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Roma, 31 mar.2017

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NEWS venerdý 31 marzo 2017

(AdnKronos Salute) -

NEWS venerdì 31 marzo 2017

 

RICERCA: SCOPERTI 'NEURONI DELLA CALMA', SVELATI BENEFICI RESPIRAZIONE PROFONDA

Roma, 31 mar. (AdnKronos Salute) - Pratiche come lo yoga e la meditazione da secoli sono chiavi per raggiungere il relax. Ora uno studio scientifico spiega perché. Un team di ricercatori dell'University of California a San Francisco ha scoperto un nuovo tipo di neuroni, che collega il ritmo del respiro alla sensazione di allerta. In uno studio sui topi si è visto che distruggere questi neuroni rende gli animaletti molto calmi, e questo può spiegare perché la respirazione profonda faccia sentire le persone così rilassate. Kevin Yackle e il suo gruppo hanno chiamato queste cellule cerebrali i 'neuroni pranayama', riferendosi proprio a un esercizio di respirazione dello yoga.

Gli scienziati li hanno identificati usando un database dell'attività dei geni in diversi neuroni dei topi. Ebbene, i neuroni pranayama sono gli unici nella loro area cerebrale a produrre due particolari proteine. Ci sono solo 350 'neuroni della calma' nel cervello di un topo, localizzati in una regione responsabile del controllo del respiro. I ricercatori hanno scoperto che le cellule si collegano ad un'area vicina, nota per controllare l'allerta. A questo punto hanno ingegnerizzato tre topi uccidendo i loro neuroni pranayama, senza toccare le altre cellule cerebrali. Una volta che i neuroni sono stati distrutti, gli animali hanno iniziato a respirare più lentamente. Non solo, sono diventati meno curiosi e molto più 'coccolosi'. Insomma, erano molto rilassati.

Il ruolo normale di questi neuroni potrebbe essere quello di far sì che, quando gli animali sono attivi e impegnati nell'esplorazione dell'ambiente, respirando rapidamente aumenti l'allerta. Se lo stesso meccanismo funziona nelle persone, respirare più lentamente renderebbe i neuroni meno attivi, riducendo i livelli di stress. In futuro, l'idea è quella di poter disegnare dei farmaci che 'spengano' l'attività dei neuroni senza danni.

"Si tratta di un lavoro molto interessante - commenta all'AdnKronos Salute Marcello D'Amelio, associato di Fisiologia umana e Neurofisiologia presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma - I neuroni pranayama regolano il ritmo del respiro. Ebbene, la maggior parte dei decessi in chi usa sostanze di abuso è legata proprio a morte respiratoria per effetto degli oppioidi. Lo yoga, inoltre, favorisce il rilascio di oppioidi endogeni e la mia ipotesi è che il relax determinato dalla riduzione della frequenza del respiro sia legato proprio a queste endorfine", conclude.

31-MAR-17 12:57

 

 SANITA': CARTA DELLE RELIGIONI PER DIRITTO ANZIANI A CURE PALLIATIVE

Documento siglato a Roma, obiettivo promuovere la dignità nel fine vita

Milano, 31 mar. (AdnKronos Salute) - "Tutti gli anziani con malattie croniche o inguaribili che si avvicinano alla fase finale della vita hanno il diritto di ricevere cure palliative incentrate sul controllo dei sintomi, la tutela della dignità e qualità di vita e il supporto alla famiglia". Lo sancisce la 'Carta delle religioni per le cure palliative per le persone anziane', dichiarazione universale frutto di un lavoro collettivo iniziato oltre 6 mesi fa, siglata da esperti da tutto il mondo durante un workshop che si è svolto ieri 30 marzo a Roma presso la Pontificia Accademia per la vita.

