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Roma, 10 apr.2017

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NEWS lunedý 10 aprile 2017

(AdnKronos Salute) -

NEWS lunedì 10 aprile 2017

 

MEDICINA: FEGATO AMMALATO 'AVVELENA' CERVELLO DI 8-10 MILA ITALIANI L'ANNO

Esperti, encefalopatia epatica complicanza di cirrosi, missione prevenire ricorrenza episodi

Milano, 10 apr. (AdnKronos Salute) - Può iniziare all'improvviso con un momento di smarrimento, uno scatto di rabbia, una difficoltà a fare collegamenti o a ricordare. Piccoli 'default' spesso archiviati come effetti collaterali dell'età che avanza o come una fase difficile della vita. E invece è un 'veleno' in circolo che annebbia la mente, quando il fegato sfiancato dalla cirrosi diventa meno capace di detossificare. Il nemico si chiama ammonio, e si accumula sempre di più. A pagare il prezzo di un meccanismo inceppato è il cervello. La sua condanna: l'encefalopatia epatica.

Una condizione che ogni anno "colpisce in Italia dalle 8 alle 10 mila persone, sebbene il dato sia variabile e dipenda anche dalla prevalenza della cirrosi epatica di cui è una complicanza", spiega all'AdnKronos Salute Erica Villa, professore ordinario di Gastroenterologia, all'Università di Modena e Reggio Emilia e direttore della Gastroenterologia dell'azienda ospedaliero-universitaria di Modena. L'encefalopatia epatica di tipo C affligge il 30-40% dei pazienti con cirrosi. Seppur così diffusa, questa è un'insidia poco nota. I segnali d'allarme non sono semplici da riconoscere. Cali dell'attenzione, difficoltà di concentrazione, deficit cognitivi e delle abilità spaziali. E poi confusione, difficoltà a svolgere lavori manuali di precisione, agitazione psicomotoria, aggressività. I sintomi possono crescere a poco a poco o esordire in maniera eclatante "come complicanza magari scatenata da un eccesso di terapia diuretica o da infezioni concomitanti", chiarisce la specialista.

Nella fase iniziale, "l'encefalopatia minima dà una sottile modificazione dei comportamenti del paziente che in famiglia viene spesso percepita solo come un peggioramento del carattere, una maggiore irrequietezza, un'incapacità a dormire di notte che porta a stare più addormentati di giorno. Circostanze che non sempre vengono riportate al medico e il rischio è che non vengano identificate come spie, come i primi sintomi della condizione di encefalopatia". Ma la situazione può degenerare in fretta. E nei casi più gravi si arriva anche al coma. In ogni caso il tributo in termini di qualità di vita è altissimo. "Una diagnosi precoce e tempestiva è molto importante perché può portare poi a dei provvedimenti di ordine terapeutico che sono in grado, se non altro, di rallentare la progressione di questa condizione e di prevenirne la ricorrenza". Perché l'encefalopatia epatica è un incubo che ritorna.

"Si tratta di un'alterazione della funzione neurosensoriale dei pazienti con cirrosi epatica. E' abitualmente una manifestazione abbastanza tardiva di malattia, ma ha la caratteristica di essere facilmente soggetta a dei nuovi episodi e quindi – evidenzia Villa - ha necessità di essere identificata e trattata in modo da riportare il paziente a una qualità di vita importante. Il motivo per cui si instaura è legato a una diminuita capacità detossificativa del fegato, che porta a un aumento dell'ammonio circolante e in più anche a delle alterazioni del sistema gabaergico".

La prima guida per il medico "è un'accurata anamnesi del paziente". Esami di laboratorio, come il dosaggio dell'ammoniemia, sostanziano il sospetto di encefalopatia epatica. Ci sono poi "test condotti in ambiente specializzato che verificano un non dominio delle funzioni superiori, capacità di collegamento e di memoria. Prima di trattare il paziente, esami come la Tac cerebrale servono a escludere che alla base ci sia una motivazione organica".

Quando il quadro è chiaro è importante intervenire, ribadisce Villa. "Ci sono terapie comportamentali: una dieta equilibrata, un mantenimento della funzione intestinale – elenca l'esperta - Nel momento in cui abbiamo una situazione di encefalopatia conclamata, i provvedimenti si basano essenzialmente sull'utilizzo o di uno zucchero non riassorbibile, il lattulosio che determina una diarrea osmotica, o di un antibiotico intestinale non assorbibile, la rifaximina, che modifica la flora batterica intestinale prevenendo l'eccesso di produzione di ammonio. Quest'ultimo è estremamente ben tollerato, può essere utilizzato anche per lunghi periodi, e sul fronte dell'aderenza alla terapia le nuove formulazioni aiutano perché riducono il numero di compresse giornaliere".

