News

Roma, 29 mar.2017

Stampa

NEWS mercoledý 29 marzo 2017

(AdnKronos Salute) -

 NEWS mercoledì 29 marzo 2017

 

 ABORTO: ONU, IN ITALIA ACCESSO DIFFICILE, TROPPI MEDICI OBIETTORI

 Monito Comitato diritti umani, adottare misure necessarie a garantire Ivg tempestiva e senza ostacoli

Roma, 29 mar. (AdnKronos Salute) - In Italia è difficile accedere all'interruzione volontaria di gravidanza, regolata dalla legge 194, a causa "dell'elevato numero di medici" obiettori di coscienza "che rifiutano di praticare aborti per ragioni di coscienza". Lo scrive il Comitato diritti umani dell'Onu nelle sue 'osservazioni conclusive' del 2017 sul nostro Paese, diffuse nella serata di ieri. Il risultato di ciò è "un numero significativo di aborti clandestini".

L'Italia, si legge nel documento, "dovrebbe adottare le misure necessarie per garantire un accesso tempestivo e senza ostacoli ai servizi di aborto legale sul suo territorio, e stabilire anche punti di riferimento effettivi per le donne in cerca di strutture" in grado di garantire il servizio. Fra i vari temi affrontati nelle conclusioni del Rapporto, anche quelle riguardanti i diritti delle coppie dello stesso sesso: "L'Italia - raccomanda il Consiglio per i diritti umani dell'Onu - dovrebbe considerare la possibilità di permettere" loro "di adottare bambini, compresi i figli biologici del partner, e assicurare ai bambini che vivono in famiglie omosessuali la stessa tutela legale di quelli che vivono in famiglie etero".

Il Comitato Onu rileva inoltre delle lacune nella legge sulle unioni civili, varata nel 2016, e raccomanda in proposito che andrebbe garantito "lo stesso accesso alle tecniche di fecondazione in vitro per le coppie gay".

29-MAR-17 11:28

 

 MEDICINA: NOVITA' IN DIAGNOSI E CURA MALATTIE PRIME VIE AEREE, INCONTRO A ROMA

Roma, 29 mar. (AdnKronos Salute) - Specialisti internazionali riuniti a Roma per fare il punto sulle patologie delle prime vie aeree. Numerosi esperti hanno seguito il convegno 'Dal bambino all'adulto: novità in tema di patologie delle prime vie aeree', organizzato da Desiderio Passali, direttore della Cattedra di Otorinolaringoiatria dell'Università di Siena e già presidente della Società mondiale di otorinolaringoiatria, e da Maria Pia Villa, ordinario di Pediatria dell'Università di Roma 'Sapienza', nei giorni scorsi nella Capitale.

Il convegno - organizzato con il contributo incondizionato di Dmg Italia - ha aperto interessanti scenari nella diagnosi e nella gestione delle patologie delle prime vie respiratorie nei bambini e negli adulti. In particolare Hugo Rodriguez, primario di Endoscopia respiratoria presso l'Hospital Nacional de Pediatria di Caba (Argentina), ha offerto un aggiornamento sulle patologie infiammatorie e infettive delle alte vie aeree nell'età infantile, mentre David W. Kennedy, ordinario di Otorinolaringoiatria e della Chirurgia testa-collo presso l'Universita` di Philadelphia (Usa), ha ampliato l'orizzonte alla popolazione adulta, focalizzandosi poi sul management terapeutico pre e post-chirurgico delle rinosinusiti croniche. Da Elina Toskala dell'Università di Philadelphia un'ampia analisi critica dei biomarker nella patologia del naso e dei seni paranasali e il loro possibile ruolo come target terapeutici.

Lorenzo Drago, direttore del laboratorio di Analisi chimico cliniche e microbiologiche presso l'Irccs Galeazzi (Milano), ha invece esplorato i rapporti tra organismo ospite e microbiota, evidenziando come lo studio delle interazioni tra i batteri saprofiti del distretto nasale e orofaringeo, i batteri patogeni e il sistema immunitario dell'ospite sia la nuova chiave di lettura della eziopatogenesi e trattamento delle patologie delle alte vie respiratorie e di altri distretti del corpo umano. Infine, Luisa Bellussi dell'Università` degli Studi di Siena ha offerto interessanti focus sulla possibilità di neutralizzare i biomarker di infiammazione tramite l'utilizzo topico nasale di acido glicerretico, o di modulare il microbiota nasale, utilizzando spray nasale a base di batteri saprofiti.

