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Roma, 28 mar. 2017

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NEWS martedý 28 marzo 2017

feb. (AdnKronos Salute) -

NEWS martedì 28 marzo 2017

 

ZIKA: ECCO LA 'PORTA' CHE USA PER ARRIVARE AL FETO, STUDIO ITALIANO

Scienziati San Raffaele Milano, il virus sfrutta come breccia lecellule che foderano l'utero

Milano, 28 mar. (AdnKronos Salute) - Zika arriva al feto sfruttando come porta d'ingresso le cellule che foderano internamente l'utero. E così, una volta raggiunto il nascituro, il virus sferra il suo attacco che può causare nel futuro bebè microcefalia e altre malformazioni neurologiche. Lo spiega un team di scienziati dell'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, in uno studio pubblicato su 'Scientific Reports', rivista del gruppo Nature. I ricercatori dell'Istituto di via Olgettina - guidati da Elisa Vicenzi, a capo dell'Unità Patogeni virali e Biosicurezza, e da Paola Panina del Laboratorio di Scienze riproduttive - hanno lavorato in collaborazione con i colleghi dell'Unità di Ginecologia e Ostetricia, mentre l'Irccs Lazzaro Spallanzani di Roma ha fornito i virus utilizzati nel lavoro.

Zika - ricordano dall'Istituto del Gruppo ospedaliero San Donato - viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di alcuni tipi di zanzara presenti in Florida, Brasile e altre aree del Sudamerica; mediante trasfusione di sangue infetto, o per via sessuale da un partner contagiato. Come noto il virus può raggiungere i tessuti dell'apparato genitale femminile, e ora l'équipe italiana fa luce su uno degli anelli mancanti chiave per comprendere il meccanismo d'azione del patogeno.

Gli scienziati hanno dimostrato che le cellule del rivestimento interno dell'utero, quelle che formano il cosiddetto stroma endometriale, sono particolarmente suscettibili all'infezione da Zika soprattutto sotto l'influenza del progesterone, l'ormone che regola la seconda fase del ciclo mestruale (15°-28° giorno). Queste cellule, che quando inizia una gravidanza contribuiscono alla formazione della placenta, rappresenterebbero quindi "un'importante 'stazione intermedia' da cui il virus potrebbe raggiungere il feto".

"In sostanza - afferma Vincenzi - questo studio sottolinea una particolare vulnerabilità del tratto genitale femminile all'infezione da virus Zika e apre la strada a ricerche future sul potenziale ruolo degli ormoni femminili nel favorire l'infezione".

Per Panina "sarà importante verificare se, oltre alle cellule stromali, anche le cellule epiteliali e le cellule del sistema immunitario presenti nel tessuto endometriale possano rappresentare un bersaglio del virus, e quindi contribuire alla diffusione dell'infezione al feto e/o al partner sessuale".

28-MAR-17 12:08

 

 UNIVERSITA': RECORD CATTOLICA ROMA, 9 MILA CANDIDATI A MEDICINA E ODONTOIATRIA

Ben 8.330 aspiranti dottori per 270 posti disponibili

Roma, 28 mar. (AdnKronos Salute) - Sono quasi 9 mila i candidati al concorso di ammissione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria dell'Università Cattolica di Roma, convocati per giovedì 30 marzo alle ore 11, alla Fiera Roma, per sostenere il test di ammissione al primo anno. Per l'esattezza - precisa l'ateneo capitolino in una nota – sono 8.907, provenienti da tutta Italia: un nuovo record di iscritti rispetto allo scorso anno, quando i candidati furono 8.380 (+7%), in un trend di crescita costante.

Alla prova di selezione sono iscritti 8.330 candidati per Medicina, in prevalenza donne (5.525 contro 2.805 maschi), che si contenderanno uno dei 270 posti a concorso, con un rapporto di circa 1 ammesso ogni 30 candidati; sono invece 577 i candidati per i 25 posti di Odontoiatria (294 femmine e 283 maschi), 1 ammesso ogni 23 partecipanti. I candidati arrivano da tutte le regioni italiane: naturalmente molto rappresentati quelli provenienti dal Lazio (rispettivamente per Medicina 1.638 e per Odontoiatria 144), ma anche da Campania (1.685 e 69), Puglia (1.137 e 65), Sicilia (986 e 58), Calabria (652 e 47), Abruzzo (248 e 22) e Lombardia (296 e 21).

