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Roma 19 maggio 2015

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Epatite C: in Italia l'accesso alle cure innovative č ancora limitato

Eppure, stando a quanto sostiene Alleanza Contro l’Epatite, i risparmi per il Servizio sanitario nazionale potrebbero essere notevoli.
Redazione Ultim'ora (P.C.)

EPATITE C

 In Italia l'accesso alle cure innovative è ancora limitatoEppure, stando a quanto sostiene Alleanza Contro l’Epatite i risparmi per il Servizio sanitario nazionale potrebbero essere notevoli.

 

Approvare in tempi rapidi l’utilizzo di farmaci innovativi per tutti i pazienti con epatite cronica da HCV candidabili al trattamento antivirale. Uniformare su tutto il territorio nazionale l’accesso alle cure, con il fine ultimo di arrivare nel giro di qualche anno alla totale eradicazione dell’epatite C in Italia. Promuovere studi sui costi e i benefici dei trattamenti antivirali con farmaci di nuova generazione, affinché l’AIFA e le Regioni italiane possano disporre di analisi e valutazioni corrette circa l’impatto dei nuovi farmaci sulla spesa sanitaria nazionale.
Questi gli obiettivi illustrati dall’Alleanza Contro l’Epatite (ACE) nel Convegno organizzato a Roma il 12 maggio 2015 presso il Ministero della Salute dal titolo “Epatite C: investire oggi per risparmiare e migliorare la salute di domani”, che ha riunito i principali stakeholder impegnati nei processi di cura e assistenza ai pazienti con epatite C – una malattia cronica ed insidiosa, fortemente debilitante e ancora oggi fonte di discriminazione sociale – per determinare quelle strategie future e quelle azioni programmatiche che permetterebbero in futuro a tutti gli ammalati di accedere gratuitamente alle terapie innovative, senza subire distinzioni a livello territoriale e regionale.
Nonostante, infatti, alcuni farmaci innovativi anti-epatite C, costosissimi al pubblico, siano stati inclusi tra i medicinali totalmente rimborsabili e a carico del Ssn, ad oggi sono ancora molti i pazienti italiani che pur avendone diritto non riescono ad accedervi perché le Regioni di appartenenza non dispongono dei fondi necessari per acquistarli.
“In realtà, la disponibilità di trattamenti farmacologici in grado di guarire i pazienti con epatite C porterebbe alla riduzione di tutti i costi sanitari diretti che attualmente sostiene il Servizio sanitario nazionale, rendendone sostenibile la spesa prevista”, ha spiegato Francesco Saverio Mennini, Professore di Economia Sanitaria e Direttore del Centro per la Valutazione Economica e HTA (CEIS - EEHTA) dell’Università Tor Vergata di Roma, che ha aggiunto: “L’utilizzo dei nuovi farmaci, inoltre, non solo comporterebbe una fortissima riduzione del numero dei trapianti, dei ricoveri e degli eventi avversi, ma ridurrebbe anche il numero dei trattamenti fino ad oggi eseguiti con l’uso dell’interferone”.
Per ciascun paziente, dunque, il Ssn potrebbe risparmiare in media fino a 10.000 euro, da reinvestire nell’innovazione di tali classi di farmaci. “Diviene, quindi, necessario, in un’ottica di allocazione delle risorse – ha evidenziato Menninistimare il peso economico annuo sostenuto dalla società in termini di costi sanitari, diretti e indiretti, affrontati per il trattamento e la gestione dei pazienti con infezione cronica da HCV”. “Da un recente studio è emerso che la spesa annua in Italia risulta pari a 1,05 miliardi di euro, di cui il 38,6% (407 mln) è assorbito da costi diretti sanitari per il trattamento e l’osservazione dei pazienti. La disponibilità di trattamenti farmacologici in grado di guarire i pazienti – ha concluso il Professorepuò quindi determinare realmente una forte riduzione di tutte le tipologie dei costi sanitari attualmente sostenuti dal Ssn e dagli Istituti di Previdenza Sociale”.
“Con l’aiuto di nuovi dati, insieme alle certezze che abbiamo sull’uso delle nuove terapie disponibili, la lotta all’epatite C e la speranza di sconfiggerla si fa sempre più reale”, ha commentato Antonio Gasbarrini Professore di Gastroenterologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “Nessuno deve più morire di epatite C – ha concluso – l’obiettivo sarà dunque quello di curare tutti i pazienti con cirrosi epatica, triplicare gli sforzi per salvare tutte le vite salvabili e far guadagnare anni di salute a migliaia di pazienti in attesa di cure”.
 
 
Paola Colapinto

 

adnkronos Salute

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