"Le religioni hanno, nella loro diversità, un comune sentire: hanno la responsabilità di sostenere la dignità più alta di ogni uomo e di ogni donna", ha dichiarato nel saluto iniziale monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia. La convinzione dei promotori, dunque, è che "le religioni insieme possono davvero fare la differenza perché parlano alle persone, ai medici, alle Istituzioni di governo e possono promuovere e sostenere universalmente le cure palliative come cure fondamentali per i malati e delle loro famiglie".

"Dobbiamo impegnarci moltissimo oggi - è l'appello di Silvia Lefebvre D'Ovidio, leader della Fondazione Maruzza Onlus - perché i numeri crescono esponenzialmente e, se non si fa qualcosa ora, gli ospedali saranno colmi di persone anziane malate e sofferenti. Questo non deve accadere".

Secondo le Nazioni Unite - ricordano i firmatari del documento - l'aspettativa di vita alla nascita è cresciuta di 20 anni, dai 48 degli anni 1950-1955 ai 68 degli anni 2005-2010. E secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, almeno il 69% della popolazione che necessita di cure palliative è costituito da persone anziane. Pertanto "è essenziale che la società si impegni per garantire che le cure palliative siano un diritto", come tale "a disposizione di tutti coloro che ne hanno bisogno".

In particolare, "le cure palliative per le persone anziane dovrebbero essere inserite a pieno titolo in ogni sistema sanitario nazionale". Invece, "purtroppo, la scarsità di informazione e formazione in cure palliative e la mancanza del sostegno istituzionale continuano a essere causa di sofferenze inutili".

Da qui la Carta delle religioni, che punta ad "aumentare la conoscenza e il consenso universale sulle cure palliative dedicate alle persone anziane in condizioni croniche o inguaribili". Nelle intenzioni di chi l'ha siglata, "la Carta contribuirà a sensibilizzare le Istituzioni e l'opinione pubblica su un tema di emergenza sociale quale la cura verso una fascia fragile della popolazione che vede nei prossimi anni un aumento esponenziale in termini di numerosità".

31-MAR-17 13:07

 

 ALIMENTAZIONE: SIMPAR-ISURA, DIETA MEDITERRANEA ALLEATA CONTRO IL DOLORE

Valido aiuto per chi soffre di malattie croniche

Firenze, 31 mar. (AdnKronos Salute) - La dieta mediterranea può essere un valido aiuto per i terapisti del dolore e per chi soffre di malattie croniche: i principali alimenti su cui si basa, infatti, contribuiscono positivamente non solo a combattere le principali patologie, ma anche a prevenirle. Se ne parla a Firenze in occasione del Congresso internazionale di anestesiologia Simpar-Isura, organizzato e presieduto da Massimo Allegri, ricercatore all'Università di Parma e specialista in anestesia rianimazione e terapia del dolore. Al Congresso, che si conclude domani, sono presenti 1.200 medici e ricercatori, metà italiani e metà provenienti dall'estero, per confrontarsi sulle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche e su tutte le tematiche relative allo studio e alla gestione del dolore cronico.

La dieta mediterranea - spiegano gli specialisti - offre un ottimo bilanciamento di proteine, lipidi e carboidrati. Avere un giusto rapporto di questi tre macroelementi tutti i giorni va ad aggiungere un fattore importante nel combattere l'infiammazione e il dolore stesso. "Questa dieta - spiega Manuela De Gregori, biologa nutrizionista della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia - può essere utilizzata sia per le terapie cronico oncologiche che per quelle benigne, ma anche per i pazienti che devono sottoporsi a un intervento chirurgico o per chi ha già subito un intervento. Gli sbagli alimentari dovuti alla mancanza di un'educazione alimentare influiscono tantissimo sulla gestione del dolore stesso".

"La dieta mediterranea - aggiunge Maurizio Marchesini, anestesista e terapista del dolore all'Aou di Parma - ha la caratteristica di escludere o di ridurre alimenti con proprietà pro-infiammatorie. La tendenza attuale per chi non rispetta un piano nutrizionale programmato e attento è quello di incorrere in un accumulo di calorie e grassi, che hanno una correlazione con l'infiammazione e con lo sviluppo del dolore. Quindi il dolore nelle ginocchia non è causato solo dal sovrappeso, ma dalla quota di sostanze infiammatorie legata alla cattiva alimentazione, che danneggia le articolazioni stesse. Lo dimostra il fatto che persone in sovrappeso hanno dolori anche alle piccole articolazioni, come le mani, in cui il peso non ha nessun ruolo".