Il bando di concorso per l'ammissione prevede una prova scritta che consiste in 120 quesiti a risposta multipla: 90 di ragionamento logico, 20 di conoscenza della lingua inglese e 10 di cultura religiosa. I risultati della prova verranno ufficializzati entro il 6 aprile 2017. La riservatezza dei test, sostenuti in modo anonimo dai candidati - evidenzia una nota dell'università - è assicurata da sistemi tecnologici informatizzati, così come la procedura di elaborazione dell'esattezza delle risposte è garantita da un sistema di lettura ottica, dal quale deriva la graduatoria di merito. Inoltre, per vigilare sul corretto svolgimento dell'esame e controllare le attività interne ed esterne ai padiglioni che accoglieranno i candidati per la prova scritta, è prevista una commissione di vigilanza per ogni padiglione, composta da personale docente e amministrativo dell'Università Cattolica.

28-MAR-17 12:14

 

 FARMACI: LORENZIN PROPONE STEFANO VELLA PER PRESIDENZA AIFA

Roma, 28 mar. (AdnKronos Salute) - Stefano Vella sarà il nuovo presidente dell'Agenzia italiana del farmaco. Il suo nome è stato comunicato alle Regioni dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in una lettera che indica Vella, direttore del Centro nazionale di salute globale dell'Istituto superiore di sanità, come successore di Mario Melazzini, ora Dg Aifa.

La ratifica della nomina è all'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni convocata per giovedì 30 marzo, alle ore 15.45.

Nella rosa dei tre esperti indicati al ministro della Salute dalle Regioni, oltre a Vella, figuravano Giuseppe Remuzzi, coordinatore delle ricerche del Centro di ricerche cliniche Aldo e Cele Daccò dell'Istituto Mario Negri - che aveva raccolto il maggior gradimento fra le Regioni - e Carlo Gaudio, ordinario di Cardiologia alla Sapienza di Roma e già componente del Cda Aifa.

28-MAR-17 14:49

 

 SANITA': SALONE DEL NOBILE E VIOLINO D'EPOCA, MILANO RIVIVE FESTA DEL PERDONO

Al Policlinico viaggio ai tempi del duca Sforza, fra quadri benefattori e crowdfunding per restauro Archivio storico

Milano, 28 mar. (AdnKronos Salute) - Il Policlinico di Milano torna alle origini, riavvolge il nastro di 6 secoli per recuperare lo spirito autentico di uno dei momenti 'clou' della vita dell'ospedale e della città intera ai tempi del duca Francesco Sforza: la Festa del Perdono. Istituita da Papa Pio II nel 1459, era l'occasione in cui veniva concessa l'indulgenza plenaria a chi visitava la cappella dell'ospedale Maggiore nel giorno dell'Annunciazione, il 25 marzo. Quest'anno la visita di Papa Francesco ha fatto slittare in avanti la celebrazione della Festa - in programma dal 5 al 9 aprile - ma gli eventi che l'animeranno propongono un viaggio a ritroso nel tempo.

Tornano i quadri dei benefattori, i costumi d'epoca. La musica viaggerà nei corridoi, fino al letto dei malati. L'Archivio storico dell'ospedale che nei suoi faldoni custodisce oltre 100 mila documenti storici e racchiude il racconto secolare della sanità, della medicina, di Milano stessa, riaprirà le sue porte. Fra le sue mura il suono di un violino vecchio di oltre 300 anni - un Guarneri del 1694 - accompagnerà i cittadini al loro passato. In ogni senso. La Festa del Perdono, confermata ogni anno dispari e resa perpetua nel 1560, era occasione per i milanesi di esprimere la propria generosità e divenne una delle principali fonti di entrata dell'ospedale nei primi secoli di esistenza. Una tradizione che quest'anno rivivrà nelle vesti di un contemporaneo 'crowdfunding': per il concerto in programma la sera del 5 aprile sarà possibile fare un'offerta libera e il ricavato, annuncia il presidente del Policlinico Marco Giachetti, sarà destinato al restauro dell'Archivio storico.

