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Roma, 1 apr.2017

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NEWS sabato 01 aprile 2017

(AdnKronos Salute) - (M.B.)

NEWS sabato 01 aprile 2017

 

SANITA': I COMPITI DEL MEDICO DI BASE E COME SCEGLIERLO, IL FOCUS DI ALTROCONSUMO

Roma, 1 apr. (AdnKronos Salute) - Sapere quali sono i compiti del medico di base, quali prestazioni offre gratuitamente e quali a pagamento, fino a come richiederne uno nuovo in caso di trasferimento. Altroconsumo, l'associazione per la tutela e difesa dei consumatori, in 'Diritti in Salute', spiega tutto ciò che è opportuno sapere sulla figura di collegamento tra cittadino e servizio sanitario. Obiettivo del progetto 'Diritti in salute', nato dalla collaborazione tra Altroconsumo e Acu, associazione consumatori utenti, e finanziato dal ministero dello Sviluppo economico, è dare una risposta ai dubbi più comuni in materia sanitaria.

 

      Ecco, in sintesi, le principali informazioni utili ai cittadini, negli approfondimenti dedicati al medico di base:

      - QUALI SONO I COMPITI DEL MEDICO DI BASE? L'assistenza sanitaria in Italia fa capo a due figure: il medico di base (o di famiglia) e il pediatra di famiglia. Questi medici non sono dipendenti delle aziende sanitarie, ma prestano i loro servizi dietro uno specifico accordo, operando in 'convenzione' con il Servizio sanitario nazionale, valutando le cure e gli approfondimenti necessari per i pazienti, regolando l'accesso ad esami, visite specialistiche, ricoveri e trattamenti (farmacologici e non). Al compimento dei 14 anni d'età ogni cittadino è tenuto a scegliere il proprio medico di famiglia. La scelta è possibile anche a partire dal sesto anno d'età, qualora i genitori desiderino spostare il figlio dal pediatra al medico di base.

      - In linea generale, spiegano gli esperti di Altrosonsumo, il medico di base deve: tutelare la salute dei propri pazienti mediante attività di diagnosi, terapia, riabilitazione, prevenzione a livello del singolo individuo e della sua famiglia, e di educazione sanitaria; garantire livelli essenziali e uniformi di assistenza, soddisfacendo i bisogni sanitari dei pazienti sia nell'ambulatorio sia al domicilio del paziente; contribuire allo sviluppo e alla diffusione della cultura sanitaria e alla conoscenza del Servizio sanitario nazionale e Regionale; aderire a specifiche campagne promosse ed organizzate dalle regioni e/o dalle aziende sanitarie.

I compiti del medico sono numerosi e consistono nel: gestire le patologie acute e croniche dei suoi assistiti; occuparsi dei pazienti in vari ambiti: l'assistenza programmata al domicilio dell'assistito (anche in forma integrata con l'assistenza specialistica, infermieristica e riabilitativa, in collegamento se necessario con l'assistenza sociale), l'assistenza programmata nelle residenze protette; fare visite domiciliari ed ambulatoriali a scopo diagnostico e terapeutico; chiedere la consulenza a medici specialisti; aggiornare la scheda sanitaria dei pazienti; redigere certificazioni obbligatorie per legge ai fini della riammissione alla scuola dell'obbligo, agli asili nido, alla scuola materna e alle scuole secondarie superiori; rilasciare certificazioni di idoneità allo svolgimento di attività sportive non agonistiche; rilasciare la certificazione per l'incapacità temporanea al lavoro.