Gli specialisti consigliano una dieta più variegata possibile, senza escludere determinati alimenti, ma cercando di abbinarli correttamente agli altri e soprattutto di cucinarli in modo corretto. "Sicuramente - spiega De Gregori - una dieta ricca di frutta e di verdura è antinfiammatoria, ma questo non significa che bisogna escludere tutti gli altri alimenti, come carne e pesce. Bisogna scegliere ponderatamente tutti gli alimenti presenti in natura, bilanciarli ogni giorno con tutto quello che viene acquisito dal paziente. Non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità".

Sconsigliati alimenti pro-infiammatori quali quelli con le farine raffinate, preferendo quelle integrali. Limitare il consumo di carni rosse conservate come salumi e insaccati. E' bene ponderare anche l'utilizzo dello zucchero raffinato e del sale. Meglio sostituirli con le spezie che hanno anche proprietà antinfiammatorie.

Non avere la giusta attenzione a tavola - avvisano gli specialisti - può causare un peggioramento di una condizione geneticamente predeterminata di dolore cronico o peggiorare quelli che possono derivare da fattori esterni come un intervento chirurgico, una patologia neoplastica e/o benigna. Esiste un legame anche tra alimentazione e malattie psicologiche: bisogna quindi stare attenti a ciò che si mangia anche in caso di malattie neurodegenerative.

"Basti pensare che un paziente che ha un dolore - spiega Marchesini - è anche un paziente che è depresso. Anche in questo caso ridurre la quota di introito calorico, quella di zuccheri e di acidi grassi aiuta a limitare qualche degenerazione dell'età, sia in senso fisico che per lo sviluppo di malattie neuro-generative".

In merito alle singole sostanze, uno studio dimostra come l'assunzione di un derivato della curcuma da parte di un paziente con osteoartrosi dia un risultato riconducibile all'assunzione di paracetamolo. Ne esiste uno anche sugli acidi grassi Omega3, con risultati analoghi. Risultati positivi anche per lo zenzero, frutta e verdure.

"Attenzione - allertano gli specialisti - però a non cadere nella medicina non convenzionale, nell'esoterismo, nella naturopatia a tutti i costi. La terapia medica non va sostituita con l'integrazione di un alimento. Questo può dare un miglioramento, più energie, meno insonnia, più benessere, ma non deve essere assolutamente l'unica via per risolvere il problema. Il fai da te in alcune patologie può essere più dannoso che altro".

31-MAR-17 16:35

 

 SANITA': ROMA, IL PAPA IN VISITA A UN CENTRO PER CIECHI

Città del Vaticano, 31 mar. (AdnKronos Salute) - Papa Francesco, dando seguito ai 'Venerdì della misericordia', oggi fa visita agli ospiti del Centro regionale S.Alessio-Margherita di Savoia per i ciechi, a Roma. Lo fa sapere il Vaticano, spiegando che l'Istituto realizza attività volte all'inclusione sociale dei non vedenti e degli ipovedenti.

"Con questa visita - spiega la nota - il Papa vuole dare seguito ai cosiddetti 'Venerdì della misericordia', visite private compiute durante il Giubileo della Misericordia, una volta al mese, ripercorrendo le opere di misericordia spirituali e corporali nei confronti di quanti vivono situazioni di esclusione fisica e sociale. Nel corso della visita di oggi, il Papa incontra gli ospiti della struttura, persone con una disabilità sensoriale legata all'uso della vista, non vedenti dalla nascita o a seguito di gravi patologie, e alcuni con pluridisabilità. Tra loro, anche circa 50 bambini che frequentano il Centro per ricevere una formazione speciale che li aiuti nei piccoli gesti quotidiani, e 37 anziani e adulti, residenti fissi presso la struttura".