29-MAR-17 11:41

 

EMA: MARONI OGGI A LONDRA, ECCO GLI ASSI NELLA MANICA DI MILANO

Milano, 29 mar. (AdnKronos Salute) - Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, con l'assessore regionale all'Economia, Crescita e Semplificazione Massimo Garavaglia, si trova oggi a Londra per l'appuntamento 'Italy now and next - Milan at the heart of tomorrow's Europe: attraction, expertise and investments', organizzato dall'Ambasciata italiana nel Regno Unito presso la sede londinese di Bloomberg, anche per supportare la candidatura di Milano a diventare nuova sede dell'Agenzia europea del farmaco Ema.

Il governatore illustrerà il documento, già condiviso dal Tavolo istituzionale economico, sociale e accademico milanese e lombardo, costituito su iniziativa della Regione per valutare tutte le opportunità offerte dalla Brexit. A supporto della candidatura di Milano, il governatore evidenzierà le peculiarità della Lombardia. In particolare che è fra le regioni più competitive in Europa, parte integrante dei 'Quattro motori per l'Europa' con Catalogna, Rhone Alpes e Baden Wurttenberg.

La Lombardia - si sottolinea - è la regione più competitiva d'Italia in termini di valore aggiunto industriale, occupazione e Pil pro-capite; ciò è dovuto alle caratteristiche specifiche del tessuto produttivo, alla presenza di micro, piccole e medie imprese della produzione artigiana, industriale e del terziario, alla cultura di impresa, alla qualificazione del capitale umano, alla disponibilità di un sistema globale integrato di scambio aperto di conoscenze tra il mondo della ricerca e dell'innovazione e quello della produzione. Inoltre, per la sua posizione geografica al centro della Macroregione Alpina, la Lombardia è un naturale crocevia nazionale ed internazionale. Ancora, è una delle Regioni italiane che si caratterizza per un efficiente sistema dei pagamenti dei fornitori (13 giorni di anticipo rispetto alla scadenza nel settore sanitario, 6 giorni di anticipo rispetto alla gestione ordinaria), ed è fra le più dotate dal punto di vista dei collegamenti ferroviari ad alta velocità e delle infrastrutture aeroportuali (4 aeroporti di cui 3 internazionali; Milano-Malpensa primo aeroporto italiano per trasporto merci, quasi il 50% del mercato italiano).

 

La Lombardia si caratterizza poi per un sistema infrastrutturale tra i più avanzati di Europa, sia per la logistica e la mobilità pubblica e privata che collega città, aeroporti e aree strategiche, sia per tutto quello che riguarda le utility, in particolare le cosiddette New Generation Network o infrastrutture di telecomunicazioni, che hanno consentito a Milano di essere la città con la velocità di banda maggiore in Europa.

La Regione attira il 46% del totale nazionale di investimenti in private equity e venture capitai, e il 47,5% delle imprese a partecipazione estera in Italia ha la propria sede nel territorio lombardo. La Lombardia quindi, e Milano in particolare, è la 'capitale' finanziaria d'Italia e tra le più rilevanti d'Europa. E' sede della Borsa e sede delle più rilevanti realtà finanziarie dei maggiori istituti bancari, condizione che le attribuisce un ruolo di primaria importanza nel contesto nazionale e internazionale. Si posiziona tra i territori più avanzati in termini di innovazione e capacità di attrazione degli investimenti, in possesso quindi di asset strategici che le hanno consentito di aggiudicarsi e di realizzare "con straordinario successo" l'Expo Milano 2015 (145 Paesi espositori, rappresentativi del 95% della popolazione mondiale, e oltre 21 milioni di visitatori), che ha rappresentato un ulteriore volano di promozione del territorio.

E proprio il sito di Expo 2015 - fa notare Palazzo Lombardia – risulta particolarmente adatto all'insediamento di nuove attività di ricerca e innovazione: si tratta di un'area dotata delle più moderne infrastrutture digitali e tecnologiche, facilmente accessibile dall'intera regione e dal centro di Milano grazie alle connessioni viabilistiche e ai sistemi di trasporto pubblico realizzati in occasione dell'Esposizione Universale.