Se da un lato si registrano dunque innovazioni nel campo della gestione del trattamento e della prevenzione, "la criticità maggiore resta riconoscere l'encefalopatia epatica", conclude Villa. Quando la condizione è conclamata "c'è necessità almeno inizialmente di un ricovero ospedaliero. Poi, una volta trattata la situazione clinicamente evidente, deve essere prevenuta la ricorrenza dell'episodio di encefalopatia che può essere molto precoce. E' dunque importante mettere in atto delle terapie che raggiungano questo obiettivo".

10-APR-17 10:27

 

 RICERCA: IDEE IN GARA PER CRESCERE, AL VIA 'OPEN ACCELERATOR' DI ZAMBON

ZCube lancia la 'call for ideas' internazionale per start-up nelle scienze della vita

Roma, 10 apr. (AdnKronos Salute) - AAA cercasi idee, nel campo delle scienze della vita, meritevoli di essere accompagnare e sostenute nella nascita e nella prima fase della crescita. Un invito rivolto a ricercatori, scienziati e aspiranti imprenditori italiani e internazionali da ZCube, Research Venture del gruppo farmaceutico Zambon, che annuncia l'avvio del secondo programma di accelerazione interamente italiano, 'Open Accelerator'. I partecipati seguiranno un percorso in 12 tappe che porterà alla selezione dei progetti meritevoli di ricevere un primissimo investimento (seed), fino a un massimo di 100 mila euro a progetto.

La 'call for ideas' sarà aperta fino al 16 luglio 2017 e riguarda 4 macro aree d'interesse: Drug delivery systems (tecnologie innovative per la somministrazione di farmaci e il rilascio controllato e mirato all'interno dell'organismo); Open source prototyping: medical devices, biomarkers, diagnostics (piattaforme tecnologiche innovative per la

prevenzione e diagnosi, quali dispositivi diagnostici professionali e applicazioni biometriche avanzate); Wearables e digital health (dispositivi indossabili che migliorino la qualità di vita dei pazienti e soluzioni tecnologiche rivolte a migliorare i servizi sanitari); Big data (analisi e utilizzo dei dati che consentano la riduzione dei costi sanitari attraverso diagnosi più efficaci).

"ZCube - spiega Elena Zambon, presidente di Zambon - da anni è impegnata nello sviluppare partnership nel campo della ricerca a livello mondiale grazie ad un approccio aperto e relazioni consolidate con ricercatori italiani e stranieri, con centri di eccellenza e università di tutto il mondo. Il programma di Open Accelerator è l'evoluzione di ZCube per dare respiro all'innovazione nel campo della salute, sia essa di stampo scientifico sia digitale, che è il grande agente di cambiamento di molti settori e ancor di più del nostro". Il lancio del programma avviene attraverso il sito Internet http://www.openaccelerator.it/.

Un massimo di 30 progetti meritevoli, sia italiani che internazionali, saranno selezionati e parteciperanno al programma di accelerazione che prevede un percorso formativo dove i giovani ricercatori saranno affiancati da mentors e advisors che includono imprenditori, business angels, venture capitalists e esperti provenienti da aziende di rilievo nei quattro segmenti della call. Il percorso di accelerazione è rivolto a ricercatori e scienziati che hanno l'ambizione di fare ricerca traslazionale e la parte didattica sarà composta dagli elementi base di un modello di business, secondo la consolidata metodologia di business model canvas già adottata dalla National Science Foundation (Nsf) e dai National Institutes of Health (Nih) negli Stati Uniti.

ZCube ha recentemente siglato una partnership con Iab-Italian Angels for Biotech, la prima associazione di business angels esclusivamente dedicata alle scienze della vita, e Innogest, uno dei principali venture capital che opera sia in Italia sia in Europa. Gli esperti di Iab e Innogest, insieme ad altri esperti internazionali, parteciperanno nel ruolo di mentors e advisors del percorso di accelerazione per guidare gli startupper nella definizione del progetto imprenditoriale e sviluppare la loro strategia di accesso al mercato. Alla fine del programma le idee più innovative potrebbero ricevere l'investimento seed fino a 100 mila euro, che rappresenta un importante trampolino di lancio da cui partire per affrontare il mercato.

"Open Accelerator - conclude Elena Zambon - è una 'palestra' in cui ricercatori-imprenditori vengono supportati nella nascita delle loro start-up per prepararsi alla sfida dei venture capital, che finanzieranno le fasi successive del loro futuro. Il nostro acceleratore diventerà sempre più il cuore di Open Zone, il campus scientifico alle porte di Milano dove la scienza ossigena il business, che raduna una community di 600 persone per favorire nuovi progetti e dare 'un'accelerazione' al settore Life Science, che necessita di talenti, competenze consolidate ed energie nuove per crescere e affermare il ruolo del nostro Paese come terreno fertile e luogo ideale per l'innovazione imprenditoriale".

