sono regolate su un ciclo di 24 ore e questi ritmi circadiani vengono scanditi dall'alternanza luce-buio che determina il nostro cosiddetto orologio interno, particolarmente coinvolto in alcuni fondamentali processi comportamentali e fisiologici come la memoria, il sonno, l'umore e il metabolismo. Mantenere sincronizzato il nostro orologio biologico interno significa esercitare un effetto positivo sulla nostra salute".

La ricerca ha dimostrato per la prima volta che "gli astrociti, cellule gliali del sistema nervoso centrale che svolgono funzioni di sostegno per le cellule neuronali, svolgono una funzione importante per il controllo dei ritmi circadiani cerebrali e per la memoria". In particolare, "una modificazione a livello molecolare degli astrociti (rimozione del gene Bmal1) induce a un mal funzionamento dell'orologio interno, rivelando il ruolo chiave della comunicazione astrociti-neuroni (in particolare per i neuroni del nucleo soprachiasmatico, una regione dell'ipotalamo) nella regolazione di ritmi circadiani".

All'interno delle cellule "l'orologio biologico è regolato da una complessa rete di geni e proteine che si attivano e disattivano gli uni con gli altri in risposta agli stimoli ambientali". Lo studio ha rivelato "un ruolo precedentemente sconosciuto del gene Bmal1 e un nuovo meccanismo degli astrociti sui ritmi circadiani", aprendo la strada verso nuovi approcci farmacologici per disfunzioni legate per esempio al jet-lag o ad altre patologie più gravi.

14-APR-17 16:56

 

 SALUTE: ISTAT, ITALIA PAESE LONGEVO MA SENZA RICAMBIO GENERAZIONALE

Milano, 14 apr. (AdnKronos Salute) - L'Italia si conferma tra i Paesi europei più longevi, sia per gli uomini dia per le donne. Lo sottolinea l'Istat nella nona edizione di 'Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo', che evidenzia però come gli altri indicatori demografici mettano in luce un quadro di scarsa dinamicità, con un indice di vecchiaia secondo solo a quello della Germania, un indice di dipendenza tra i più alti, un tasso di crescita naturale negativo e peggiore della media europea, e una fecondità tra le più basse, con un valore ben inferiore alla soglia del ricambio generazionale.

Per l'Istat il nostro Paese "mostra miglioramenti di rilievo, che si riflettono in posizioni al di sopra della media europea, anche nel campo della salute e del welfare: nonostante la spesa sanitaria pubblica italiana sia inferiore a quella di importanti Paesi partner, gli indicatori di mortalità (infantile, per tumori e per malattie circolatorie) continuano infatti a contrarsi e si mantengono più bassi della media europea". Tra gli indicatori sugli stili di vita, "l'Italia presenta la percentuale più bassa di adulti in eccesso di peso, mentre la diffusione dell'abitudine al fumo vede il nostro Paese in una posizione centrale".

In materia di istruzione e mercato del lavoro "la posizione nazionale risulta debole, nonostante nell'ultimo anno il quadro complessivo abbia mostrato diversi segnali positivi; i miglioramenti tuttavia non sono stati in grado di colmare i divari preesistenti nei confronti dei partner europei". Se la spesa in Ricerca & Sviluppo in rapporto al Pil si sta avvicinando all'obiettivo nazionale per il 2020 (1,53%), il progresso è ancora insufficiente a ridurre la distanza con gli altri principali Paesi europei. Ritardi rispetto alla media europea contraddistinguono anche la formazione e l'occupazione di persone con alta professionalità tecnico-scientifica, mentre famiglie e imprese italiane rimangono lontane dai Paesi più evoluti nell'utilizzo del web. Quanto all'attività innovativa delle imprese, la Penisola appare sostanzialmente in linea con la media europea.

14-APR-17 17:04

 

 PEDIATRIA: PER OGNI ORA AL 'TOUCH' 15 MINUTI DI SONNO IN MENO

Ricercatori inglesi, ma l'uso di smartphone e tablet sembra accelerare lo sviluppo di abilità motorie

Milano, 14 apr. (AdnKronos Salute) - Smartphone e tablet fanno bene o male ai bimbi? Il dubbio resta agli autori di uno studio inglese pubblicato su 'Scientific Reports', rivista del gruppo Nature. I ricercatori della Birkbeck, University of London hanno infatti osservato che per ogni ora passata al touch i piccoli perdono 15 minuti di sonno a notte, ma dall'altra parte l'utilizzo di strumenti digitali sembra accelerare lo sviluppo delle abilità motorie.