      - QUANTI PAZIENTI PUO' AVERE E QUANDO E' TENUTO A RICEVERLI? Può assistere fino a un massimo di 1.500 pazienti e deve garantire l'apertura dello studio per 5 giorni alla settimana, secondo i seguenti criteri: preferibilmente dal lunedì al venerdì, con previsione di apertura per almeno due fasce pomeridiane o mattutine alla settimana e comunque con apertura il lunedì; nelle giornate di sabato il medico non è obbligato a svolgere attività ambulatoriale però deve effettuare le visite domiciliari che ritiene opportune entro le ore 10 dello stesso giorno, ed eventualmente quelle che non ha ancora effettuato, che sono state richieste il giorno precedente dopo le ore 10 del mattino;

Il medico deve rispettare un orario congruo stabilito in base al numero degli iscritti: non inferiore a 5 ore settimanali fino a 500 assistiti, 10 ore settimanali da 500 a 1000 assistiti e 15 ore settimanali da 1.000 e 1.500 assistiti; l'orario di studio deve comunque essere definito anche in relazione alle necessità degli assistiti e all'esigenza di assicurare una prestazione medica corretta ed efficace. Le visite domiciliari sono gratuite - sottolinea Altroconsumo - ma è il medico a decidere se è un caso grave e urgente e se il paziente è effettivamente non trasportabile in studio: qualora reputi ingiustificata la richiesta, il medico può decidere di far pagare la visita. Per quanto riguarda i tempi: se il paziente telefona al medico dopo le ore 10, la visita può essere effettuata entro le ore 12 del giorno successivo; nei giorni prefestivi valgono le stesse disposizioni previste per il sabato, con l'obbligo però di effettuare attività ambulatoriale per i medici che in quel giorno la svolgono ordinariamente al mattino.

      - SI PUO' SCEGLIERE IL MEDICO DI BASE IN UN DISTRETTO DIVERSO DAL PROPRIO? E' possibile farlo nel caso in cui il medico accetti l'assistenza e ci siano condizioni di vicinanza geografica. La scelta viene effettuata presso gli uffici del Distretto dell'Azienda sanitaria.

      - QUALI PRESTAZIONI SONO GRATUITE E QUALI A PAGAMENTO? Il medico di famiglia assicura le seguenti prestazioni a titolo gratuito: visita medica ambulatoriale e domiciliare; prescrizione di farmaci, richieste di visite specialistiche e di accertamenti diagnostici sia strumentali che di laboratorio; proposta di ricovero alla struttura ospedaliera; proposte di cure domiciliari alternative al ricovero; rilascio gratuito dei seguenti certificati medici previsti dagli accordi nazionali: o certificati di riammissione a scuola dopo malattia, o certificazione di idoneità allo svolgimento di attività sportiva non agonistica solo in ambito scolastico, o certificati di malattia per i lavoratori.

Alcuni certificati medici sono a pagamento e il tariffario è esposto nell'ambulatorio medico: le certificazioni di invalidità civile o di infortunio sul lavoro; le certificazioni di idoneità allo svolgimento di attività sportive non agonistiche; prestazioni non comprese nei compiti e nelle attività previste dall'accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale ovvero prestazioni richieste e svolte in fasce orarie notturne prefestive e festive; le visite ambulatoriali e domiciliari occasionali effettuate da un medico di famiglia che non è il proprio. Il medico può chiedere il pagamento di una somma in denaro di alcune prestazioni di particolare impegno professionale (ad esempio suture di ferite superficiali, rimozione di punti di sutura e medicazioni, vaccini desensibilizzanti, fleboclisi ecc.) e di visite ambulatoriali e domiciliari occasionali a persone affette da particolari patologie.

      - COSA FARE SE SI HA BISOGNO DI UN CERTIFICATO

MEDICO? Il medico è tenuto a inviare il certificato di malattia online direttamente all'Inps, entro 24 ore dalla visita; inoltre deve comunicare il numero di protocollo del certificato trasmesso al lavoratore, che a sua volta il lavoratore è obbligato a comunicarlo al proprio datore di lavoro. La procedura per l'invio online dei certificati di malattia riguarda tutti i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, eccetto i dipendenti del settore pubblico disciplinati da propri ordinamenti ai quali può essere rilasciato un certificato di malattia in carta bianca intestata, anche da parte di un medico libero professionista.