"E' un inizio - spiega - un primo passo verso l'obiettivo di ridare vita a un luogo che è un tesoro nascosto della città. Siamo un Irccs e i nostri finanziamenti sono tutti dedicati alla cura e alla ricerca, quindi facciamo appello al cuore dei milanesi per preservare il contenuto e il contenitore di questo tesoro e per poter tornare a godere della bellezza e della storia". Azionariato popolare, lo definisce Giachetti, "in attesa di un grande sponsor". Quest'anno il caso vuole che la Festa del Perdono si celebri in contemporanea con il Salone del mobile. E in un gioco di richiami - a mo' di omaggio - il Policlinico propone il 'Salone del nobile'. Una mostra aperta a tutti dal 6 al 9 aprile con una selezione dei quadri custoditi nel caveau dell'Irccs.

Con il Salone del nobile torna visitabile un pezzo del patrimonio artistico sterminato del Policlinico, che vanta opere di Hayez e del Pitocchetto, ed è stato alimentato dai lasciti, le donazioni e i testamenti dei milanesi. Oltre una certa soglia si aveva diritto a un ritratto dipinto da un pittore dell'epoca (a mezzo busto o a figura intera a seconda dell'entità della donazione). Una tradizione che continua (oggi le soglie sono 250 mila e 500 mila euro). E se in passato questi ritratti venivano esposti in quello che è oggi il cortile dell'università Statale, oggi la galleria dei benefattori è stata ricreata nel corridoio della Presidenza in via Sforza 28.

La scelta dei quadri da esporre ha seguito un 'fil rouge' in omaggio alla settimana dedicata al design: offrire una carrellata di come dal '700 al '900 si sono evolute le abitazioni, i palazzi e gli arredi che nei dipinti fanno da contorno alle figure dei benefattori. Tavolini, seggiole, stucchi, broccati, tende drappeggiate e persino opere d'arte inserite nell'ambientazione dei quadri. Si va dal 'Ritratto di Carlo Rotta' di Giovanni Segantini (unico esempio al mondo di ritratto su commissione realizzato dal pittore) a opere più contemporanee. Fra i benefattori figurano anche medici, mentre nei vestiti delle donne si può apprezzare anche l'evoluzione dei gusti in fatto di abbigliamento. Come nel ritratto di Francesca Arena Petrolini Castelfranchi in cui la donna, raffigurata per espressa richiesta con 20 anni di meno, indossa un abito di velluto viola e gioielli riprodotti fedelmente, come descritti nell'inventario dell'eredità giunta all'ospedale.

Le visite gratuite alla mostra sono state rese possibili dai volontari della delegazione Fai di Milano che ha accompagnato il Policlinico nell'avventura dei Luoghi del cuore. "L'Archivio storico è stato il secondo luogo più votato di Milano e nelle 'Giornate di primavera' ha avuto 1.600 visitatori", ricorda Matilde Sansalone (Fai Milano). In tema di rievocazioni storiche il 9 aprile, con l'iniziativa 'Un tuffo nel passato', i cittadini potranno immergersi nelle atmosfere dell'antica Festa del Perdono. Saranno riportate nel presente le arti e i mestieri del '400, insieme ai costumi dell'epoca. La giornata prevede anche attività e laboratori didattici per bambini, ed è stata organizzata da Fondazione De Marchi onlus con il contributo dell'Associazione per il bambino nefropatico (Abn Onlus).

E poi c'è il capitolo musicale. Il momento più atteso è il concerto del maestro Matteo Fedeli con il violino Guarneri. Sarà eseguito in prima assoluta un brano scritto ad hoc da Damiano Danti, 'Elegia: La ruota della vita' (la partitura originale, per violino e orchestra, sarà donata all'Archivio). I suoni e i ritmi scelti, spiega Fedeli, "sono un richiamo all'accoglienza di questo luogo" che è stato una casa e una speranza di futuro per molti neonati affidati alla Ruota degli esposti. "C'è l'idea del battito di un cuore, il tema della carezza, l'istinto di un abbraccio, in un crescendo fino all'esplosione che racconta del fermento e della gioia della vita". Una coreografia musicale di circa 8 minuti.