10-APR-17 11:10

 

 SANITA': ANAAO, STATO DI AGITAZIONE CONTRO RIFORMA PUBBLICO IMPIEGO

Il sindacato si prepara a fare ricorso al giudice costituzionale

Roma, 10 apr. (AdnKronos Salute) - Contro la riforma del pubblico impiego l'Anaao Assomed "si prepara ad inoltrare ricorso al giudice costituzionale. Oltre a valutare, dichiarando lo stato di agitazione dei propri iscritti, altre forme di lotta contro il vero e proprio attacco frontale del Governo alle prerogative e alle istanze del sistema sanitario nazionale e dei suoi professionisti". Lo annuncia in una nota il sindacato della dirigenza medica, sottolineando la preoccupazione per il fatto che "gli scenari per il contratto vengano messi a rischio sotto ogni profilo".

L'Anaao rileva che "si è registrata la netta opposizione del Governo alle nostre proposte di modifica al testo di revisione del decreto legislativo 165/01". Malgrado "una lunga serie di confronti con le Regioni ed esponenti del Governo per modificare il decreto delegato della legge Madia di riforma del pubblico impiego, e alcune convergenze con le stesse Regioni e con la Commissione lavoro della Camera nel corso dell'audizione delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria". Per l'Anaao Assomed è "un vero attacco frontale del Governo che ha negato in particolare le modifiche ad articoli come il 20 e il 23 del testo in discussione, chiaramente fuori delega e quindi incostituzionali, in materia di fondi contrattuali, di risorse per il salario accessorio, e di stabilizzazione del precariato dirigenziale sanitario".

"In pratica - sottolinea la sigla - il Governo ha deciso di aggravare, oltre che far perdurare, il blocco e il depauperamento delle risorse contrattuali in sede decentrata, mirando ad azzerare il salario di anzianità, bloccando ogni possibilità di incremento di risorse per il trattamento di produttività, anche sperimentale, per il comparto della sanità. Ignorati i precari della ricerca e comunque gli atipici, ed escluse le figure della dirigenza medica e sanitaria dai processi di stabilizzazione previsti per il pubblico impiego. Nell'ultimo documento pervenuto alla Conferenza - conclude - la spudoratezza di inserire il personale del comparto della sanità, lasciando pervicacemente fuori medici e sanitari".

10-APR-17 11:50

 

 RICERCA: PAPA A COMITATO BIOTECNOLOGIE, PRENDERE DECISIONI RESPONSABILI

Attenzione a intreccio tra potere tecnologico e potere economico che punta a profitto industriale

Città del Vaticano, 10 apr. (AdnKronos Salute) - "Prendere decisioni responsabili". E' quanto chiede Papa Francesco ai membri del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita, ricevuti in udienza nella sala dei Papi del Palazzo Apostolico in Vaticano, in occasione del 25° anniversario dell'istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Pontefice esorta a prestare la massima attenzione al fatto che, "quando l'intreccio tra potere tecnologico e potere economico si fa più stretto, allora gli interessi possono condizionare gli stili di vita e gli orientamenti sociali nella direzione del profitto di certi gruppi industriali e commerciali, a detrimento delle popolazioni e delle nazioni più povere".

Il Papa riconosce che "non è facile giungere a un'armonica composizione delle diverse istanze scientifiche, produttive, etiche, sociali, economiche e politiche, promuovendo uno sviluppo sostenibile che rispetti la 'casa comune': tale armonica composizione richiede umiltà, coraggio e apertura al confronto tra le diverse posizioni, nella certezza che la testimonianza resa dagli uomini di scienza alla verità e al bene comune contribuisce alla maturazione della coscienza civile". Francesco esprime "apprezzamento per il lavoro svolto" dal Comitato, sottolineando che "i temi e le questioni affrontate sono di grande importanza per l'uomo contemporaneo, sia come individuo sia nella dimensione relazionale e sociale, a partire dalla famiglia e fino alle comunità locali e nazionali, a quella internazionale e alla cura del creato".

Ricorda il Pontefice: "Il vostro compito è non solo quello di promuovere lo sviluppo armonico e integrato della ricerca scientifica e tecnologica che riguarda i processi biologici della vita vegetale, animale e umana", ma "vi è anche chiesto di prevedere e prevenire le conseguenze negative che può provocare un uso distorto delle conoscenze e delle capacità di manipolazione della vita".

Da qui, l'appello a "prendere decisioni responsabili sui passi da compiere e su quelli di fronte ai quali fermarsi e imboccare una strada diversa. Il principio di responsabilità è un cardine imprescindibile dell'agire dell'uomo - sottolinea il Papa - che dei propri atti e delle proprie omissioni deve rispondere di fronte a se stesso, agli altri e a Dio".