      - LE VISITE FISCALI: il lavoratore privato assente per malattia ha l'obbligo di garantire la propria reperibilità nelle seguenti fasce orarie: la mattina dalle ore 10 alle ore 12; il pomeriggio dalle ore 17 alle ore 19. Sono esclusi dall'obbligo di rispettare le fasce di reperibilità tutti i lavoratori dipendenti privati, la cui causa di malattia sia connessa a: patologie gravi che richiedono terapie salvavita, malattie che devono essere opportunamente documentate dalla struttura sanitaria; stati patologici sottesi o connessi a situazioni di invalidità riconosciuta, in misura pari o superiore al 67%. I dipendenti pubblici possono ricevere la visita fiscale nei seguenti orari: la mattina dalle ore 9 alle ore 13; il pomeriggio dalle ore 15 alle ore 18. Sono esenti dall'obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità i lavoratori pubblici assenti per malattia che presentino: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; infortunio sul lavoro Inail; malattie professionali Inail, per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio; stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Se il lavoratore non rispetta gli orari e risulta assente dal domicilio comunicato all'inizio della malattia tramite certificato medico, può incorrere in sanzioni e/o provvedimenti disciplinari qualora non giustifichi, mediante prove certe e documentabili, il motivo della sua assenza durante tali orari.

      - IL MEDICO PUO' DECIDERE DI REVOCARE L'ASSISTENZA? Sì, il medico di famiglia ha la facoltà di revocare l'assistenza al singolo cittadino comunicando all'Azienda sanitaria territoriale i suoi motivi. Successivamente, l'Azienda sanitaria informerà il cittadino che dovrà scegliere un nuovo professionista.

      - IL CITTADINO PUO' REVOCARE O CAMBIARE MEDICO? Sì, può farlo in qualunque momento senza motivare la revoca. Per farlo può recarsi all'Ufficio preposto del Distretto sanitario di residenza e comunicare la nuova scelta, munito del solo libretto sanitario. Alcune Ast consentono la revoca del medico anche online.

      - SE MI TROVO IN UN PAESE IN CUI SONO RESIDENTE, POSSO FARMI VISITARE

DA UN ALTRO MEDICO DI BASE? Se il paziente, che si trova eccezionalmente al di fuori del proprio comune di residenza, si rivolge a un medico di famiglia diverso dal proprio può essere visitato a pagamento. Il costo stabilito per la prestazione è di 15 euro se è effettuata in ambulatorio e 25 euro presso il domicilio.

      - MI SONO TRASFERITO MA NON HO LA RESIDENZA: POSSO AVERE COMUNQUE IL MEDICO DI BASE? Per soggiorni superiori a 3 mesi per motivi di studio, lavoro e salute in luoghi in cui non si ha residenza, spiega Altroconsumo, il cittadino può scegliere il medico di famiglia temporaneo. Per farlo occorre revocare il medico di famiglia del luogo di residenza e recarsi presso l'Azienda sanitaria del luogo di soggiorno con il certificato di revoca rilasciato dall'Azienda sanitaria di residenza e qui scegliere il nuovo medico. L'Azienda sanitaria territoriale riconosce questo permesso da 3 mesi a 1 anno, ma è possibile il rinnovo ogni anno.

      - UN MEDICO PUO' RIFIUTARSI DI PRESCRIVERE UN ESAME O UN FARMACO? Ogni

medico si assume personalmente le responsabilità delle sue prescrizioni. Il suo dovere è quello di tutelare la salute del paziente, anche nei confronti dei possibili danni provocati da esami o farmaci inappropriati, pertanto egli può e deve rifiutarsi di prescrivere farmaci, visite specialistiche, indagini strumentali e di laboratorio qualora li reputi in contrasto con tale finalità.

……-.LA CONTINUITA' ASSISTENZIALE: è assicurata dal servizio di Continuità assistenziale (ex guardia medica) quando non lavora il proprio medico di famiglia. Il servizio è attivo durante la notte (dalle ore 20 alle ore 8), dalle ore 14 dei giorni prefestivi e durante i giorni festivi. Solo in alcune città è presente un servizio di continuità assistenziale pediatrica, negli altri casi il servizio è unico.

      - LA GUARDIA MEDICA TURISTICA: è un servizio che fornisce assistenza medica e sanitaria per coloro che soggiornano in una località di interesse turistico. Le prestazioni ambulatoriali sono effettuate, in genere, in orario diurno, nei giorni feriali, festivi e prefestivi. Il servizio è attivo nel periodo di maggiore affluenza dei turisti e si rivolge alle persone non residenti. La fruizione del servizio prevede il pagamento di un ticket che varia da regione a regione, a seconda della prestazione.