Il 5 aprile ci saranno anche diverse performance musicali itineranti negli atri e nei reparti del Policlinico, per portare un po' di Festa del Perdono anche tra gli utenti e i pazienti dell'ospedale, con le esecuzioni curate dagli allievi della Civica Scuola di musica Claudio Abbado. Le 'mini' ensemble attraverseranno 6 padiglioni. "Vogliamo che i milanesi e i lombardi si innamorino di nuovo della nostra e della loro storia, vogliamo riavvicinarli alle radici della nostra istituzione, resa grande anche grazie alla loro generosità nei secoli - conclude Giachetti - Un luogo speciale custode di una parte importante della storia della città, e non solo. Come nei centinaia di anni trascorsi, anche oggi l'iniziativa è supportata anche da tante realtà vicine al nostro ospedale, come l'associazione Per il Policlinico onlus e il Cral Mangiagalli, che hanno creduto fermamente in questa ricorrenza contribuendo sia nello spirito sia nel concreto".

Una Festa che "getta un ponte alla città - la definisce Claudia Buccellati, presidente dell'associazione Per il Policlinico onlus - Contribuire a farla rivivere ci sembra un modo per rimarcare l'assoluta libertà da ogni potere, politico o religioso, che questa istituzione ha sempre avuto. Un'istituzione che è sempre rimasta in piedi grazie alle donazioni e che è sempre stata di Milano. Tra le varie realtà che hanno preso parte all'organizzazione, un ringraziamento particolare va al Corpo Militare Del Sovrano Militare Ordine Di Malta per aver accolto il nostro invito a partecipare a questo importante evento".

28-MAR-17 16:44

 

 SANITA': IRC, CORSI PRIMO SOCCORSO NELLE SCUOLE, FORMAZIONE VA RESA OBBLIGATORIA

Situazione europea disomogenea, Italia fra 5 Paesi dotati di legge ma non attuata

Roma, 28 mar. (AdnKronos Salute) - Solo in 5 stati europei - Belgio, Danimarca, Francia, Italia e Portogallo - è presente una legislazione che regola l'insegnamento delle manovre salvavita agli studenti. In altre 16 nazioni è stato dato soltanto un suggerimento all'insegnamento, mentre in tutti gli altri paesi europei non è previsto nessun intervento in materia. Ma anche dove esiste una legislazione in materia, si riscontrano diversi problemi organizzativi, la cui soluzione richiede un maggiore supporto da parte delle istituzioni, denuncia l'Irc - Italian Resuscitation Council.

A due anni dall'approvazione, da parte della World Health Organization, della dichiarazione 'Kids Save Lives' che raccomanda l'inserimento nei programmi di tutte le scuole del mondo di due ore di formazione all'anno sulla rianimazione cardiopolmonare per i ragazzi dall'età di 12 anni - sottolinea l'associazione in una nota - la situazione europea nelle scuole è ancora molto disomogenea.

I bambini - spiega l'Irc - a quest'età sono maggiormente recettivi alle istruzioni che vengono loro fornite e possono apprendere più facilmente come aiutare una persona in arresto cardiaco. Iniziare a formarsi in giovane età significa far sì che la rianimazione cardiopolmonare possa diventare un'abilità permanente come andare in bicicletta o nuotare: non dimenticheranno più come si salva una vita.

L'applicazione della rianimazione cardiopolmonare, invece, si attesta oggi intorno al 60-80% solo in pochi Paesi del mondo, mentre nella maggior parte degli Stati è ben al di sotto del 20%. Una formazione obbligatoria dei bambini in età scolare, a livello nazionale, avrebbe un impatto sensibilmente positivo su queste percentuali, sottolinea l'Irc.

L'arresto cardiaco è ancora oggi la terza causa di morte nei Paesi industrializzati, con un totale di oltre 700 mila decessi ogni anno in Europa e oltre 400 mila negli Stati Uniti. Cifre - ricorda l'Irc – che potrebbero essere dimezzate se un maggior numero di soccorritori fosse in grado di intervenire tempestivamente praticando immediatamente la rianimazione cardiopolmonare.