Il Pontefice avverte che "le tecnologie, ancor più delle scienze, mettono nelle mani dell'uomo un potere enorme e crescente. Il rischio grave è quello che i cittadini, e talvolta anche coloro che li rappresentano e li governano, non avvertano pienamente la serietà delle sfide che si presentano, la complessità dei problemi da risolvere e il pericolo di usare male la potenza che le scienze e le tecnologie della vita mettono nelle nostre mani".

Ammonisce Francesco: "Le scienze e le tecnologie sono fatte per l'uomo e per il mondo; non l'uomo e il mondo per le scienze e le tecnologie. Esse siano al servizio di una vita dignitosa e sana per tutti, nel presente e nel futuro; e rendano la nostra casa comune più abitabile e solidale, più curata e custodita".

10-APR-17 13:08

 

 FARMACI: MINISTERO, OSCURATO SITO WEB VENDITA ABUSIVA MEDICINE CON RICETTA

Roma, 10 apr. (AdnKronos Salute) - Stop alla vendita illegale di medicinali con ricetta via web: sito oscurato. Il ministero della Salute, autorità competente a emanare disposizioni per impedire l'accesso agli indirizzi Internet che vendono illegalmente farmaci, ha adottato un provvedimento d'urgenza che inibisce l'accesso da parte degli utenti sul territorio italiano al portale http://organic-market.de, con dominio tedesco. Un sito che "consentiva la vendita online di medicinali che in Italia possono essere dispensati solo dietro prescrizione medica (ad esempio Levitra*, Viagra*, Zoloft*, Zyrtec*), in violazione della norma nazionale che vieta la vendita a distanza di farmaci etici". Al provvedimento, comunica il ministero, ha dato esecuzione il Comando dei Carabinieri per la tutela della salute.

Al centro della vicenda un sito Internet non autorizzato dall'autorità competente tedesca e classificato dal sistema LegitScript, servizio di verifica e monitoraggio delle farmacie online, come 'Rogue Internet Pharmacy', cioè farmacia online che vende medicinali in violazione delle leggi dei Paesi in cui i farmaci sono offerti. "Con questa misura si è evitato il pericolo che un numero potenzialmente crescente di pazienti/consumatori italiani potesse essere indotto ad acquistare online e ad assumere farmaci etici senza alcun preventivo controllo o prescrizione del medico, esponendoli a gravi rischi per la salute".

Si tratta di una delle prime applicazioni della misura prevista dall'articolo 142-quinquies del decreto legislativo 24 aprile 2006 n. 219, introdotto dal decreto legislativo 19 febbraio 2014, n. 17, di attuazione della direttiva 2011/62/Ue, al fine di impedire l'ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura legale, che consente al ministero della Salute di emanare disposizioni per impedire l'accesso agli indirizzi Internet corrispondenti ai siti web individuati come promotori di pratiche illegali da parte degli utenti, mediante richieste di connessione alla rete Internet provenienti dal territorio italiano.

10-APR-17 15:43

 

 Ics converte l'Istituto di via Clefi. La direttrice, cambiare paradigma per rispondere a specificità 'rosa'

Milano, 10 apr. (AdnKronos Salute) - Cure sempre più a misura di donna a Milano. La Maugeri punta sull'altra metà del cielo e inaugura oggi in via Clefi, zona De Angeli, il primo Poliambulatorio della medicina di genere. L'obiettivo è contribuire a una necessità urgente: "La medicina deve cambiare paradigma", esorta la cardiologa Laura Dalla Vecchia, direttrice dell'Irccs Maugeri del capoluogo lombardo, perché "oggi i dati dei grandi trial clinici sono spesso relativi a popolazioni in gran parte maschili". Invece "l'evidenza scientifica ci indirizza sempre più verso un approccio individuale alle cura. E la prima differenza tra individui - avverte - è proprio il genere". Rispondere alle specificità 'rosa' diventa un comandamento, abbandonando l'eredità di un passato in cui anche per le cavie di laboratorio venivano scelti solo i maschi.

"Mai frase sessista è stata più azzeccata di quella che a volte i maschi riferiscono parlando delle colleghe donne: 'Oggi lasciala perdere perché ha il ciclo'. Svincolata dal significato negativo - precisa Dalla Vecchia - questa frase è vera: le donne hanno una ciclicità, estro-progestinica in primis, che governa gran parte dei meccanismi fisiologici", spiega l'esperta durante la presentazione del nuovo Poliambulatorio, il primo in città e il secondo in Italia - sottolineano da Ics Maugeri Spa Sb - dopo il Centro regionale per la medicina di genere di Padova.