"Al suo arrivo - si sottolinea - il Papa viene accolto dal presidente del Centro, Amedeo Piva, e dal direttore generale, Antonio Organtini, anche lui diventato non vedente nel corso della vita, oltre che da tutto il personale medico e volontario in servizio. Nel corso della sua visita, il Papa lascia un dono all'Istituto e firma la pergamena per la cappella del Centro, a ricordo dell'incontro".

31-MAR-17 16:39

 

 MEDICINA: NUOVO SISTEMA DI NEUROSTIMOLAZIONE PER LA TERAPIA DEL DOLORE

Roma, 31 mar. (AdnKronos Salute) - Arriva in Europa un nuovo sistema di neurostimolazione destinato ai pazienti colpiti da dolore neuropatico cronico. Lo annuncia Abbott. Attraverso la tecnologia wireless, il sistema Proclaim Drg* "offre ai pazienti un'esperienza più intuitiva rispetto agli attuali sistemi con dispositivi di monitoraggio tradizionali, che possono risultare di difficile utilizzo".

Il dolore neuropatico costituisce una delle forme più diffuse, eppure meno trattate, di dolore cronico al mondo e colpisce circa il 10% della popolazione europea. La stimolazione con il sistema targato Abbott agisce sui nervi del ganglio della radice dorsale (Drg), una struttura spinale ricca di nervi sensoriali. "E' stato clinicamente dimostrato che la stimolazione Drg apporta un sollievo dal dolore maggiore rispetto alla tradizionale stimolazione del midollo spinale (Scs), trattamento mirato diretto della zona del corpo colpita, per migliorare la qualità di vita", si legge nella nota.

"L'introduzione di questa tecnologia ha portato nuove possibilità di trattamento del dolore cronico. La stimolazione gangliare ha introdotto la possibilità di trattare dolori localizzati in aree specifiche fino ad oggi difficilmente raggiungibili con la neurostimolazione", afferma Alfonso Papa, responsabile della Uosd di Terapia antalgica dell'azienda ospedaliera Dei Colli Monaldi di Napoli. Il dispositivo "rappresenta la più recente e innovativa tecnologia a nostra disposizione in quanto unisce capacità tecniche di ultima generazione, associate alla possibilità di essere continuamente aggiornato dall'esterno senza necessità di sostituire lo stimolatore stesso; è compatibile con la risonanza magnetica e per la sua programmazione utilizza una applicazione installata su un iPad Mini, offrendo al clinico uno strumento versatile e sempre proiettato verso il futuro".

"Abbott continua a cercare soluzioni innovative per il dolore cronico perché sono ancora troppi i pazienti che combattono contro sintomi non adeguatamente gestiti con le terapie attuali", dichiara Allen Burton, direttore sanitario della neuromodulazione di Abbott. "Il nostro sistema di neurostimolazione - aggiunge - affronta questa esigenza non soddisfatta con una terapia più efficace rispetto alla tradizionale stimolazione del midollo spinale, associata ad una tecnologia patient-friendly".

31-MAR-17 17:01

 

 EUTANASIA: OSSERVATORE ROMANO, STRADA SBAGLIATA E MOLTO PERICOLOSA

Scaraffia, inquieta confusione tra condanna a morte e morte volontaria, facile rimanere vittima di manipolazioni ideologiche

Città del Vaticano, 31 mar. (AdnKronos Salute) - La strada dell'eutanasia è "una strada sbagliata e molto, molto pericolosa". Lucetta Scaraffia, in un editoriale sull''Osservatore Romano', apre la riflessione su quanto poco si sappia sulla morte e su quanta confusione ci sia intorno ai concetti di 'condanna a morte' e 'morte volontaria'. Lo spunto arriva da un intervento di Mario Marazziti sulla vicenda di Dj Fabo: "Credo di non essere stata la sola a provare un brivido di orrore leggendo l'articolo che Marazziti ha scritto su 'Avvenire'. Come antico militante e successivamente vicepresidente della Coalizione mondiale contro la pena di morte, il parlamentare italiano ha osservato che il farmaco somministrato al dj Fabiano Antoniani per assicurargli la morte in una clinica svizzera era lo stesso pentobarbital che viene usato per i condannati a morte negli Stati Uniti", ricorda la storica.