      - COS'E' L'ASSOCIAZIONISMO MEDICO? I medici di famiglia possono lavorare individualmente o associarsi in modo libero e volontario tramite due diverse modalità: medicina 'in gruppo' e medicina 'in rete'. Questi tipi di collaborazione hanno lo scopo di garantire al cittadino un servizio migliore e offrirgli la possibilità di rivolgersi a uno degli altri medici associati in caso di urgenza e in caso di assenza del proprio medico. È possibile consultare gli altri medici associati solo per prestazioni non rimandabili al giorno successivo e nel rispetto degli orari e delle modalità organizzative dei singoli studi.

La medicina 'in gruppo' è una forma di associazionismo e prevede che un gruppo di medici di famiglia svolga la propria attività in ambulatori collocati in una stessa sede. Ecco alcuni vantaggi: la possibilità di avere risposte qualificate e tempestive nei casi di urgenza, anche quando il proprio medico di famiglia non è disponibile; nell'ambulatorio sono spesso presenti un infermiere o un servizio di segreteria che offrono un miglior servizio di accoglienza, riduzione delle attese e possibilità per i medici di dedicare più tempo all'assistenza; l'infermiere, per esempio, può svolgere attività, come misurare la pressione o effettuare delle medicazioni, collaborando direttamente con il medico; in molti ambulatori gli assistiti possono prenotare esami e visite specialistiche, ritirare alcune tipologie di farmaci, effettuare i prelievi di sangue. La medicina 'in rete' prevede che i medici di famiglia, pur svolgendo la propria attività in sedi differenti, siano collegati tra loro in modo informatico, in rete, appunto. Ecco alcuni vantaggi: ogni medico associato in rete ha l'accesso alla storia clinica dell'assistito contenuta nelle schede individuali e può, in caso di necessità, rilasciare una prescrizione farmaceutica o specialistica; è assicurato un coordinamento degli orari di apertura degli studi medici, con almeno uno studio del gruppo aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì.

01-APR-17 11:32

 

 SANITA': SALUTE MENTALE QUESTIONE SOCIALE, PSICHIATRI EUROPEI A FIRENZE

Per la prima volta alla presidenza dell'assise una donna, l'italiana Silvana Galderisi

Roma, 1 apr. (AdnKronos Salute) - La salute mentale non è solo una questione sanitaria ma anche sociale, politica, economica e molto altro. Ed è necessaria un'azione comune delle diverse componenti della società per tutelarla. E' il punto di partenza del congresso del 25esimo European Psychiatric Association (Epa) - "Insieme per la salute mentale" - che si apre oggi a Firenze, alla Fortezza da Basso, e proseguirà fino al 4 aprile. Per la prima volta nella sua storia il congresso della European Psychiatric Association si svolge in Italia e per la prima volta vede l'elezione alla presidenza di una donna italiana, Silvana Galderisi, docente all'Università 'Vanvitelli' di Napoli.

"La salute mentale - spiega Galderisi - è una componente essenziale della salute pubblica, con un impatto significativo sul capitale umano, sociale ed economico di tutti i Paesi europei. La sua promozione richiede l'azione concertata di molti attori non solo dell'ambito sanitario, ma anche di altri, compresi quelli delle politiche sociali e ambientali, dell'istruzione, della pediatria e del benessere dei bambini, della lotta alle dipendenze e della giustizia. Questo è quello che intende sottolineare la parola 'insieme' contenuta nel titolo del congresso".

"Non a caso - continua la presidente - durante i lavori affronteremo diffusamente il tema della relazione tra esperienze traumatiche nell'infanzia e nella fanciullezza e le patologie mentali dell'età adulta, tra cui la depressione, che quest'anno è protagonista della giornata mondiale della salute ( in calendario il 7 aprile), promossa dall'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Secondo i nuovi dati dell'Oms, pubblicati da pochi giorni, la depressione, che colpisce oltre 300 milioni di persone nel mondo ed è responsabile di oltre la metà di tutti i suicidi, rappresenta la principale causa di disabilità".