Il gruppo leader nel settore della riabilitazione converte dunque il suo Istituto più piccolo in una struttura pensata per la salute femminile, agganciandosi alla "lunga esperienza nella prevenzione del cancro al seno, con migliaia di screening mammografici effettuati ogni anno in collaborazione con l'Asl". Nel Poliambutorio lavoreranno team di medici per una gestione multidisciplinare e multispecialistica di alcune malattie più frequenti nella donna. Ci saranno un gruppo ortopedico, anche con fisiatri, gnatologi, fisioterapisti e podologi e l'applicazione di terapie come Tecar e laser o onde d'urto, e un gruppo endocrinologia e ginecologia con il contributo del nutrizionista e l'offerta di Moc per l'osteoporosi. E ancora un gruppo oculistico, uno dermatologico e soprattutto un gruppo cardio-pneumologico, perché "la prima causa di morte e di ospedalizzazione - conferma Dalla Vecchia - è anche per le donne la malattia cardiovascolare".

"E' ormai assodato che i meccanismi biologici sono differenti nei 2 sessi - prosegue la direttrice - Come medici ricercatori dobbiamo tenerne conto nella ricerca clinica, ma anche nella gestione quotidiana delle nostre e dei nostri pazienti". E "anche se negli ultimi anni le donne hanno trovato un posto" nei maxi-studi per la sperimentazione di nuove terapie, "si pensi che fino a qualche anno fa i soggetti di sesso femminile venivano esclusi perché creavano poi difficoltà interpretative. Persino nella ricerca di base i topi venivano selezionati maschi".

"Il grande sforzo, sia che si tratti di prevenzione primaria, di cura o di prevenzione secondaria - insiste Dalla Vecchia - è quello di rivolgerci alla persona in quanto donna o in quanto uomo, tenendo conto della diversa complessità fisiologica e fisiopatologica, oltre che di tutto ciò che caratterizza l'individuo: patrimonio genetico, fattori di rischio, contesto socio-culturale ed economico. Sappiamo che non si cura la malattia, ma si cura una precisa persona con quella malattia".

Tra i fiori all'occhiello del nuovo Poliambulatorio Maugeri c'è la lotta al tumore del seno, che si sviluppa lungo l'asse Milano-Pavia: da un lato il nuovo centro meneghino è "uno dei pochi a Milano dove è possibile eseguire biopsie sotto tomo-sintesi, nuova metodica che consente di rilevare lesioni non visibili né alla mammografia né all'ecografia - fa notare la radiologa-senologa Rosella Amadori - Si possano quindi eseguire tutti i tipo di accertamenti bioptici senza dover mandare le donne in altri centri"; dall'altro, grazie al know-how pavese, "il Poliambulatorio offrirà alle donne un approccio integrato anche per la cura", assicura il chirurgo Fabio Corsi, a capo della Breast Unit dell'Irccs Maugeri di Pavia e docente alla Statale di Milano.

"L'équipe di chirurghi senologi e plastici, in un reparto dedicato come quello di Pavia - puntualizza Corsi - può offrire qualsiasi intervento si renda necessario, con la possibilità che le pazienti siano seguite qui a Milano nella fase post-operatoria, sempre dalla stessa équipe. La grande disponibilità di sale operatorie e letti ci permette di dare alle pazienti tempi certi e rapidi dalla diagnosi all'intervento". Una volta effettuata la biopsia "i tempi sono velocissimi - garantisce l'esperto - Alla paziente viene comunicata subito la data in cui incontra il chirurgo. Lo stesso che poi la seguirà per tutto il percorso terapeutico".

Commenta il direttore generale di Ics Maugeri Spa Sb, Paolo Migliavacca: "Anche questo nuovo impegno sulla medicina di genere si iscrive a pieno titolo nello statuto di società benefit che la Maugeri si è data dall'ottobre scorso, quando le attività medico-sanitarie dei 18 Istituti e i 3.600 addetti in tutta Italia sono passati alla newco. Lo statuto di un soggetto sì privato, ma che persegue una finalità pubblica e che si impegna a contemperare tale finalità con ogni altro scopo aziendale".

Fra i primari della Maugeri che opereranno nel nuovo Poliambulatorio l'endocrinologo Luca Chiovato, professore all'università di Pavia, e l'oncologo Antonio Bernardo. All'inaugurazione sono intervenute, fra gli altri, anche Elisabetta Vercesi di Onda-Osservatorio nazionale sulla salute della donna, e Daniela Bossi, presidente del comitato milanese di Andos-Associazione donne operate al seno. Entrambe hanno dato il benvenuto a una struttura "pensata per la donna".

10-APR-17 17:14

 

 SANITA': EMOFILIA, GESTIRE LE EMERGENZE DEI PAZIENTI IN PRONTO SOCCORSO

Fedemo celebra la XIII Giornata mondiale

Roma, 10 apr. (AdnKronos Salute) - Come gestire il paziente emofilico in pronto soccorso, i trattamenti d'urgenza in caso di incidenti, infortuni e malori improvvisi e quali sono le procedure che variano da regione a regione: se ne è discusso oggi a Roma al Centro congressi di Palazzo Rospigliosi, dove la Federazione delle associazioni emofilici (FedEmo) ha celebrato la XIII Giornata mondiale dell'emofilia, in sinergia con l'Associazione italiana centri emofilia (Aice), la Società italiana di medicina di emergenza ed urgenza (Simeu) e la Società italiana di medicina emergenza urgenza pediatrica (Simeup). I lavori hanno ricevuto il patrocinio del ministero della Salute. L'evento - spiegano gli organizzatori - è nato con l'obiettivo di individuare parametri che possano essere sensibili in ogni regione, fino all'identificazione del codice di triage che meglio agevoli l'accesso in pronto soccorso per chi è affetto da emofilia e da altre malattie emorragiche congenite.