"Siamo convinti - dichiara Federico Semeraro, presidente di Italian Resuscitation Council - che la formazione al primo soccorso in giovane età sia di fondamentale importanza per il bene di tutti, con ripercussioni positive sulla salute pubblica. La diffusione di queste conoscenze, favorite dalla spinta legislativa e dalla campagna di sensibilizzazione a livello mondiale, potrebbe aumentare notevolmente le possibilità di rimanere in vita in caso si venga colpiti da arresto cardiaco".

28-MAR-17 15:37

 

 RICERCA: USA, TETRAPLEGICO TORNA A MUOVERE BRACCIO GRAZIE A IMPIANTO HI-TECH

Per gli scienziati si tratta del primo caso al mondo, lo studio su 'Lancet'

Roma, 28 mar. (AdnKronos Salute) (EMBARGO ALLE 24.00 DI OGGI) - Bill Kochevar afferra una tazza d'acqua, la porta alle labbra e beve da unacannuccia. I suoi movimenti sono lenti e misurati, ma bisogna anche pensare che l'uomo non muoveva il braccio destro e la mano da otto anni. E c'è voluta un po' di pratica per raggiungere la tazza e afferrarla solo grazie al pensiero. L'eccezionale risultato ottenuto da Kochevar, paralizzato dalle spalle in giù dopo un incidente in bicicletta, ne fa secondo i ricercatori della Case Western Reserve University la prima persona al mondo tetraplegica a poter muovere di nuovo braccio e mano con l'aiuto di due device hi-tech impiantati temporaneamente nel suo corpo.

Si tratta di un'interfaccia cervello-computer dotata di elettrodi fissata sul cranio dell'uomo, e di un sistema di stimolazione elettrica funzionale in grado di attivare braccio e mano, ricollegando il cervello del paziente ai muscoli paralizzati. Le immagini, registrate dagli scienziati autori dello studio su 'The Lancet', mostrano Kochevar che raccoglie forchettate di purè di patate da una ciotola e assapora ogni boccone. "Per qualcuno che ha subito un incidente otto anni fa e non poteva muoversi, essere in grado di farlo anche solo un po' è impressionante", dice Kochevar, 56 anni, di Cleveland. "E' stato meglio di quanto pensassi".

L'uomo è il protagonista della ricerca guidata da Case Western Reserve University, Centro Fes (stimolazione elettrica funzionale) di Cleveland e University Hospitals Cleveland Medical Center. Un lavoro "davvero rivoluzionario per la comunità di pazienti con lesioni del midollo spinale", come sottolinea Bob Kirsch, investigatore principale e autore senior della ricerca. "Questo - aggiunge - è un passo importante verso il recupero di una certa indipendenza".

"Prendendo i segnali cerebrali generati quando Bill cerca di muoversi e usandoli per controllare la stimolazione di braccio e mano, il sistema ha permesso al paziente di svolgere funzioni importanti per lui", interviene Bolu Ajiboye, assistente di ingegneria biomedica e autore principale dello studio. La ricerca su Kochevar fa parte del 'BrainGate2', uno studio clinico pilota condotto da un consorzio di centri che punta a valutare la sicurezza e fattibilità dell'impianto di un sistema con interfaccia cervello-computer in persone con paralisi. Altri studi all'interno di BrainGate2 hanno dimostrato che i pazienti paralizzati possono controllare con la mente un cursore sullo schermo di un computer o un braccio robotico.

"Ogni giorno la maggior parte di noi dà per scontato" che saremo "in grado di spostare qualsiasi parte del nostro corpo con precisione e controllo in molteplici direzioni", riflette Benjamin Walter, direttore medico del programma di stimolazione cerebrale profonda dell'UH ??Cleveland Medical Center. "Ripristinando la comunicazione tra cervello e corpo, speriamo di iniziare a restituire la speranza a milioni di individui paralizzati che un giorno saranno in grado di muoversi liberamente di nuovo".

