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Roma, 7 apr.2017

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NEWS venerdý 07 aprile 2017

(AdnKronos Salute) -

NEWS venerdì 07 aprile 2017

 

SALUTE: L'INDAGINE, DEPRESSIONE IN AUMENTO FRA UOMINI, SINTOMI PER 1 SU 4

Roma, 7 apr. (AdnKronos Salute) - Un'epidemia che colpisce al livello globale 300 milioni di persone, secondo stime dell'Organizzazione mondiale della sanità. Ma se il 'male oscuro' è spesso declinato al femminile, in Italia un uomo su quattro manifesta sintomi legati alla depressione come emicranie, dolori muscolari e articolari, difficoltà digestive, problemi alimentari di vario tipo e perdita di desiderio sessuale. E spesso li tace. Lo rivela un sondaggio online realizzato per AdnKronos Salute da Eurodap, Associazione europea disturbi da attacchi di panico, in occasione della Giornata mondiale della salute dell'Oms, dedicata quest'anno alla depressione. Al sondaggio ha risposto un campione di 400 uomini.

"Il 25% degli uomini tra i 35 e i 45 anni ha ammesso di avere a che fare con sintomi di tipo depressivo - afferma Paola Vinciguerra, psicoterapeuta, presidente Eurodap e docente presso l'Università Ludes a Lugano - Un altro dato significativo, inoltre, riguarda gli ultra sessantenni i quali ammettono di vivere in uno stato depressivo, nella maggior parte dei casi dovuto al cambio di abitudini e al passaggio dall'attività lavorativa al pensionamento".

Ma come vivono gli uomini questi problemi? "La stragrande maggioranza dei partecipanti al sondaggio, intorno al 70%, pur ammettendo di vivere un disagio ritiene che rivolgersi a un professionista e manifestarlo sarebbe da deboli, e che gli uomini dovrebbero mantenere un contegno, mostrarsi solidi ed efficienti per il bene della famiglia. Solo il 12% ritiene che possa essere utile ammettere di avere un problema e, di conseguenza, rivolgersi ad uno specialista. Il restante 18% preferisce non pronunciarsi", aggiunge Vinciguerra.

In sostanza, i risultati del sondaggio hanno evidenziato una crescente diffusione del disturbo tra gli uomini tra i 35 e i 45 anni, lavoratori e conviventi, sposati o separati, probabilmente a causa del precario stato socio-economico in cui versano e della necessità, quindi, di dover lavorare sempre di più per farsi carico delle numerose responsabilità derivanti dalla famiglia, dai genitori sempre più anziani e dalle ambizioni personali.

"Discorso diverso, invece, va fatto per gli ultrasessantenni. In questo caso - spiega l'esperta - ciò che accentua il disturbo è la consapevolezza di non avere le stesse energie di un tempo, di fare necessariamente affidamento su figli e nipoti, talvolta non soltanto da un punto di vista pratico, ma anche economico".

Gli uomini in generale, comunque, continuano a non essere propensi a esprimere i propri disagi e incertezze, ma piuttosto ritengono di doverle tenere segrete per un'esigenza di apparire forti. Secondo la psicoterapeuta, si tratta di un errore: dovrebbero essere informati dei rischi che corrono. "Il disagio che è emerso dal sondaggio - avverte Vinciguerra - non può essere ignorato, ma va accolto come segnale per rendere consapevoli coloro che soffrono e spingerli a prenderne atto senza vergogna, trovare la motivazione di agire rivolgendosi a professionisti per migliorare la propria salute e qualità di vita. E' inoltre di fondamentale importanza il sostegno di amici e parenti".

Come aiutare un uomo che manifesta sintomi depressivi? Prima cosa "incoraggiarlo a manifestare il proprio disagio - suggerisce la presidente di Eurodap - Si sa che gli uomini hanno la tendenza a manifestare la depressione in maniera diversa rispetto alle donne. In genere esprimono irritabilità, rabbia e irascibilità, quindi è meglio non sottovalutare, ma ipotizzare che la causa di questo comportamento, almeno inizialmente, siano stress e stanchezza, in modo da poterli spingere con maggiore facilità a fare dei controlli medici. Aiutateli poi a seguire una dieta equilibrata. Come per tutti i disturbi psichici - ricorda Vinciguerra - anche per la depressione è possibile alleviarne i sintomi, soprattutto quelli gastro-intestinali, seguendo dieta equilibrata e sana".

"Spingeteli a fare attività fisica - continua l'esperta - L'esercizio fisico abituale, infatti, aiuta la produzione e la liberazione delle endorfine che sono i neurotrasmettitori della felicità. Queste generano una piacevole sensazione di benessere aiutando perfino ad alleviare il dolore. Infatti le persone che si dedicano all'attività fisica si sentono più energiche e inclini anche a conservare questa loro energia".

