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Roma, 27 mar. 2017

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NEWS lunedý 27 marzo 2017

(AdnKronos Salute) -

NEWS lunedì 27 marzo 2017

 

SANITA': MEDICI CATTOLICI, FILIPPO MARIA BOSCIA RIELETTO PRESIDENTE

In mozione di fine Congresso confermano no a eutanasia e volontà di difendere embrione, genoma e famiglia

Milano, 27 mar. (AdnKronos Salute) - Filippo Maria Boscia è stato rieletto presidente dell'Associazione medici cattolici italiani durante il 26esimo Congresso nazionale Amci che si è svolto ad Ascoli Piceno. Del nuovo consiglio direttivo, per il prossimo mandato, faranno parte anche i vicepresidenti Franco Balzaretti (Nord Italia, confermato), Stefano Ojetti (Centro Italia, new entry), Giuseppe Battimelli (Sud Italia, confermato), il segretario nazionale Vincenzo Saraceni, il vicesegretario Mauro Persiani.

Il meeting marchigiano - una 3 giorni di incontri e dibattiti su ambiente, medicina e salute, preceduta da una solenne celebrazione del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano - si è conclusa con una mozione finale con cui "l'Amci si impegna a fare quanto in suo potere per evitare che l'embrione umano venga trasformato nell'ennesimo prodotto in un mondo di mercificazioni, per evitare che le figure genitoriali vengano irresponsabilmente moltiplicate senza alcun rispetto per lo sviluppo psicofisico del bambino, che il genoma subisca pericolose alterazioni o ibridizzazioni. La ricerca sul genoma umano - si legge - deve essere esclusivamente orientata alla diagnosi e alla terapia delle malattie, ribadendo la radicale e categorica opposizione a ogni pratica di selezione eugenetica". Per i camici bianchi cattolici, prosegue la mozione dell'Amci, "ogni pratica medica va portata a compimento in maniera responsabile e rispettosa della dignità del paziente. L'Amci fa appello ai colleghi affinché si diffonda una cultura sana e ponderata dell'alleanza terapeutica, troppo spesso sbilanciata sul pericoloso versante del paternalismo potestativo o sull'altrettanto dannoso asservimento del medico ai desideri dei suoi clienti".

"Ci impegniamo perché i poveri e i bisognosi non vivano abbandonati a loro stessi", aggiungono ancora i medici cattolici, e perché "tutti i malati ottengano sempre il giusto conforto e le informazioni necessarie a comprendere lucidamente la condizione in cui si trovano, in special modo quando sono costretti ad affrontare le più tragiche scelte di fine vita. A tal riguardo - concludono - confermiamo la ferma e categorica opposizione nei confronti dell'accanimento terapeutico e delle pratiche eutanasiche, considerate vera e propria violazione del giuramento ippocratico".

27-MAR-17 09:52

 

 SANITA': ANAAO SU DECRETO DIRIGENZA, INVADENZA POLITICA PRIMA 'MALATTIA' SSN

Troise, albo nazionale non porrà rimedio

Roma, 27 mar. (AdnKronos Salute) - "Sarà anche vero, come dice la ministra Lorenzin, che 'il problema principale del Ssn è di natura organizzativa e gestionale'. Ma diversi osservatori, noi compresi, ritengono che la malattia principale del nostro sistema sanitario si chiami governance. Vale a dire l'invadenza pervasiva della politica nella sfera gestionale della sanità, che ha prodotto un ramificarsi di interessi clientelari e spartitori nei confronti del 'middle management' tecnico professionale, fino ad oscurare il riconoscimento del merito e delle competenze. E uno stato di inquietante solitudine e fragilità dei direttori generali verso il potere politico che continua a sceglierli e valutarli con totale discrezionalità". Lo afferma il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, in merito al dlgs sulla dirigenza sanitaria approvato dal Consiglio dei ministri.

"A questa malattia, però - continua Troise - non porrà rimedio l'innalzamento dell'asticella dei titoli e dei criteri di valutazione, o l'istituzione di un albo nazionale, come approvato dal Cdm. Albo la cui composizione, tra l'altro, non appare priva di criticità, a partire dalle caratteristiche degli esperti (quali e quanti?) chiamati a predisporlo e dal loro livello che si vuole 'altissimo', magari pensando ad Harvard, ma finendo più prosaicamente tra le università pubbliche e private di Roma. Mentre dai criteri di valutazione continuano a rimanere esclusi l'osservanza dei contratti di lavoro, termine desueto ma non ancora cancellato, e delle leggi dello Stato, e non solo della Regione-Stato".

"Il cambiamento, vero quanto necessario – osserva il segretario del sindacato medici dirigenti - passa per la restituzione di valore alle professioni e al loro lavoro che regge la sanità pubblica, sebbene ridotto a banale fattore produttivo, merce da vendere in cambio di un salario. E di ruolo decisionale ai medici e ai dirigenti sanitari, oggi marginalizzati a vantaggio di una cultura aziendalista che tutto riduce a controllo dei costi ed è fattore non secondario della grande fuga dagli ospedali".