 

Come eredità dell'Expo - si ricorda - è stato lanciato il progetto Human Technopole, un polo tecnico-scientifico dedicato alla ricerca avanzata nel campo delle scienze umane, che promuova un approccio multidisciplinare e integrato sul tema della salute e dell'invecchiamento (medicina, big data, nanotecnologie e nutrizione). Ht ha l'ambizione di diventare il centro propulsore di un vero e proprio 'ecosistema di innovazione e attività industriali', con un polo universitario, incubatori di start-up e il trasferimento di centri di ricerca e di produzione di alcune grandi multinazionali nei settori Life sciences e It.

Non solo. La Lombardia si è già dotata di un quadro regolatorio favorevole a chi vuole fare impresa e investire sul territorio regionale, in particolare attraverso le leggi regionali 11/2014 'Impresa Lombardia' e 26/2015 'Manifattura diffusa, creativa e tecnologica 4.0', oltre al Pdl 'Lombardia è Ricerca'. Significativa è la presenza di imprese a partecipazione o controllo britannico sul territorio lombardo: sono ben 496 e fanno del Regno Unito il quarto investitore estero, danno lavoro a circa 50 mila persone e generano un fatturato di oltre 13 miliardi di euro. Degli ultimi progetti di investimento sviluppati sul territorio lombardo da parte di 40 aziende inglesi, il 30% è ad alto contenuto tecnologico. La città di Milano, in particolare, ospita buona parte delle imprese a trazione britannica presenti in Lombardia: 392 su 496, quasi l'80%; i dipendenti sono 43.175 su un totale di 49.799; il valore del fatturato è pari a circa 10,9 miliardi di euro, l'84% del totale.

La Lombardia è la prima regione italiana per numero di start-up innovative: 1.287 su 5.949 (21,6% del totale); la sola Milano ne ospita più di 800 ed è dotata di un ecosistema dell'innovazione molto ricco a articolato. Milano, inoltre, conferma la propria vocazione internazionale ospitando 106 consolati e 21 Camere di Commercio bilaterali. In particolare, la Camera di Commercio britannica in Italia, con sede in città, può essere veicolo di amplificazione del sistema Lombardia.

 

Quanto alla ricerca, la Lombardia vanta sul proprio territorio 13 università con "capacità di ricerca e formazione in area biomedica di straordinario rilievo", si precisa ancora dalla Regione. Parliamo di circa 90 tra corsi di laurea in medicina, biologia, chimica, bioingegneria e farmacia. In queste materie si sono avuti nel 2015 circa 4 mila laureati. I dottorandi di ricerca in quest'area, nel 2014, sono stati circa 1.750. In termini di capitali umano, di alta formazione, la regione fornisce quindi risorse davvero ingenti. Grande è poi il contributo dei 19 Istituti di ricerca a carattere scientifico lombardi, di cui 16 collocati nell'area compresa tra Milano e Pavia. Gli Irccs lombardi hanno prodotto, nel 2014, 23.500 punti di impact factor (oltre la metà dell'intera produzione italiana.) Accanto agli Irccs vi sono poi 12 Istituti del Centro nazionale per le ricerche, 9 cluster tecnologici, oltre 960 centri di ricerca e trasferimento tecnologico.

A Varese, da oltre 50 anni, è attiva la Scuola europea che ospita circa 1.300 alunni suddivisi in 5 sezioni linguistiche, con iscrizione e frequenza a titolo gratuito per i figli dei funzionari e degli altri agenti delle istituzioni e degli organismi dell'Unione europea. In Lombardia e' presente il Centro comune di ricerca di Ispra (Ccr-Jrc) della Ce, dove operano più di 2 mila persone, cittadini dei diversi Stati dell'Unione, con una Direzione espressamente dedicata alla ricerca nel settore della salute pubblica e della tutela del consumatore. Senza contare che l'area milanese e la Lombardia stanno vivendo una fioritura artistica, culturale e urbanistica che ha portato il capoluogo lombardo a essere indicato al terzo posto nella classifica delle migliori città da visitare nel 2015 edita da Lonely Planet.