"Abbiamo ideato questa Giornata - spiega il presidente FedEmo, Cristina Cassone - perché sul territorio italiano non esiste un'organizzazione omogenea nella gestione del paziente emofilico. Purtroppo le regioni all'avanguardia sul tema dell'accettazione in pronto soccorso sono ancora poche. Tra queste figura l'Emilia Romagna, dove la collaborazione tra professionisti dei Ps, ematologi dei Centri emofilia e organi regionali ha generato linee guida specifiche per gestire le emergenze: il paziente emofilico è facilmente riconoscibile e viene immediatamente soccorso. Registriamo invece notevoli difficoltà nella maggioranza delle altre regioni, nelle quali non è presente un'organizzazione altrettanto efficace.

"L'esperienza dell'Emilia Romagna - aggiunge Cassone - potrebbe essere esportata su tutto il territorio italiano, creando un vero e proprio percorso formativo nazionale. Per farlo, i Centri emofilia dovrebbero mettere in contatto fra di loro le regioni in difficoltà, realizzando dei criteri base, dei parametri da standardizzare. Il ministero della Salute dovrebbe poi validare questo percorso e renderlo fruibile da parte di tutti, dando vita a delle 'Linee di raccomandazione'.

Il paziente emofilico - spiegano gli organizzatori della Giornata - deve immediatamente ricevere l'infusione e successivamente le indagini diagnostiche, perché l'emofilia è una malattia tempo dipendente: prima si infonde il fattore, prima viene scongiurato qualsiasi esito che possa avere ripercussioni potenzialmente anche gravi sulla salute della persona. Ma come migliorare la situazione? "Oltre all'infusione immediata - sottolinea Cassone - bisogna informare: si dovrebbero organizzare corsi di formazione, che riuniscano Aice, Simeu e Simeup in maniera capillare, motivando i Centri emofilia all'interno delle singole regioni. Nel Lazio, in Puglia e in Veneto - conclude - stiamo portando avanti la sperimentazione del braccialetto Usb che, in caso di incidente, garantisce l'identificazione della persona emofilica da parte del personale sanitario e l'accesso ai suoi dati tramite computer, smartphone o tablet".

10-APR-17 17:41

 

 CANNABIS: QUELLA TERAPEUTICA LEGALE IN 11 REGIONI, MANCANO INFO AI PAZIENTI

Roma, 10 arp. (AdnKronos Salute) - In Italia l'uso della cannabis terapeutica è legalizzato dal 2013. Oggi sono 11 le Regioni italiane nelle quali la cannabis per uso medico è a carico del Servizio sanitario regionale, tra queste l'Emilia Romagna. Una legge regionale e una delibera di Giunta hanno dato indicazioni in merito ai preparati vegetali a base di cannabis nel territorio emiliano-romagnolo. Tutto questo mentre è stata autorizzata da gennaio 2017 la produzione di Stato della cannabis terapeutica da parte dell'Istituto chimico e farmaceutico militare di Firenze. Ma mancano regole chiare soprattutto e informazioni ai pazienti. Lo segnala Amrer, l'Associazione Malati Reumatici Emilia Romagna.

L'associazione si è fatta portavoce di un bisogno non soddisfatto e ha promosso nei giorni scorsa la tavola rotonda 'Cannabis terapeutica: una possibile risposta al dolore cronico', per aprire un confronto tra tutti i protagonisti della filiera regionale coinvolti su questo importante tema di salute pubblica per dare risposte e indirizzi chiari ai pazienti. "Nonostante la legge nazionale del 2013, la legge e una delibera regionali, che in Emilia Romagna stabiliscono l'accesso alla cannabis terapeutica a carico del Ssr per i pazienti con alcune forme di dolore cronico, l'utilizzo di questa opzione terapeutica è ancora basso rispetto al fabbisogno - afferma Marco Bertolotto, della Terapia antalgica Usl 2 di Savona - i medici che sanno usare la cannabis terapeutica sono pochi e i farmaci di cui disponiamo per combattere il dolore cronico non sono tanti. È noto che la cannabis per uso medico funziona molto bene a bassi dosaggi per molteplici patologie, tra cui alcune tipologie di dolore cronico, e che i pazienti che se ne possono giovare sono di tutte le età, dai giovanissimi agli anziani. Diversi studi sono stati condotti negli anni sull'artrite reumatoide, sull'artrite psoriasica e su alcune forme di fibromialgia associata a dolori articolari diffusi. In questi casi le evidenze confermano l'effetto di modulazione della cannabis sul sistema immunitario e la sua azione riguardo il deficit del sistema cannabinoide endogeno. Avere un'arma terapeutica naturale come la cannabis ad azione antinfiammatoria e antidolorifica che agisce sia a livello centrale sia periferico, potrebbe essere una chance davvero importante per i pazienti reumatici e i reumatologi".

