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Roma 16 maggio 2015

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Cala la fiducia verso le vaccinazioni

Redazione (P. Colapinto)

CALA LA FIDUCIA VERSO LE VACCINAZIONI

Quanto conta l’opinione dei pediatri? Presentati i dati dell’indagine S.I.P.P.S.

 

In Italia si registra una flessione per quasi tutte le vaccinazioni, incluse quelle di legge. I valori hanno raggiunto addirittura il livello più basso degli ultimi 10 anni, con coperture a 24 mesi d’età di poco superiori al valore minimo previsto dall’obiettivo del Piano nazionale della prevenzione. Oltre il 72% dei genitori, pur riconoscendo l’importanza sociale delle vaccinazioni, nutre dubbi sulla necessità di dover intervenire su un individuo sano. 

A lanciare l’allarme è la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (S.I.P.P.S.), durante la quattro giorni del Convegno “Napule è… Pediatria Preventiva e Sociale” organizzata a Napoli dal 30 aprile al 3 maggio 2015, che ha segnalato come il clima di minore fiducia nei confronti delle vaccinazioni abbia causato nel 2013 una diminuzione, anche se lieve, delle coperture vaccinali nei primi 24 mesi di vita per i cicli completi di DT, DTP, Epatite B, Polio e Hib, e per la dose unitaria di MPR. 

Nonostante 389 pediatri italiani su 394, intervistati dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, dichiarino di raccomandare abitualmente ai propri assistiti di effettuare regolarmente le vaccinazioni (4 dichiarano di non essere usi a tali raccomandazioni, 1 di consigliare le pratiche vaccinali solo in qualche occasione), nelle loro opinioni emergono alcune zone di incertezza in merito. Secondo quanto ha spiegato Luciano Pinto, Vicepresidente S.I.P.P.S. Campania, presentando i dati dell’indagine condotta dalla Società sulle opinioni dei pediatri italiani in merito alle vaccinazioni: “Il 22% di essi ritiene che un bambino debba essere vaccinato soltanto contro le malattie più gravi, il 13% che sia preferibile ridurre al minimo il numero dei vaccini somministrati, il 17% che ci si debba fidare più dei vaccini noti che di quelli ‘nuovi’ e l’8% dei pediatri crede più nell’immunità acquisita attraverso le malattie che non attraverso i vaccini”. “Va inoltre osservato – ha aggiunto Pintoche il 2,5% delle risposte dei pediatri ha espresso un dubbio o, peggio, una piena concordanza nel riconoscere un legame tra vaccinazioni e autismo, per quanto tale legame sia stato ampiamente e definitivamente sconfessato dalla letteratura scientifica”“E’ fuori discussione che spetti al pediatra quale figura di riferimento affidabile per il genitore – ha affermato Giuseppe Di Mauro, Presidente S.I.P.P.S. – promuovere la corretta conoscenza sull’argomento e offrire le necessarie rassicurazioni. Sempre che, naturalmente, non sia egli stesso ad avere delle perplessità sull’efficacia e sulla sicurezza dei vaccini”.

Come muoversi, dunque? Stando alle indicazioni fornite della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, occorre innanzitutto realizzare la formazione continua sul tema delle vaccinazioni, con la partecipazione congiunta di pediatri, personale medico-infermieristico e i Centri vaccinali. Altrettanto importante risultata essere l’istituzione, in ogni regione italiana, di anagrafi vaccinali e di sistemi di sorveglianza delle reazioni avverse, per disporre così in tempo reale di informazioni tempestive sull’andamento delle coperture vaccinali in ogni singola zona e per ogni singolo vaccino. 

Formazione e comunicazione, anche attraverso i social network, rappresentano quindi il fondamento sul quale agire poiché, secondo quanto ha sottolineato Piercarlo Salari, Pediatra e Responsabile del Gruppo di lavoro sulla genitorialità S.I.P.P.S.: “La conoscenza tecnica, per quanto imprescindibile, non è sufficiente se separata dalle competenze comunicative che ciascun pediatra dovrebbe possedere, o acquisire, per poter veicolare al meglio messaggi incisivi, convincenti e coerenti”.

 

Paola Colapinto

 

adnkronos Salute

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