Il lavoro ha coinvolto 715 genitori di bambini minori di 3 anni, interrogati sull'attività digitale e sul sonno dei figli. E' emerso che il 75% dei bimbi usava un touchscreen ogni giorno, con percentuali che andavano dal 51% dei piccoli da 6 a 11 mesi al 92% di quelli dai 25 ai 36. E' risultato che i bambini utilizzatori di apparecchi digitali dormivano meno di notte e più di giorno, e gli autori hanno calcolato appunto che per ogni ora trascorsa al telefonino o al tablet il riposo notturno si accorciava di 15 minuti.

Secondo Tim Smith, uno degli studiosi, "è troppo presto per fare proclami. La cosa migliore è seguire le stesse regole fissate per il tempo passato davanti alla tv". Insomma, i nuovi dati vanno tenuti in considerazione, però "senza perderci il sonno".

Anche secondo gli specialisti sentiti dalla Bbc online, sugli effetti dei dispositivi digitali in età pediatrica c'è ancora molto da capire. E in attesa di saperne di più, la ricercatrice Anna Joyce, esperta di sviluppo cognitivo della Coventry University, suggerisce di affidarsi al buon senso: "Alla luce di questi risultati e di quanto emerso da ricerche precedenti, può valere la pena per i genitori limitare il tempo passato dai figli al touchscreen, l'uso di altri media e l'esposizione alla luce blu nelle ore prima di andare a letto. Fino a quando non ci saranno evidenze più precise, comunque, questi strumenti non dovrebbero essere vietati".

14-APR-17 18:34

 

 RICERCA: FONDI USA PER INSETTICIDA BIO ITALIANO ANTI MALARIA, DENGUE E ZIKA

Startup Biovecblok dell'università di Camerino premiata 'Global Social Venture Competition' di Berkeley

Roma, 14 apr. (AdnKronos Salute) - Finanziato negli Usa l'insetticida bio contro malaria, dengue e Zika messo a punto dalla startup italiana Biovecblok. L'azienda è stata infatti premiata alla 'Global Social Venture Competition', la competizione internazionale dedicata alle startup con elevato impatto sociale, organizzata dall'università della California di Berkeley. Biovecblock, spin-off dell'università di Camerino e seguita dall'incubatore JCube (hub d'innovazione del Gruppo Industriale Maccaferri), ha ottenuto il terzo posto nella competizione.

Dalla prima edizione del Global Social Venture Competition - nel 1999 - è la prima volta che un team italiano sale sul podio, in gara con realtà provenienti da 50 Paesi e con università prestigiose come Mit, Berkeley e Stanford. E ogni anno le richieste di partecipazione al concorso sono circa 500.

I giovani ricercatori di Biovecblok hanno partecipato alla competizione di Berkeley presentando il prodotto 'Atlas', un insetticida biologico e non tossico, per combattere le malattie trasmesse dalle zanzare come malaria, dengue e Zika. "L'elemento innovativo - spiega Claudia Damiani, group leader di Biovecblok - è rappresentato dal fatto che, per la prima volta, la zanzara diventa lo strumento di diffusione del biocida da noi sviluppato, evitando in questo modo il rilascio di composti chimici tossici presenti nei comuni insetticidi. Le zanzare infettano annualmente oltre 600 milioni di persone uccidendone circa 1,2 milioni. Nel 2016 sono stati diagnosticati oltre 10.000 casi di microcefalia, una malformazione congenita del cervello causata dal virus Zika, trasmesso da questi insetti. Con Atlas contiamo di ridurre fortemente il numero di persone affette da queste patologie".

A Berkeley la startup si è aggiudicata un premio in denaro e vedrà nel proprio advisory board la presenza di Murray Vince, senior director della Intellectual Venture di Seattle, fondata da Microsoft. "Siamo davvero molto emozionati, oltre che estremamente soddisfatti - dichiara Aurelio Serrao, co-founder di Biovecblok - per questo importante traguardo. Crediamo molto nel nostro progetto e siamo estremamente orgogliosi che, anche a livello internazionale, non solo ne abbiano riconosciuto il valore ma lo abbiano persino voluto sostenere economicamente".

"L'università di Camerino - commenta il rettore Unicam Flavio Corradini, orgoglioso e soddisfatto per il successo dei giovani ricercatori - da tempo sta mettendo in campo iniziative per aiutare i nostri laureati e ricercatori nel settore dell'auto-imprenditorialità, facendo emergere le idee innovative e trasformandole in impresa, generando così occupazione giovanile e creativa. E' con grande gioia che possiamo constatare che i risultati arrivano e sono più che eccellenti".

La startup italiana, che aveva già ricevuto il Premio Gaetano Marzotto nonché il Premio Nazionale dell'Innovazione si è quindi distinta per qualità della ricerca, impatto sociale e business management.

14-APR-17 19:04

adnkronos Salute

Scarica PDF

ASMI ASAS ASSUM Homeocity