La legge regionale risale al 2014, a due anni dalla sua approvazione è arrivata la delibera approvata dalla Giunta regionale il 1° agosto 2016 con la quale è stato aggiornato il Prontuario terapeutico regionale con l'inserimento dei preparati vegetali a base di cannabis sativa. "La delibera regionale definisce gli usi medici dei preparati vegetali a base di cannabis a carico del Ssr: per la riduzione del dolore associato a spasticità nella sclerosi multipla e per la riduzione del dolore neuropatico cronico, solo nei casi resistenti alle terapie convenzionali - dichiara Ester Sapigni, direzione generale cura della persona, salute e welfare, Regione Emilia Romagna - in tutti gli altri usi clinici il cittadino/paziente può avere la prescrizione ma a suo carico; inoltre, la delibera stabilisce che tutti i medici possono prescriverla ma con ricetta informatizzata tramite accesso alla piattaforma 'Sole'".

Uno studio del 2013 condotto da van Hecke e colleghi evidenzia che il dolore cronico non oncologico colpisce il 20% degli europei, e un recente studio italiano riporta una stima della prevalenza del dolore cronico (superiore a 3 mesi) pari al 21,7% dell'intera popolazione italiana, il che corrisponde a circa 13 milioni di persone. Il dolore cronico è spesso associato alle malattie reumatiche come le artriti, le osteoartrosi e la fibromialgia, dove la sintomatologia dolorosa può, in certi casi, diventare malattia nella malattia. "L'utilizzo della cannabis terapeutica potrà senz'altro occupare una posizione nella terapia del dolore nelle malattie reumatiche assumendo un ruolo importante - sottolinea Riccardo Meliconi della Reumatologia Ior di Bologna - al momento disponiamo di una sufficiente mole di prove di efficacia sul dolore neuropatico mentre i dati su artriti e artrosi non hanno ancora la robustezza e il peso necessari a un uso routinario della cannabis terapeutica. Tuttavia il grande interesse da parte dei pazienti reumatici nei riguardi di questa opzione terapeutica e la presenza di una legge e di una delibera regionali impongono a noi medici di utilizzarla nella pratica clinica su grandi numeri e su diversi sottogruppi di pazienti partendo dai dosaggi più bassi, al fine di valutare i risultati e la reale efficacia".

10-APR-17 19:07

 

 FARMACI: OSCURATO SITO WEB PER VENDITA ILLEGALE, APPREZZAMENTO FEDERFARMA

Roma, 10 apr. (AdnKronos Salute) - Federfarma esprime "forte apprezzamento" per l'intervento del ministero della Salute che, con un provvedimento d'urgenza, ha oscurato yb sito internet con dominio tedesco, sul quale si potevano comprare farmaci che in Italia sono sottoposti a obbligo di ricetta medica. "Ancora una volta il sistema dei controlli in atto nel nostro Paese ha funzionato in modo efficace, a tutto vantaggio dei cittadini", osserva Annarosa Racca, presidente di Federfarma, ricordando che in passato Federfarma ha più volte segnalato siti illegali alle Autorità.

Proprio per tutelare i cittadini la legge italiana permette l'acquisto online solamente di medicinali senza obbligo di ricetta medica e solo da siti che fanno capo a farmacie reali, che sono autorizzati dal ministero della Salute e dalle Regioni e riconoscibili da un apposito logo, aggiunge Racca. Sempre per tutelare la salute, e dare la massima garanzia ai cittadini, in Italia la vendita di farmaci che richiedono la ricetta è consentita solo in farmacia e dietro presentazione della prescrizione del medico. A quei cittadini che acquistano farmaci tramite canali non ufficiali e soprattutto sul web "ricordiamo che si tratta di un comportamento che mette a rischio la salute perché i medicinali in vendita su internet sono quasi sempre contraffatti e non conservati in maniera adeguata", conclude Racca.