Ma come è stato condotto lo studio? Un team di chirurghi ha impiantato due array di elettrodi a 96 canali - ciascuno delle dimensioni di un'aspirina - nella corteccia motoria di Kochevar, sulla superficie del cervello. I segnali chiave venivano creati quando l'uomo immaginava il movimento di braccio e mano. L'interfaccia cervello-computer estraeva le informazioni dai segnali cerebrali, usandole per comandare il sistema di stimolazione elettrica. Per allenarsi a usare il device, Bill ha utilizzato la sua mente per muovere un braccio virtuale sullo schermo del computer. "Era in grado di farlo in pochi minuti", conclude Kirsch. "Il codice era ancora nel suo cervello". Dopo 4 mesi di allenamento, il team ha impiantato il dispositivo con 36 elettrodi che ha animato i muscoli di braccio e mano di Kochevar. Sono ancora necessari degli studi, ma dopo questi risultati la speranza è che il sistema restituisca una certa possibilità di movimento alle persone paralizzate.

28-MAR-17 17:01

 

 PIEMONTE: IL SAN GIOVANNI BOSCO DI TORINO INAUGURA LA STANZA DEL SILENZIO

Un luogo di raccoglimento, indipendentemente dal credo religioso

Torino, 28 mar. (AdnKronos Salute) - Un luogo protetto in cui chiunque può trascorrere un momento di pace, di raccoglimento con se stesso, indipendentemente dal credo religioso. E' la 'Stanza del silenzio', un progetto dell'ospedale San Giovanni Bosco di Torino, che verrà inaugurato giovedì 30 marzo. L'iniziativa è il frutto della collaborazione con il Centro interculturale del Comune e il Comitato Interfedi, istituito in occasione delle Olimpiadi invernali 2006. L'inaugurazione, cui parteciperà il presidente del Comitato Interfedi della città di Torino, Valentino Castellani, è in programma alle 12 nell'ambito del convegno 'Ospedale San Giovanni Bosco Ospedale aperto, l'altra dimensione della cura'.

La realizzazione dell''Ospedale aperto' - spiega l'Asl Torino 2 - è un'azione prevista dalle linee guida internazionali dell'Organizzazione mondiale della sanità nel documento 'Health 2020: un modello di politica europea a sostegno di un'azione trasversale al governo e alla società a favore della salute e del benessere', sostenuta dalla rete internazionale degli ospedali che promuovono salute (Hph), e dalle associazioni di promozione della salute Cipes e Sips, nonché dall'Agenas con il progetto Empowerment del cittadino. La realizzazione di strutture sanitarie aperte richiede un cambiamento culturale e un 'ripensamento' organizzativo e strutturale dei luoghi di cura. Flavio Lirussi, revisore per l'Oms della traduzione in italiano del documento Health 2020 a cura di Dors, e componente del comitato scientifico della Società italiana di promozione della salute, aprirà il convegno illustrando questo percorso di cambiamento.

"L'esperienza del San Giovanni Bosco è emblematica di questo percorso e dal 2013 abbiamo formalizzato il progetto Ospedale aperto, per creare globalmente un ambiente che ponga i pazienti realmente al centro del percorso di cura - sottolinea il direttore sanitario del presidio ospedaliero, Nicola Giorgione - Finora abbiamo abolito o razionalmente ridotto ogni limitazione di accesso non motivatamente necessaria, ponendo al centro dell'attenzione la persona ricoverata nella sua interezza, fatta di affetti e relazioni anche nei contesti di cura; ci siamo inseriti vivacemente nel territorio con progetti di particolare rilevanza dedicati, a diverse categorie di pazienti, e abbiamo in cantiere ulteriori iniziative in linea con questo progetto".

La Stanza del silenzio nei luoghi di cura è uno spazio, già presente in molte strutture sanitarie, privo di simboli religiosi nel rispetto di non credenti e di credenti di tutte le fedi, destinato alla riflessione, alla preghiera, all'elaborazione degli stati emotivi e al contatto con la propria interiorità. "Questo allestimento è un ulteriore passo avanti in una logica di ospedale aperto - commenta il direttore generale della Asl Città di Torino, Valerio Fabio Alberti - per garantire alla persona il rispetto della propria dignità e del proprio privato e fornire una risposta efficace ai bisogni del malato e della sua famiglia. L'Ospedale aperto è un rinnovato concetto di ospedale inteso come struttura aperta, anche dal punto di vista strutturale, al territorio, in grado di rispondere alla domanda di salute dei cittadini, inserita in modo determinante nelle azioni a tutela della salute della popolazione, con il coinvolgimento di tutte le componenti sociali, politiche, economiche e di volontariato presenti sul territorio stesso".