"Se si vuole raggiungere l'obiettivo di 'promuovere, mantenere e recuperare la salute fisica e psichica della popolazione', non si può eludere il nodo della valorizzazione dei saperi e delle competenze professionali. La loro centralità costituisce una premessa non trattabile di qualsiasi processo di riforma in ambito sanitario. A meno - conclude Troise - di non ridurre l'annuncio di una rivoluzione a un'operazione di marketing politico".

27-MAR-17 11:10

 

 SALUTE: DECALOGO ANTI-BUFALE ONLINE, 10 REGOLE PER INFORMARSI SUL WEB

Presentate in occasione del meeting #MeetSanofi 'Social Health, istruzioni per l'uso'

Roma, 27 mar. (AdnKronos Salute) - Un decalogo per orientarsi in Rete e informarsi correttamente sul tema della salute, per capire come muoversi tra web e social media, a quali interlocutori o fonti dare fiducia e come sfruttare al meglio le informazioni che Internet offre. Le 10 regole sono state presentate in occasione della speciale edizione di #MeetSanofi 'Social Health, istruzioni per l'uso', in diretta web da Riccione in occasione del meeting 'Home of Therapies' che ha riunito oltre 350 infermieri.

Fra i protagonisti dell'evento Laura Rossi, 35enne genovese dottoranda in radiologia e creatrice di 'H-Maps', una App per orientare i pazienti oncologici nel percorso di cure. Dopo una diagnosi di linfoma di Hodgkin, la giovane ha utilizzato il web per aiutare chi si trovava nella sua stessa condizione, e grazie alla consulenza del Reparto di ematologia dell'ospedale San Martino di Genova e il supporto del crowdfunding, ha realizzato l'applicazione. Presenti all'incontro anche Eugenio Santoro, responsabile del Laboratorio di informatica medica dell'Irccs Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, e Lella Mazzoli, direttore dell'Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino. Ecco i consigli 'anti-bufale' proposto da Sanofi Italia:

      1) Le fonti prima dei contenuti. Quando si cercano informazioni sulla salute in Rete è importante verificare le fonti, per capire chi sta offrendo quella specifica informazione. Meglio affidarsi a siti istituzionali o ufficiali, che garantiscono autorevolezza e rigore scientifico;

      2) Il 'dottor Google' non è laureato in medicina. La ricerca su Google spesso porta in primo piano contenuti personalizzati in base a ciò che Google sa di noi, o siti che vantano molte visite per motivi non sempre legati alla loro autorevolezza. Meglio valutare più risultati e confrontarli fra loro;

      3) Blog e forum, belle storie, poca scienza. Su blog e forum si possono trovare storie di pazienti e racconti di familiari che suscitano empatia e coinvolgono emotivamente. Tuttavia, le storie non sempre raccontano i fatti in modo oggettivo, perciò meglio leggerle con occhio critico;

      4) Mai chiedere l'età, sempre chiedere la data. La data di pubblicazione di un articolo è importante. A volte notizie vecchie di anni vengono nuovamente condivise da siti o blog per motivi spesso strumentali, in modo da ottenere molte visite. Se possibile, verificare sempre che una notizia sia recente.

      5) Ho cercato i miei sintomi, sto per morire. Quando si cercano sintomi o condizioni patologiche sul web, spesso si innestano meccanismi psicologici che portano a porre più attenzione alle informazioni negative. Importante leggere con senso critico e affidarsi sempre al medico;

      6) Più è facile, meno è affidabile. Se un sito propone soluzioni facili o rimedi universali, è probabile che sia poco affidabile. Ogni paziente è differente (in base a età, sesso e caratteristiche fisiche) e richiede un percorso di cura personalizzato e specifico, che solo il medico può indicare;

      7) Lo dice Las_Tampa! Anche per i contenuti con migliaia di condivisioni sui social vale la regola delle fonti. Spesso i siti che condividono notizie costruite ad hoc per raccogliere like e condivisioni usano nomi simili ai più importanti quotidiani;

      8) Complottisti della salute, no grazie. Capita spesso di incorrere in siti e blog che pubblicano notizie catastrofiche relative a farmaci, patologie o inquinamento ambientale con effetti sulla salute. Queste notizie spesso sono create apposta per generare condivisioni e non hanno alcun fondamento scientifico;

      9) Farmaci online solo sui siti sicuri. Attenzione alla vendita dei farmaci online da parte di siti non ufficiali e non autorevoli. La vendita attraverso il canale digitale è riservata ai farmaci da banco e il sito deve essere autorizzato alla vendita dei farmaci online: si può verificare questo requisito grazie al bollino di sicurezza;

      10) Basta, vado dal medico. Medico e farmacista devono restare i principali punti di riferimento per decidere in materia di salute. Cercare informazioni può essere utile per saperne di più, ma sulla scelta di un percorso di cura solo il medico può fornire informazioni corrette e ponderate.