10-APR-17 19:26

 

 PEDIATRIA: PICCO MALATTIE ESANTEMATICHE DI PRIMAVERA, VADEMECUM PER GENITORI

Roma, 10 apr. (AdnKronos Salute) - Non solo prati in fiore e temperature più miti. Con la primavera si ripresenta un picco di incidenza di malattie esantematiche, patologie infettive di natura virale o batterica, che colpiscono principalmente in età pediatrica, causando spesso ansia e preoccupazione ai genitori. Per offrire a mamma e papà un valido aiuto per gestirle al meglio, arriva un vademecum di consigli 'ad hoc'. Tra le patologie infettive più frequenti, morbillo, rosolia, varicella e scarlattina si caratterizzano principalmente per la comparsa di un'eruzione cutanea che può manifestarsi con puntini rossi, macchioline o vescicole, ricorda Maurizio de Martino, ordinario di Pediatria generale e

specialistica presso l'Università degli Studi di Firenze e direttore della Clinica pediatrica 1 dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer.

A queste se ne aggiungono altre due, prive di esantema: la parotite - contraddistinta da un ingrossamento delle ghiandole salivari poste sotto i padiglioni auricolari - e la pertosse, causata da un batterio che provoca un'infezione alle vie respiratorie. Sono molto contagiose e spesso accompagnate da febbre più o meno elevata, tosse, prurito e talvolta dolore. "Ad eccezione della scarlattina, si tratta di malattie prevenibili con la vaccinazione, che rimane in assoluto la migliore arma di difesa . dice de Martino - Colpiscono soprattutto i bambini, in quanto soggetti 'vergini' dal punto di vista immunologico e quindi maggiormente ricettivi a virus e batteri. Il contagio avviene per via aerea tramite le goccioline di saliva emesse semplicemente con un colpo di tosse o uno starnuto, anche nella fase d'incubazione, prima della comparsa dei sintomi. Rispetto al passato, quando queste malattie si manifestavano soprattutto in primavera e autunno, oggi la loro stagionalità non è più così circoscritta: è vero che si registrano ancora dei picchi durante il periodo primaverile e autunnale, ma non sono così elevati come un tempo, rispetto ai casi che si verificano in altri periodi dell'anno. All'origine di questo diverso trend, vi è sicuramente la diminuzione nel numero di soggetti protetti dal vaccino".

Ma, una volta che il bambino ha contratto la malattia, che cosa è più opportuno fare per curare i sintomi più fastidiosi e quali sono, invece, gli errori da evitare? "La prima regola da seguire - continua de Martino - è quella di consultare sempre il parere del pediatra, per stabilire la diagnosi corretta e avere le indicazioni per affrontare il decorso della patologia. Non essendoci una cura specifica per le malattie esantematiche, l'esperto prescriverà farmaci per attenuarne i sintomi. Innanzitutto è bene sapere che, se la temperatura corporea si alza, non c'è da allarmarsi, poiché si tratta di un meccanismo di difesa dell'organismo. In presenza di febbre associata a malessere generale e dolore, si può somministrare del paracetamolo, che è l'antipiretico e antidolorifico di prima scelta in età pediatrica: il dosaggio raccomandato è di 15 mg/kg per singola somministrazione, ripetibile a intervalli di 6 ore per un totale di 60 mg/kg al giorno".

"Nel caso di varicella, per alleviare il prurito è utile l'uso di un antistaminico, così come è opportuno disinfettare le vescicole e mantenere sempre corte le unghie del bambino, per evitare che, grattandosi, possa procurarsi piccole abrasioni. Una tosse secca e stizzosa può essere, invece, calmata con uno sciroppo sedativo. Attenzione all'uso corretto dell'antibiotico: è utile soltanto in caso di scarlattina e pertosse, provocate da un batterio, ma controindicato per tutte le altre malattie infettive, di origine virale. È comunque sempre fondamentale evitare il fai da te, attenendosi scrupolosamente ai consigli del pediatra, per scongiurare un utilizzo improprio dei medicinali, anche nel caso di farmaci da banco".

Per aiutare i piccoli pazienti a sentirsi meglio, è molto importante prestare attenzione anche all'alimentazione. "I genitori non devono allarmarsi se il proprio figlio risulta inappetente: è normale che i bambini, quando sono ammalati, non abbiano molta fame. I virus, infatti, riducono la produzione di acido cloridrico, rendendo più difficoltosa la digestione. Non bisogna dunque costringerli a mangiare ma, piuttosto, cercare di prediligere un'alimentazione leggera, a base di cibi liquidi", dice l'esperto.

"È molto importante che i piccoli bevano molta acqua o succhi di frutta, per evitare il rischio di disidratazione. Inoltre, è raccomandato tenere i bambini al caldo e a riposo, limitando il contatto con altre persone, per ridurre le possibilità di contagio. E anche quando il rush cutaneo scomparirà - conclude l'esperto - sarà bene tenere ancora il bimbo a casa per alcuni giorni, invece di mandarlo subito a scuola o all'asilo: l'organismo, infatti, resta debilitato e il sistema immunitario può funzionare meno, esponendo il piccolo al rischio di contrarre qualche altra malattia".

10-APR-17 19:41

adnkronos Salute

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