Una particolare attenzione nel Congresso sarà volta al dialogo tra le neuroscienze e le scienze sociali, superando la tradizionale separazione tra i domini della biologia e delle relazioni umane, che tanti malintesi ha creato tra gli psichiatri e nell'opinione pubblica.

Nell'ambito del Congresso clinici, ricercatori e leader delle principali organizzazioni che operano nel campo della salute mentale, si confronteranno sulle novità nel campo della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione dei disturbi mentali, sui vantaggi e i problemi legati all'uso crescente delle nuove tecnologie, sulle sfide poste dai movimenti migratori in atto in vari paesi europei e sulle novità della ricerca finanziata dall'Unione europea sui disturbi mentali.

Alla presidenza onoraria del congresso di Firenze un altro italiano, Mario Maj, già in passato presidente della Società. Sono previsti oltre 5.000 partecipanti e le presentazioni saranno complessivamente oltre mille (articolate in 4 sessioni plenarie, 6 letture di aggiornamento, 63 simposi, 15 corsi ECM, 3 sessioni ''ask the expert'', 5 dibattiti, 15 workshops, 8 sessioni di comunicazioni orali e 7 sessioni poster).

01-APR-17 11:56

 

 FECONDAZIONE: NASCE SIRU, SOCIETA' SCIENTIFICA DI TUTTI GLI OPERATORI

Roma, 1 apr. (AdnKronos Salute) - Ginecologi, biologi, andrologi, biotecnologi, medici dei consultori, ostetriche, infermieri, psicologi, genetisti, nutrizionisti, giuristi e bioeticisti. Nasce Siru, la Società italiana della riproduzione umana che riunisce per la prima volta tutti gli operatori del settore. "Insieme - si legge in una nota - in una società scientifica per una medicina e biologia della riproduzione umanizzata nel rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e votata allo sviluppo della ricerca e della prevenzione primaria a partire dagli aspetti che più incidono sulla fertilità e la denatalità: ambiente, alimentazione, stili di vita".

La società, infatti, si configura come una realtà multidisciplinare, diretta a superare divisioni e frammentazioni che finora hanno impedito di dare una visione completa e articolata di una area della medicina così rilevante per i cittadini. Per garantire la rappresentatività delle diverse componenti e considerando le specificità dei temi da affrontare sono stati nominati tre presidenti: il ginecologo Antonio Guglielmino, l'andrologo Luigi Montano, la biologa Paola Viganò. Una Società scientifica che in poco meno di due mesi ha raccolto per la prima volta oltre 500 operatori del settore della riproduzione umana in 20 Regioni, con 12 comitati regionali già costituiti.

"È la prima società scientifica - ribadisce il ginecologo Nino Gugliemino - che riunisce tutte le figure del settore: la SIRU ha quindi tutti i titoli per dettare le linee guida in materia di riproduzione umana ed ha l'obiettivo di tracciare altresì le linee guida territoriali allo scopo di definire i percorsi diagnostici e terapeutici per le coppie con problemi riproduttivi".

"La Siru- spiega l'andrologo Luigi Montano – avrà un ruolo determinante per approfondire le numerose questioni che, nelle varie realtà italiane, hanno creato e creano un forte rischio ambientale. In particolare, ai fini della ricerca, della cura e della prevenzione, si valuterà l'impatto che l'inquinamento, gli stili di vita e l'alimentazione hanno sulla capacità riproduttiva, perché si consideri la fertilità un presidio di prevenzione, non solo per le patologie riproduttive, ma anche per quelle cronico-degenerative dell'adulto e a difesa delle generazioni future, proiettando la stessa in una dimensione di più ampia portata per la salvaguardia della Salute Pubblica, passaggio quest'ultimo, sul quale l'attenzione è ancora superficiale".

"Tra le priorità della Siru - evidenzia la biologa Paola Viganò - il rispetto degli standard di sicurezza e qualità delle varie procedure di riproduzione assistita, favorendo la ricerca per migliorarne l'efficacia".

01-APR-17 14:02

adnkronos Salute

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