Con l'uscita del Regno Unito, l'Italia diventa il terzo Paese in Europa per numero di depositi annuali di brevetti (dopo Francia e Germania); la Lombardia è al primo posto per brevetti nazionali (oltre 190 mila nel 2015, il 28% di quelli italiani), ed è prima in Italia per brevetti europei (oltre 15 mila lo scorso anno, il 34,5% del totale). L'Italia, e più nello specifico la Lombardia, si posiziona al secondo posto nell'Ue (dopo la Germania) per produzione farmaceutica, con un trend in continua crescita e un export collegato che supera il 70% della produzione. In Italia sono presenti quasi tutte le global Big Pharma, con siti dedicati alla ricerca e alla produzione, e un tessuto di medie e piccole imprese concentrate prevalentemente nelle fasi di ricerca preclinica e fase I, in massima parte concentrato in Lombardia (che rappresenta oltre il 50% dell'intero settore Life Sciences in Italia). Il polo produttivo farmaceutico è integrato a un ampio sistema distributivo della chimica e delle importazioni dei principi attivi, nel quale la Lombardia rappresenta il 30% del dato nazionale.

 

L'Agenzia italiana del farmaco rappresenta, tra le Agenzie regolatorie del farmaco, una delle più innovative e competenti in Europa. E' in prima linea per l'individuazione dell'accesso alle cure con farmaci innovativi; ha elaborato nuovi algoritmi per l'identificazione e la validazione dell'innovatività; fornisce Scientific advice nelle fasi precoci di sviluppo del farmaco; applica un sistema di management agreement per la valutazione dei rapporti di rischio/beneficio e prezzo/beneficio.

In Lombardia, negli ultimi 3 anni, sono stati investiti 700 milioni di euro in studi clinici, che portano l'Italia ad essere il terzo mercato europeo (8% degli studi clinici commerciali e 27% degli studi clinici no profit in Ue); più del 50% delle sperimentazioni cliniche del farmaco avviate in Italia coinvolgono la Lombardia, metà delle quali con un ente lombardo come coordinatore.

Milano si sta sempre più connotando come capitale della ricerca biomedica in Europa, grazie anche alla concentrazione (per numero e specializzazioni) di centri di ricerca pubblici e privati all'avanguardia: Città della Salute (Besta e Tumori), Istituto Mario Negri, Humanitas, Ieo, Ifom, San Raffaele, Policlinico di Milano, Istituto di genetica molecolare, Policlinico San Matteo di Pavia, Ospedale di Niguarda, per citare solo i più importanti. elenca la Regione. Grazie a questa massa critica che aggrega competenze di elevata qualità della ricerca nazionale e internazionale, Milano si sta configurando sempre di più come un sito attivo di scambi e mobilità di alto profilo. E sempre a Milano ha sede il cluster regionale lombardo scienze della vita, costituito da circa 100 imprese, università, Irccs pubblici e privati, aziende ospedaliere, centri di ricerca pubblici e privati, associazioni datoriali, che rende Milano e la Lombardia un polo di eccellenza di livello internazionale per la ricerca e l'innovazione nell'ambito delle scienze della vita.

29-MAR-17 13:45

 

 SANITA' LAZIO: EDOARDO ALESSE NUOVO DG FONDAZIONE SANTA LUCIA

Priorità accordo con Regione

Roma, 29 mar. (AdnKronos Salute) - Edoardo Alesse è il nuovo direttore generale della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma. Alesse succede a Luigi Amadio, scomparso in modo improvviso e prematuro lo scorso 12 marzo. Nato a Roma nel 1977 ed economista di formazione, Alesse ricopriva dal 2005 la carica di vice direttore generale della Fondazione.

"Continuiamo con altrettanta decisione sul cammino di Luigi Amadio. L'obiettivo - sottolinea Alesse - è raggiungere al più presto un accordo con la Regione Lazio per l'attività svolta in convenzione con il Servizio sanitario regionale. Insieme, nell'interesse della collettività, puntiamo alla soluzione che Luigi Amadio non ha fatto in tempo a vedere".

Il presidente e tutta la Fondazione Santa Lucia augurano in una nota al nuovo Dg buon lavoro, assicurando "la massima collaborazione nel portare avanti l'eredità lasciata dallo storico direttore generale, Luigi Amadio".

29-MAR-17 13:48

 

 RICERCA: ECCO 'EVATAR', IL CICLO MESTRUALE RIPRODOTTO IN PROVETTA

Dagli Usa un modello in 3D dell'apparato riproduttivo femminile

Milano, 29 mar. (AdnKronos Salute) - Sta nel palmo di una mano e riproduce tridimensionalmente 'in provetta' l'apparato riproduttivo femminile in ogni sua componente (ovaie, tube di Falloppio, utero, cervice uterina e vagina), tutte in grado di 'parlarsi' fra loro attraverso gli ormoni mimando quello che succede in un perfetto ciclo mestruale di 28 giorni. E' stato battezzato 'Evatar', in onore della prima donna e per richiamare il mondo della realtà virtuale, ed è nato nei laboratori della Northwestern University americana. Secondo i suoi creatori il sistema, realizzato utilizzando tessuto umano e di topo e descritto su 'Nature Communications', potrà migliorare la comprensione e la cura delle malattie che colpiscono gli organi riproduttivi femminili.