"Infine, siate disponibili all'ascolto. Aiutateli a esprimere il disagio e accoglieteli qualora manifestini delle difficoltà. Siate però risoluti - conclude la psicoterapeuta - nel proporre la possibilità di rivolgersi a un professionista".

07-APR-17 11:42

 

 SALUTE: CGIL, CISL E UIL, IMPEGNO E MOBILITAZIONE PER TUTELA DIRITTI

Priorità è investire in prevenzione e in promozione della salute e agire su reddito e lavoro

Roma, 7 apr. (AdnKronos Salute) - "La tutela della salute non può essere ridotta a merce o compromessa dalle politiche di austerità, intendiamo rilanciare il nostro impegno e la nostra mobilitazione per sostenere il pieno rispetto di questo diritto costituzionale". Così Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta in occasione della Giornata mondiale della salute, che si celebra oggi.

"Nel nostro Paese - spiegano i sindacati confederali - persistono troppe disuguaglianze di salute, troppe persone rinunciano alle cure e spesso sono costrette a cercare risposte lontano dal proprio territorio. La priorità - sostengono - è investire in prevenzione e in promozione della salute, agendo su tutti i suoi determinanti: reddito e lavoro, poiché come ricorda l'Oms la povertà è la più funesta delle malattie e la stessa speranza di vita è legata alle condizioni sociali delle persone, istruzione, alloggio e ambiente".

Per i sindacati, "occorre destinare risorse adeguate al Ssn pubblico e universale, mettendo fine alla stagione dei tagli e dei ticket, combattendo sprechi e corruzione e provando a risolvere l'annosa questione delle liste d'attesa. I Lea - aggiungono - vanno assicurati in tutto il territorio nazionale per superare gli intollerabili divari e vanno rilanciati gli investimenti finanziari per realizzare le necessarie strutture di alta specialità nel Mezzogiorno, al fine di ridurre la forte mobilità sanitaria regionale".

"Un Ssn più forte - sostengono - può affrontare la sfida dei crescenti bisogni prodotti dai cambiamenti demografici ed epidemiologici. Più risorse e orientamento della spesa sono le leve d'intervento per costruire una forte rete di servizi sanitari e sociali integrati e diffusi nel territorio: dalle case della salute all'assistenza domiciliare per evitare il rischio di un uso improprio degli ospedali e dei pronto soccorsi".

I confederali sottolineano poi la "centralità della prestazione professionale delle lavoratrici e dei lavoratori, che garantiscono il diritto alla salute e a cure di qualità e hanno quindi una grande responsabilità, non sempre adeguatamente riconosciuta". Per questo "dare valore al lavoro degli operatori migliora i servizi per i cittadini. La tutela della salute - concludono Cgil, Cisl e Uil - va concepita come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, come stabilisce la nostra Costituzione, ed è un investimento non solo per assicurare i diritti di ogni persona, ma anche per migliorare le condizioni sociali, sostenendo lo sviluppo e la creazione di occupazione".

07-APR-17 12:53

 

 SALUTE: SICOB, 6 MLN OBESI IN ITALIA, PROBLEMA SOCIALE DA GESTIRE

A Venezia congresso su tecniche chirurgiche e reti assistenza

Roma, 7 apr. (AdnKronos Salute) - L'obesità in Italia colpisce 6 milioni di persone con 500 mila grandi obesi. Tra i bambini 1 su 3 è in sovrappeso e 1 su 4 è obeso. Inoltre ogni anno 57 mila persone (1 ogni 10 minuti) muoiono per le complicanze di questa malattia. Lo riferisce la Società italiana di chirurgia dell'obesità (Sicob), che per fare luce su sicurezza, nuove tecniche chirurgiche e reti di assistenza ha organizzato la tavola rotonda 'Obesità una malattia sociale: il ruolo del chirurgo tra responsabilità istituzionale e domanda di salute dei pazienti' nell'ambito del XXV Congresso nazionale della Sicob, in corso a Venezia fino a domani.

Nel 2012 questa condizione è stata responsabile del 4% della spesa sanitaria italiana per circa 4,5 miliardi di euro - spiega ancora la Società - E questo anche a causa delle sue comorbidità: sovrappeso ed eccesso ponderale sono responsabili di circa l'80% dei casi di diabete, del 55% dei casi di ipertensione e del 35% di quelli di cardiopatia ischemica e di tumore. Nei casi più gravi la soluzione - osservano gli esperti - è la chirurgia bariatrica che, tramite il ricorso alle tecniche d'avanguardia oggi a disposizione, può rivelarsi più efficace della dieta e dell'attività fisica, consentendo un calo di peso significativo: secondo un'indagine dell'Università Milano Bicocca, con la chirurgia bariatrica si può ottenere un guadagno per paziente di oltre 3 anni di vita, in condizioni di salute ottimali e una riduzione della spesa per paziente di 11.384 euro.