27-MAR-17 11:57

 

 FARMACI: SIMG, BENE RIPRESA TAVOLO AIFA-MEDICINA GENERALE

Cricelli, pronti a fare nostra parte su prescrizioni e presa in carico

Roma, 27 mar. (AdnKronos Salute) - La scorsa settimana si è tenuto un primo incontro tra i rappresentati dei medici e dei pediatri di famiglia e il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Mario Melazzini. Una buona notizia per il presidente nazionale della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), Claudio Cricelli, che esprime "soddisfazione e plauso per l'iniziativa dell'Agenzia regolatoria perché finalmente possiamo ricominciare ad affrontare alcune questioni rimaste in sospeso". In particolare, spiega, "vogliamo dare il nostro contributo per la risoluzione di due problemi riguardanti la nostra professione, non più rinviabili: il ruolo del medico di medicina generale nella prescrizione dei farmaci e la presa in carico dei pazienti cronici".

"Abbiamo preso l'impegno con Melazzini di presentare a breve due piani operativi con proposte concrete e realizzabili - sottolinea Cricelli -La nostra Società è l'unica che possiede tutti gli strumenti necessari per aiutare l'Aifa e le altre istituzioni a prendere delle decisioni su questi aspetti della sanità. Grazie alla nostra rete di medici attivi su tutto il territorio nazionale, conosciamo tutte le informazioni relative ai dati epidemiologici delle malattie croniche e alla presa in carico dei pazienti. Possiamo così valutare le performance e le considerazioni dei medici di famiglia su questi aspetti".

"In Italia i pazienti cronici sono oltre 19 milioni - aggiunge Cricelli - Attualmente costituiscono il vero problema sia della rete assistenziale che dei costi dell'intero sistema sanitario nazionale. Avere numeri sempre aggiornati sulle condizioni di questi malati e sui volumi dei valori di riferimento della prescrizione dei farmaci risulta fondamentale. In questo modo sarà possibile consentire sia ai medici che all'Aifa la sostenibilità di alcuni interventi".

27-MAR-17 12:19

 

 SANITA': SMI, ANAC SBAGLIA SU TRASPARENZA STATO PATRIMONIALE MEDICI

Per Triozzi rischio boomerang, tutti controllati nessuno controllato

Roma, 27 mar. (AdnKronos Salute) - "La decisione dell'Autorità anticorruzione di estendere a tutti i medici del Ssn l'obbligo di pubblicare il proprio stato patrimoniale, anche a quelli che non hanno alcuna responsabilità gestionale nelle aziende sanitarie, (cioè che non si occupano di commesse e gare e di contrattare soggetti esterni al Ssn), è sbagliata e si rivelerà un boomerang". Lo afferma Mirella Triozzi, vicesegretario nazionale del Sindacato medici italiani (Smi) e vicepresidente della Federazione veterinari e medici (Fvm). "Il senso della legge è accertare se ci sono irregolarità, non mettere alla berlina i guadagni legittimi di migliaia di professionisti".

"Insomma - prosegue Triozzi - l'Anac interpreta la legge, forse per la pressione dell'opinione pubblica, e facendo anche dietrofront rispetto a un suo precedente orientamento, con l'intenzione di garantire trasparenza, ma otterrà un solo risultato: tutti controllati, nessuno controllato. Il problema della trasparenza nella pubblica amministrazione - precisa - non sono i dati patrimoniali ufficiali e pubblicabili, ma ciò che è occulto e occultato quando proveniente da illeciti, da fatti corruttivi".

"La pubblicazione dei dati patrimoniali potrà adombrare dubbi, ma risulta assolutamente inefficace nel perseguire comportamenti illeciti. Non solo. L'Anac esonera da questa decisione i medici che operano nelle strutture universitarie, come se quel settore del sistema sanitario nazionale fosse immune da possibili irregolarità. Riassumendo: una decisione confusa e ingiusta, con figli e figliastri", conclude Triozzi.

27-MAR-17 13:03

 

 EUTANASIA: INDAGINE, 71% MEDICI FAVOREVOLE A LEGALIZZARLA IN ITALIA

Ma solo il 54% sarebbe disposto a praticarla

Roma, 27 mar. (AdnKronos Salute) - Il 71% dei medici ritiene che in Italia dovrebbe essere legalizzata l'eutanasia. Ma quelli che sarebbero disposti a praticarla se fosse consentita, si fermano al 54%. E' quanto rivela un'indagine effettuata dal portale web 'Sanità Informazione', che ha interpellato via e-mail 1.609 camici bianchi italiani sul tema del fine vita.

Secondo il sondaggio l'89% degli intervistati conosce il suicidio assistito e l'eutanasia (attiva e passiva), che per il 71% dovrebbero essere legalizzate. L'orientamento religioso, inoltre, non influisce sull'opinione dei medici, condizionando solo il 27% degli intervistati. Infine, suicidio assistito ed eutanasia dovrebbero essere un servizio del Sistema sanitario nazionale per il 70% dei camici bianchi.

27-MAR-17 17:03

adnkronos Salute

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