Il lavoro fa parte di un progetto più ampio dei National Institutes of Health statunitensi, che punta a mettere 'su chip' l'intero corpo umano. L'obiettivo finale, in altre parole, è quello di arrivare un giorno a poter ricreare per ogni persona un modello che riproduca il suo organismo. Un Avatar in provetta, per l'appunto, partendo da un campione di cellule prelevate da ciascuno. Questo potrebbe permettere ad esempio di valutare gli effetti di farmaci e altre terapie 'dall'esterno', senza somministrarle alla persona ma provandole sul suo alter ego artificiale.

Evatar si presenta come una scatola con una serie di cubi, ognuno dei quali è una parte diversa del sistema riproduttivo della donna. Al loro interno sono racchiuse cellule vive e funzionali, alcune umane e altre murine, ottenute dall'organo 'vero' corrispondente. I cubi sono collegati da tubicini in cui scorre un liquido speciale che svolge i compiti del sangue. Oltre alle componenti dell'apparato femminile, c'è un cubo in più che rappresenta il fegato per il suo ruolo chiave nel metabolismo dei farmaci.

Il team Usa ha lavorato alla nuova tecnologia sotto la guida di Teresa Woodruff, direttrice del Women's Health Research Institute della Northwestern University Feinberg School of Medicine. Hanno collaborato anche l'Università dell'Illinois di Chicago (Uic) e l'azienda Draper Laboratory. L'equipe si è divisa i compiti: Woodruff ha sviluppato la riproduzione delle ovaie, e nello stesso ateneo Julie Kim si è occupata dell'utero e Spiro Getsios di cervice e vagina; alla Uic Joanna Burdette si è fatta carico delle tube di falloppio, mentre Jeffrey T. Borenstein, ingegnere biomedico di Draper, ha assemblato il tutto nella piattaforma Evatar. Il segreto della vita in formato 'bento box'.

"Il sistema mima quello che succede realmente nel corpo delle donne", assicura Woodruff. "In 10 anni - prevede l'esperta - questa tecnologia, detta microfluidica, diventerà predominante nelle ricerca biologica". Endometriosi, fibromi e tumori sono le malattie femminili che Evatar aiuterà a studiare. "Tutte queste patologie sono mediate dagli ormoni - sottolinea Burdette - e chirurgia a parte, oggi non abbiamo strumenti per curarle. La nuova tecnologia ci sarà utile a comprenderne meglio le cause, per cercare di sviluppare trattamenti". In particolare, Evatar potrebbe essere "rivoluzionario" nello studio del cancro: "Oggi avviene su singole cellule, ora potremo analizzarlo su un sistema che le integra".

Infine, dice Woodruff, Evatar potrà fungere da 'micro-laboratorio' per testare "in un modo del tutto nuovo" milioni di sostanze presenti nell'ambiente o farmacologicamente attive. Una frontiera della ricerca che, come la vita, inizia dal corpo della donna.

29-MAR-17 16:12

 

 FARMACI: ANTI-EPATITE E INNOVATIVI, DA MINISTERO OK A IMPORTAZIONE DALL'ESTERO

Istruzioni operative in una circolare del ministero agli Uffici periferici

Roma, 29 mar. (AdnKronos Salute) - Dal ministero della Salute le istruzioni operative per l'importazione di specialità medicinali dall'estero. La circolare del dicastero guidato Beatrice Lorenzin sull'import per uso personale di farmaci da Paesi stranieri, firmata qualche giorno fa dal ministro e inviata agli Uffici periferici dei sanità marittima aerea e di frontiera, segue "numerose segnalazioni pervenute" - è il caso dei super-antiepatite C sequestrati nei mesi scorsi in porti ed aeroporti e poi 'sbloccati' dai tribunali - ed è destinata a far discutere. La possibilità di un import 'fai da te' - stabilita dal Dm 11 febbraio 1997 - riguarda infatti medicinali innovativi registrati all'estero ma non in Italia. Ma "la mancanza di una valida alternativa terapeutica" può ricorrere - precisa ora la circolare - anche quando l'accesso al farmaco è ostacolato dal prezzo troppo alto.