"Si tratta di una malattia che a livelli importanti, ovvero quando l'indice di massa corporea è superiore a 35, si trasforma in invalidità - ha commentato Luigi Piazza, presidente Sicob - Nelle obesità gravi la chirurgia rappresenta la soluzione migliore e più incisiva. Un'arma vincente che deve essere maneggiata con estrema cautela da persone competenti, in grado di garantire livelli di sicurezza elevati. Questo è possibile presso i centri dedicati al trattamento chirurgico della patologia".

Secondo dati recenti, in Italia vengono operati ogni anno circa 23 mila pazienti, di cui 14 mila nei centri accreditati Sicob. Cifre esigue rispetto al numero totale di obesi che, spesso, non entrano in sala operatoria per disinformazione o timore dell'intervento. "La Sicob si allinea fedelmente alle linee guida delle altre Società scientifiche, soprattutto della World Obesity Federation - aggiunge Piazza - Ciò significa osservare i principi fondamentali di sicurezza delle terapie chirurgiche e informare puntualmente i pazienti sulle procedure previste. Inoltre abbiamo stilato delle linee guida ufficiali e una lista di centri d'eccellenza autorizzati allo svolgimento della chirurgia bariatrica. Un lavoro importante, di anni, che oggi da ai pazienti la certezza di essere in mani sicure".

L'intervento - ricordano gli esperti - è riservato all'obeso grave. Paziente ed équipe interdisciplinare decidono insieme il percorso da intraprendere e tutte le procedure chirurgiche sono a carico del Sistema sanitario nazionale. "Il paziente obeso ha problematiche che devono essere gestite con un percorso che coinvolga tutte le figure professionali necessarie - afferma Maurizio De Luca, presidente del congresso - Negli ultimi anni ci stiamo spendendo per creare le cosiddette Obesity Unit, strutture dove più discipline scientifiche possano gestire l'obesità nel suo complesso. Il nostro obiettivo è creare delle reti".

07-APR-17 15:21

 

 SALUTE: BUSTREO (OMS), DEPRESSIONE MINACCIA GLOBALE SOTTOVALUTATA

Suicidio terza causa di morte tra adolescenti

Roma, 7 apr. (AdnKronos Salute) - "La depressione è una minaccia sottovalutata nel mondo moderno, soprattutto verso le fasce più deboli della popolazione, fra cui donne dopo la gravidanza e gli adolescenti. Il suicidio, infatti, è la terza causa di morte tra gli adolescenti a livello globale, la metà di tutti i disordini mentali di cui soffrono gli adulti cominciano intorno ai 14 anni di età, ma nella maggior parte dei casi non vengono riconosciuti e trattati". Lo afferma Flavia Bustreo, vicedirettore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Salute della famiglia, delle donne e dei bambini, in occasione della Giornata mondiale della salute promossa dall'Oms e dedicata quest'anno al tema della depressione, che colpisce ogni anno 300 milioni di persone in tutto il mondo, con un incremento del 18% registrato tra il 2005 e il 2015.

"Gli effetti della depressione sono devastanti anche come conseguenza di guerre e conflitti - prosegue Bustreo - al gravissimo impatto immediato delle bombe vanno aggiunti i danni che colpiscono i sistemi sanitari, il maggior rischio di contrarre malattie infettive e, nel lungo periodo, la depressione, che procura ferite profonde per la società che necessitano anni per essere risolte". Secondo le stime dell'Oms, meno della metà delle persone ha accesso alle cure psicoterapiche e farmacologiche per la depressione, che rappresenta una delle principali cause prevenibili di morte tra gli adolescenti.

07-APR-17 16:11

 

 MEDICINA: +2% CASI DI ICTUS ALL'ANNO IN ITALIA, ROBOT E HI-TECH ALLEATI

Il presente e il futuro della riabilitazione al Congresso Sirn in corso a Pisa

Milano, 7 apr. (AdnKronos Salute) - Sono circa 200 mila i casi di ictus in Italia, di cui l'80% primi eventi e il 20% recidive, con un incremento del 2% circa all'anno secondo le rilevazioni statistiche ricordate a Pisa, dove è in corso il 17esimo Congresso nazionale della Società italiana di riabilitazione neurologica (Sirn), presieduto da Caterina Pistarini, direttore degli Istituti clinici scientifici Maugeri Genova Nervi. Fra i temi al centro del meeting: il ruolo delle nuove tecnologie e della robotica nel percorso di recupero dei pazienti.