"Già questa confusione fra condanna a morte e morte volontaria è inquietante, ma ancora più inquietante - evidenzia Scaraffia sul quotidiano d'Oltretevere - è scoprire le modalità opposte con le quali viene descritta e valutata l'azione di questo farmaco. Se, come nel caso svizzero, si assicura una morte dolce e felice, quando si passa al penitenziario dove avviene l'esecuzione della condanna a morte, secondo la voce delle associazioni che la combattono tutto cambia. Il farmaco stesso è stato messo sotto accusa, perché i suoi effetti, guardati con una lente diversa, risultano meno rassicuranti, tanto da indurre le associazioni in questione a chiederne alla ditta farmaceutica produttrice il ritiro. E questo, sia pure con tempi lenti, sembra che stia avvenendo".

Rileva la storica che, "secondo le associazioni, che combattono la pena di morte, l'obiettivo di una morte 'pulita' non è stato raggiunto neppure questa volta. Certo, si prepareranno altri farmaci, e si ricomincerà daccapo tutto: da una parte verrà assicurata una morte 'dignitosa' - quella dignità che il nome stesso della clinica svizzera, Dignitas, vuole garantire - dall'altra si confermerà il sospetto di un uso che non solo è da condannare in sé, ma da giudicare con severità a proposito degli effetti sulla vittima. In un gioco di specchi che impedisce di vedere la realtà, e che testimonia come sia facile cadere vittime delle manipolazioni ideologiche".

Scaraffia invita a guardare in faccia la realtà: "Ci lasciamo convincere facilmente che si può 'comprare' una morte facile e indolore. Ma la realtà mette in dubbio questa consolante certezza, anche se non la si vuole vedere: leggendo gli articoli relativi ai due diversi scenari, l'eutanasia e l'esecuzione capitale, in genere si rimane convinti che si tratta di realtà profondamente diverse. E non solo perché l'una è volontaria e l'altra è involontaria. Ma tutto cambia se scopriamo che la sostanza è la stessa, e che il procedimento è esattamente uguale sia che si tratti di una costosa clinica svizzera oppure di una prigione per condannati a morte. Non possiamo più continuare a vedere due esperienze distinte: qui forse la tortura, là una liberazione dignitosa".

"Soprattutto - sottolinea ancora Scaraffia - diventiamo consapevoli di quanto poco si sappia della morte, su quanto tempo ci voglia a morire, soprattutto su come questo processo coinvolga gli aspetti più propriamente umani - la mente, la psiche, lo spirito - e non solo il corpo nella sua materialità. Questo sconvolgente confronto fra due realtà, così diverse e invece così profondamente simili, apre molte questioni. E soprattutto fa capire che quella dell'eutanasia è una strada sbagliata, e molto, molto pericolosa".

31-MAR-17 18:06

 

 SANITA': SMI, SINDACI PROMUOVANO VERTENZA PER SICUREZZA MEDICI

Incontro fra il sindacato e l'Anci, documento per un'alleanza in 5 punti

Milano, 31 mar. (AdnKronos Salute) - I sindaci italiani lancino "una vertenza nazionale per la sicurezza di medici dirigenti e convenzionati". Lo chiede come "iniziativa da prendere con urgenza, una priorità", il Sindacato medici italiani Smi, il cui segretario generale Pina Onotri è stato ricevuto oggi da Antonio Decaro, presidente dell'Associazione nazionale Comuni italiani Anci. "Cresce preoccupantemente - ricorda lo Smi - il numero di aggressioni ai medici, soprattutto nelle sedi di guardia medica, nel pronto soccorso, nel 118, ma anche nelle stesse corsie di ospedali. Servono strutture adeguate per ospitare gli ambulatori, con protocolli di controllo efficaci. Chiediamo che i Comuni affianchino i medici, affinché si apra un tavolo ministeriale che preveda risorse adeguate per la messa in sicurezza dei professionisti che operano nel Ssn, e con essi lo stesso diritto dei cittadini a essere assistiti degnamente".