E' il caso dei super-farmaci gioiello contro l'epatite C, ma anche di numerosi innovativi dai prezzi elevati. "La mancanza di una valida alternativa terapeutica può ricorrere anche - si legge infatti nella circolare - quando l'accesso al medicinale disponibile in Italia non risulti possibile per il paziente, in quanto lo stesso paziente non rientra nei criteri di eleggibilità al trattamento per l'erogazione del medicinale a carico del Servizio sanitario nazionale, ovvero per la sua eccessiva onerosità".

Dopo il varo da parte dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) degli 11 nuovi criteri per il trattamento dell'epatite C, il nodo resta quello del prezzo. Dunque la circolare rischia di incidere sulla trattativa in corso con Gilead. L'import dei medicinali è concesso in deroga, con prescrizione del medico curante, anche "quando il medicinale del quale si chiede l'importazione, pur in presenza di analogo medicinale regolarmente autorizzato in Italia, presenti un diverso dosaggio di principio attivo, una diversa via di somministrazione, eccipienti diversi o una diversa formulazione di principi attivi".

Recentemente ha destato scalpore il caso del pensionato milanese che aveva acquistato il super-farmaco anti-epatite in India per uso personale: il medicinale era stato bloccato alla dogana e poi sbloccato dal Tribunale del riesame di Roma. La sentenza aveva messo in chiaro che il farmaco importato e regolarmente prescritto da un medico italiano per la cura dell'epatite C non può essere considerato una importazione con fini commerciali, "ma esclusivamente a uso personale". Il ministero, con le sue istruzioni operative, fa chiarezza dunque sui diversi casi in cui l'import è consentito, richiedendo l'impiego di un modulo ad hoc destinato al medico curante.

"L'importazione deve essere giustificata da oggettive ragioni di eccezionalità", in mancanza "di una valida alternativa terapeutica", ricorda la circolare. Infatti, "nessun medicinale può essere commercializzato in Italia senza aver ottenuto un'autorizzazione dell'Aifa o un'autorizzazione a livello comunitario. Eccezionalmente, e in deroga a tale principio, è ammessa l'importazione per il solo uso personale di medicinali regolarmente autorizzati in un Paese estero in due ipotesi specificamente individuate: medicinali posti regolarmente in vendita in Paesi esteri, ma non autorizzati all'immissione in commercio sul territorio nazionale, spediti dall'estero su richiesta del medico curante; medicinali registrati in Paesi esteri, che vengono personalmente portati dal viaggiatore al momento dell'ingresso nel territorio nazionale, purché destinati a uso personale per un trattamento terapeutico non superiore a 30 giorni".

Il medico curante che "ritenga opportuno sottoporre un proprio paziente a un trattamento con un medicinale regolarmente autorizzato in un Paese estero, ma non in Italia, è tenuto a predisporre e a inviare al ministero della salute - Uffici periferici di sanità marittima, aerea e di frontiera e servizi territoriali di assistenza sanitaria al personale navigante e aeronavigante, nonché al corrispondente ufficio doganale ove sono espletate le formalità di importazione, un'apposita documentazione (nome del medicinale, sua forma farmaceutica; ditta estera produttrice; dichiarazione che il medicinale in questione è regolarmente autorizzato nel paese di provenienza; quantitativo di cui si chiede l'importazione nel territorio nazionale; esigenze che giustificano il ricorso al medicinale non autorizzato in Italia; dichiarazione di utilizzazione del medicinale sotto la propria diretta responsabilità)", ricorda la circolare.

29-MAR-17 17:43

 

 ABORTO: PD, LOMBARDIA TRA REGIONI PIU' RILUTTANTI IN ITALIA RICHIAMATA DA ONU

Brambilla e Valmaggi, assumere non obiettori con concorsi ad hoc e migliorare uso Ru486

Milano, 29 mar. (AdnKronos Salute) - "L'Italia è stata richiamata perfino dal Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, come prima aveva fatto il Parlamento europeo, per la difficoltà di accesso all'interruzione volontaria di gravidanza. E la Lombardia si conferma tra le Regioni italiane più riluttanti e meno avanzate su questo fronte, come in genere sul piano dei diritti". A sostenerlo è il capogruppo del Pd lombardo, Enrico Brambilla, che oggi, insieme alla vicepresidente del Consiglio regionale, Sara Valmaggi, ha presentato i dati 2016, raccolti dai dem struttura per struttura, sulle interruzioni di gravidanza.