28-MAR-17 17:31

 

 ANIMALI: UOMINI E TOPI, UNA CONVIVENZA LUNGA 15 MILA ANNI

Resti di denti anticipano all'era pre-agricola la comparsa dei primi roditori al nostro fianco

Milano, 28 mar. (AdnKronos Salute) - Uomini e topi: un rapporto di odio e amore che dura da 15 mila anni. E' allora che sono comparsi i primi antenati degli attuali roditori, sinonimo di scarsa igiene quando infestano case o strade e parchi cittadini, ma anche utilizzati dalla ricerca scientifica nella versione 'cavie di laboratorio', protagonisti di tanti cartoon e addirittura accolti in famiglia come pet domestici. A ridatare la relazione, anticipandola all'era pre-agricola, è uno studio pubblicato su 'Pnas', basato sull'analisi di resti di denti trovati in un sito archeologico localizzato nella regione del Levante (Mediterraneo orientale).

Gli autori del lavoro ritengono che i primi roditori si siano insinuati negli insediamenti della zona per rubare cereali selvatici e semi che gli uomini raccoglievano e stoccavano. In seguito si sono evoluti in topi domestici, sfruttando cibo e riparo nelle abitazioni umane. "E oggi hanno colonizzato praticamente ogni angolo del pianeta - spiega Thomas Cucchi del Museo nazionale di Storia naturale di Parigi, autore del lavoro, citato dalla Bbc online - diventando quasi onnipresente come gli esseri umani, nonché una delle specie di mammifero più invasive".

Cani e gatti sono arrivati dopo

I topi, sottolinea l'esperto, hanno cominciato a convivere con l'uomo "non appena abbiamo iniziato a costruire case e cioè 15 mila anni fa". Allora le abitazioni erano rotonde, fabbricate con pietra e fango, e gli uomini erano cacciatori-raccoglitori di farro, orzo, cervi e cinghiali. E' in questo habitat che i primi roditori hanno prosperato, grazie all'abbondanza di cibo e alla carenza di predatori.

Il tutto prima che cani e gatti entrassero in scena, anche se pare che da lì a poco lo abbiano fatto. Nel sito scandagliato da Cucchi e colleghi, infatti, sono state ritrovate anche le prime prove dell'addomesticamento del migliore amico dell'uomo: in una sepoltura, il defunto cullava un cucciolo.

28-MAR-17 19:26

 

 BIOTESTAMENTO: ALLA CAMERA RIPRESO ITER LEGGE, INCOGNITA OSTRUZIONISMO

Roma, 28 mar. (AdnKronos Salute) - E' ripreso in aula alla Camera il cammino della legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento, il cosidetto testamento biologico, che prevede le norme sul fine vita, il cui esame era iniziato il 13 marzo. Sul testo pesa l'opposizione di Lega Nord, Alternativa popolare, Fdi e di diversi esponenti cattolici, collocati anche nelle forze politiche di maggioranza.

La relatrice del provvedimento, Donata Lenzi (Pd), ieri ha detto di aspettarsi un fuoco di sbarramento e una "montagna" di interventi di ostruzionismo nella fase della discussione generale per rallentare l'iter della legge, sulla quale pendono circa 600 emendamenti.

28-MAR-17 15:53

BIOTESTAMENTO: STOP DISCUSSIONE PDL, ESAME AULA RIPRENDE IL 4 APRILE

Roma, 28 mar. (AdnKronos Salute) - L'esame della proposta di legge sul cosiddetto biotestamento riprenderà alla Camera martedì 4 aprile. Lo ha annunciato in Aula il presidente di turno Roberto Giachetti, spiegando che la decisione "potrà essere confermata nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo, già convocata per domani per la predisposizione del calendario dei lavori del mese di aprile".

28-MAR-17 19:29

adnkronos Salute

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