Da un lato, l'età media che si alza aumenta l'incidenza dell'ictus. Dall'altro, i progressi medici che hanno permesso di ridurre la mortalità in fase acuta si traducono in una crescita della prevalenza: più persone che sopravvivono e che necessitano di riabilitazione. Per esempio "un paziente su 3 mostra un disturbo di un linguaggio dopo un ictus, come conseguenza di una lesione celebrale generalmente localizzata nella metà sinistra del cervello - spiega Stefano Paolucci, direttore di Uoc della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma - Parlare, ricordare, leggere può diventare un'impresa e serve un trattamento adeguato", nonché "omogeneo tra tutti gli specialisti nella cosiddetta medicina basata sull'evidenza. Per affrontare il problema esistono alcune tecniche classiche, come anche stimolazioni magnetiche e farmacologiche, ma non ci sono dati certi sulla terapia ideale".

Per ridurre il rischio ictus "occorre monitorare costantemente pressione e cuore - ammonisce Paolucci - Bisogna sempre seguire il giusto trattamento terapeutico; svolgere una costante attività sportiva (va bene anche una passeggiata a passo spedito di 20 minuti); seguire una dieta mediterranea; evitare di fumare. Nella nostra esperienza abbiamo casi di ictus che hanno colpito giovani e giovanissimi", e in questi pazienti "le concause si rinvengono in problemi cardiovascolari". Un elemento chiave resta il fattore tempo: "In caso di ictus - ricorda l'esperto - la finestra di intervento in cui agire terapeuticamente è di 4-5 ore. Entro 3 ore occorre arrivare al pronto soccorso". A fare la differenza è anche la presenza in ospedale di una Stroke unit, ma queste "unità dedicate al trattamento nelle primissime fasi non sono distribuite in maniera omogenea nel territorio nazionale".

Dopo le dimissioni, anche la telemedicina viene in aiuto. Così il paziente ormai a casa "non si sente abbandonato ed è motivato a mantenere, con la propria attività, i risultati del training riabilitativo appena terminato - osserva Donatella Bonaiuti, direttore del Reparto di Neuroriabilitazione dell'ospedale San Gerardo di Monza - Questo è possibile con l'ausilio di sensori che vengono indossati e registrano l'attività quotidiana, monitorata dal paziente e a distanza dallo specialista, senza ulteriori disagi e con la precisione delle tecnologie wireless e l'utilizzo di terminali e device economici di ultima generazione".

Dagli studi degli ultimi 10 anni - evidenziano gli specialisti in summit - emerge un crescente interesse verso i sistemi robotici per la riabilitazione e l'assistenza. Un numero sempre maggiore di robot è utilizzato in sperimentazioni cliniche e in alcuni casi in terapie riabilitative sempre più consolidate. Gli ultimi sviluppi si focalizzano verso i sistemi robotici indossabili (esoscheletri) e l'integrazione tra robot e tecniche di stimolazione muscolare e di neuromodulazione. I pazienti 'target', precisa Stefano Mazzoleni, ricercatore all'Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, sono "potenzialmente tutti quelli con patologie neurologiche che causano disordini di movimento, equilibrio e postura.

Però solo dopo un'ampia e solida sperimentazione clinica, che rispetti i principi rigorosi della metodologia di ricerca, si possono evidenziare benefici e limitazioni dei vari tipi di trattamento".

Quelli che si dimostrano efficaci "devono essere riconosciuti all'interno di percorsi riabilitativi ufficiali, da parte delle istituzioni competenti".

"In Italia - prosegue Mazzoleni - ci sono vari ospedali e centri clinici che utilizzano tecnologie robotiche per la riabilitazione post-ictus. Il suggerimento è di rivolgersi al proprio medico di famiglia, mettersi in contatto con un fisiatra presso l'azienda sanitaria locale o con i responsabili della Sirn per avere informazioni dettagliate. Non ci sono particolari rischi nell'utilizzo di tecnologie robotiche per la riabilitazione. Tutti i sistemi robotici utilizzati nelle sperimentazioni cliniche sono sicuri perché devono aver ottenuto preventivamente la certificazione Ce. Nel caso di sistemi prototipali - conclude il ricercatore - prima del loro utilizzo è necessario richiedere l'autorizzazione agli uffici competenti del ministero della Salute".

07-APR-17 19:10

adnkronos Salute

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