Parlando degli alti tassi di obiezione, Valmaggi spiega che l'obiettivo di una piena applicazione della legge 194 sul territorio regionale "deve essere raggiunto anche con l'assunzione di medici ginecologi non obiettori tramite concorsi ad hoc, così come è stato fatto in Lazio dal governatore Zingaretti".

Anche sull'utilizzo della Ru486 il Pd avanza una richiesta: "Che la Regione si impegni affinché le proprie strutture propongano l'Ivg farmacologica a tutte le donne che sono nei tempi previsti, riveda la decisione di non somministrarla - su richiesta della donna - anche in Day hospital e imponga alle aziende sanitarie l'obiettivo di aumentarne l'utilizzo così da arrivare al livello delle altre regioni", conclude Valmaggi.

29-MAR-17 17:43

 

 RICERCA: L'UDITO 'AIUTA' LE PROTESI A PERCEPIRE SENSAZIONI

Scoperta dell'Istituto di BioRobotica, sistema di fissaggio scheletrico per 'sentire' mondo esterno

Roma, 29 mar. (AdnKronos Salute) - L'orecchio 'aiuta' le persone amputate a percepire il mondo esterno attraverso le protesi impiantate con tecniche particolari. I ricercatori italiani dell'istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, partner di un consorzio europeo, hanno dimostrato per la prima volta - in uno studio su 'Nature Scientific Reports' - che l'udito aiuta a ricevere maggiori sensazioni sensoriali dagli arti inferiori e superiori grazie a un sistema di fissaggio scheletrico.

La ricerca è stata realizzata da Francesco Clemente (istituto di BioRobotica), assieme ai colleghi delle istituzioni del progetto europeo DeTOP (acronimo di "Dexterous Transradial Osseointegrated Prosthesis with neural control and sensory feedback") con il coordinamento di Christian Cipriani, docente dello stesso Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant'Anna.

La scoperta è destinata ad aprire nuovi scenari nello sviluppo delle protesi artificiali: seppure la trasmissione del suono per via ossea fosse nota, ad oggi non era chiaro se questo fenomeno avesse un ruolo chiave nell'osseopercezione (così viene definita la percezione sensoriale riportata da chi utilizza protesi integrate nelle ossa). Infatti, finora si pensava che il senso del tatto e l'ancoraggio al sistema scheletrico ne fossero responsabili.

Attraverso quattro test psicofisici, invece, i ricercatori sono arrivati a dimostrare che stimoli sensoriali, anche molto deboli, riescono a viaggiare attraverso il corpo ed essere percepiti dall'apparato uditivo situato nell'orecchio interno. Quest'ultimo contribuisce al rafforzamento della percezione sensoriale. Anche quando la protesi è situata in una parte lontana del corpo rispetto all'orecchio, come nel caso di protesi di arto inferiore, l'apparato uditivo è in grado di fornire un aiuto alla percezione e alla sensibilità dell'arto sfruttando la trasmissione delle vibrazioni a livello dell'apparato osseo.

Tutti i test hanno evidenziato la capacità dei pazienti di percepire una vibrazione applicata all'impianto osseointegrato tramite l'udito e il tatto. In particolare, insieme alla vibrazione del braccio/gamba, riferivano di percepire anche un suono. Durante gli esperimenti i ricercatori hanno registrato che gli amputati con protesi osseointegrate reagiscono in maniera più sensibile e rapida, proprio grazie alla percezione uditiva delle vibrazioni meccaniche.

"In pratica - commenta Clemente - gli stimoli ricevuti dai pazienti sono più forti e ricchi di informazione perché vengono percepiti anche attraverso l'udito. Si tratta di un importante passo avanti nella conoscenza dell'osseopercezione e nel ruolo della percezione tattile e uditiva nell'uomo. Tale scoperta potrà essere sfruttata come punto di partenza per l'implementazione di nuove protesi che favoriscono il ritorno sensoriale e restituiscono maggiori informazioni sull'ambiente esterno".

29-MAR-17 19:57

adnkronos Salute

Scarica PDF

ASMI ASAS ASSUM Homeocity