Durante la riunione, lo Smi ha consegnato all'Anci un documento di proposte per una collaborazione in 5 punti: 1) Alleanza medici-cittadini per modernizzare la sanità pubblica, per un'assistenza basata sulla medicina di iniziativa, senza rigidi schemi organizzativi, per rispondere adeguatamente alla mutata domanda di salute, principalmente invecchiamento della popolazione e cronicità; 2) Centralità del medico per una nuova e grande riforma del settore: riorganizzazione delle cure primarie, dell'emergenza, della specialistica ambulatoriale e della continuità assistenziale. Stabilizzazioni, assunzioni, sblocco del turnover; 3) Risorse, perché con fondi adeguati la spesa in sanità è un investimento produttivo che produce ricchezza in termini di salute e di occupazione. Basta con i tagli lineari: non danno risparmi, ma solo compressione di diritti e depotenziamento dell'organizzazione e della qualità dei servizi.

E ancora: 4) Difesa della ricchezza e peculiarità della medicina generale e del territorio dagli assalti delle aziende e delle Regioni, per quanto riguarda l'imposizione di modelli organizzativi inefficaci e burocratici. Difesa delle postazioni di continuità assistenziale h24, contro i modelli h16; 5) Potenziamento del 118, contro le esternalizzazioni e la demedicalizzazione.

Onotri esprime "grande soddisfazione per la sensibilità mostrata dall'Anci, che prosegue un percorso di confronto già collaudato in occasione della battaglia di cittadini e medici contro la proposta di smantellamento della guardia medica, il cosiddetto modello h16, ora momentaneamente messa in soffitta. I medici sono le sentinelle dello stato di salute dei cittadini", osserva il numero uno dello Smi. "Ebbene - esorta - i Comuni, i sindaci, hanno la stessa funzione per il buon funzionamento delle istituzioni pubbliche, dei servizi, per lo stesso stato di salute della democrazia. Per questa ragione, crediamo importante e urgente che le rappresentanze sindacali e istituzionali dei medici, insieme a quelle degli enti locali, mantengano un dialogo permanente per analizzare le criticità che colpiscono il nostro Ssn e per avanzare proposte per modernizzare e potenziare la sanità pubblica nei territori".

Secondo quanto contenuto nel documento Smi, "una prima grande sfida è avviare una massiccia iniziativa politica in vista delle elezioni generali, una lunga campagna nella quale la sanità può e deve avere un ruolo centrale. La premessa è superare le fughe in avanti di molte Regioni, ridando centralità alle sollecitazioni dei Comuni, in un quadro nazionale chiaro, definito dal ministero della Salute, che ridia centralità al diritto alla salute, al principio di universalità e di uguaglianza, sanciti dalla Costituzione. Vogliamo che i Comuni siano la spinta propulsiva di una grande riforma delle cure primarie, dell'emergenza-urgenza, del territorio e dell'ospedalità. Un nuovo ed efficace sistema, con al centro il cittadino e con una organizzazione dei servizi sottratta alla mala politica e riaffidata ai medici"

"Dal presidente Decaro - conclude Onotri - anche oggi abbiamo avuto grande attenzione. Siamo certi che questo sarà un ulteriore passo di un percorso comune: la prima priorità - ribadisce - è avere i sindaci a nostro fianco nella battaglia contro le aggressioni ai medici e per la messa in sicurezza dei nostri ambulatori e ospedali".

31-MAR-17 19:32

adnkronos Salute

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